Immigrazione: Ceriscioli, non si evocano pratiche fasciste

domenica 19 luglio 2015



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Presidente Marche condanna post Zaffiri(Ln) a prefetto Gabrielli
(ANSA) - ANCONA, 19 LUG - "Le parole scritte sul profilo
Facebook di Zaffiri non possono che essere condannate e
stigmatizzate. Nessuno può permettersi di evocare pratiche
fasciste, per di più se é un rappresentante delle istituzioni".
Così il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli sul post
del vicepresidente leghista del Consiglio regionale, Sandro
Zaffiri, contro il prefetto di Roma Franco Gabrielli.
" vergognoso - seguita Ceriscioli - e mi auguro possa
quantomeno chiedere scusa al prefetto Gabrielli al quale va
tutta la mia solidarietà e quella della giunta regionale per il
lavoro che sta compiendo. Proprio questa mattina ho letto le
parole del padre di Raghad, la bambina morta su un barcone per
mancanza di insulina e poi gettata in mare dalla sua famiglia.
Una vicenda che non può lasciarci indifferenti. Le Marche
continueranno a fare la loro parte, la solidarietà tra i popoli
è il principio fondante della nostra democrazia e chi va contro
questo valore non merita di rappresentare il consiglio
regionale. Evocare pratiche squadriste o continuare ad aizzare e
stuzzicare istinti populisti come fanno la Lega e Salvini, non
contribuisce in alcun modo a risolvere e mettere freno al
fenomeno dell'immigrazione". Nel post Zaffiri attaccava
Gabrielli dicendo, tra l'altro: "porco di un comunista al
servizio del Pd...attento che ti abbiamo segnato sul nostro
elenco, arriveremo, l'olio di ricino te ne daremo tanto".
(ANSA).

DAN
19-LUG-15 16:19 NNN