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OGM: REGIONI UE, NO SOIA TRANSGENICA PER CARNI QUALITA'

venerdì 14 dicembre 2007


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OGM: REGIONI UE, NO SOIA TRANSGENICA PER CARNI QUALITA'
(NOTIZIARIO AGROALIMENTARE SICILIA)
   (ANSA) - PALERMO, 14 DIC - Biotech non fa rima con qualita':
le regioni europee ogm-free partono da qui per reclamare
l'utilizzo di soia priva di organismi geneticamente modificati
per l'alimentazione animale. Ogni anno in Europa vengono
importati 38 milioni di tonnellate di soia, di cui l'80%
contaminata con ogm. Poiche' l'alimentazione animale nell'Ue e'
oggi fortemente dipendente dalla soia importata, questo
significa - sottolineano le regioni del network ogm-free - che
nella grande maggioranza della carne, del pollame e dei formaggi
europei, il prodotto finale che arriva sul mercato e' il
risultato di una catena alimentare inquinata da mangimi
contaminati.
   Per invertire questa tendenza e proporre strade alternative
d'approvvigionamento di mangimi, le regioni hanno organizzato a
Bruxelles una conferenza di due giorni, oggi e domani, alla
quale partecipano rappresentanti di sedici paesi Ue, ma anche di
Brasile, Canada, Usa, India e Cina, nonche' del mondo delle
imprese e delle associazioni per un totale di 117 comparti. La
dipendenza di mangime dalle importazioni, hanno detto a chiare
lettere diversi rappresentanti regionali, non ''deve diventare
un ricatto''.
   ''Abbiamo bisogno di un piano per garantire prodotti ogm free
agli allevamenti con approvvigionamenti anche extra Ue'', ha
spiegato l'assessore regionale all' agricoltura delle Marche
Paolo Petrini, che come molti altri colleghi italiani reclama
''un'etichettatura d'origine'' per garantire il consumatore
negli acquisti di prodotti di qualita' liberi da ogm. Ci sono
Paesi extra Ue, come il Brasile che possono rifornire il mercato
europeo anche di soia ogm-free ad un costo piu' elevato di circa
il 10% che, ha fatto notare Petrini, potrebbe essere pero'
largamente recuperato grazie alla valorizzazione delle
produzioni di qualita'.
   Nel corso della conferenza e' stato presentato anche il
progetto di una cooperativa marchigiana per la costruzione di
una filiera bovina latte-formaggio, che dovrebbe garantire il
controllo delle materie prime a partire dalla zona di produzione
in Brasile, con impianti dedicati allo stoccaggio e al
trasferimento della soia rigorosamente ogm-free. Con le regioni
italiane, francesi e austriache in prima fila, si sono schierate
all'attacco degli ogm e per la salvaguardia della produzione di
qualita' anche alcune regioni spagnole, a partire dai Paesi
Baschi, inglesi, greche e tedesche.
   Alla conferenza organizzata nella sede del Comitato delle
regioni Ue, hanno preso parte rappresentanti di 65 regioni, ben
di piu' delle 43 che hanno gia' aderito alla rete di quelle
ogm-free. Intanto il network delle regioni ogm-free, guidato da
Toscana e Alta Austria, ha gia' messo in cantiere la prossima
conferenza che si terra' a Bilbao il 24 e 25 aprile 2008: nel
mirino la riforma della Pac per spingere la Commissione ad una
maggiore attenzione al ruolo ambientale dell' agricoltura .
(ANSA).

     RED-Y7P
14-DIC-07 09:05 NNN