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AGRICOLTURA. SOS CIA: IN CAMPAGNA PIZZO E RACKET BRUCIANO 15 MLD

giovedì 31 gennaio 2008


AGRICOLTURA. SOS CIA: IN CAMPAGNA PIZZO E RACKET BRUCIANO 15 MLD
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AGRICOLTURA. SOS CIA: IN CAMPAGNA PIZZO E RACKET BRUCIANO 15 MLD
POLITI RICHIAMA CODICE ETICO, PRONTO A FARE COME CONFINDUSTRIA

(DIRE) Roma, 31 gen. - Dall'usura al racket, dalle estorsioni al
pizzo. L'agricoltura italiana e' braccata dalla criminalita'
organizzata: "Un agricoltore su tre subisce gli effetti di 100
reati al giorno per un giro d'affari pari a 15 miliardi di euro
l'anno, un terzo della produzione lorda vendibile (45 miliardi)".
La denuncia arriva dal presidente della Cia, Giuseppe Politi, nel
corso della conferenza stampa di inizio anno di oggi a Roma. I
furti e le rapine valgono 4,5 miliardi di euro, il racket 3,5
miliardi, l'usura 3 miliardi, le truffe 1,5 miliardi, la
contraffazione e l'agropirateria 0,5 miliardi, l'abusivismo 1,5
miliardi, le macellazioni clandestine 0,5 miliardi.
   Un fenomeno, quello della criminalita' organizzata, dice
Politi, che "non riguarda piu' soltanto il sud ma che si sta
allargando anche al centro e al nord Italia". Molti produttori
agricoli, avverte il presidente della Cia, "sono nelle mani della
mafia, della camorra, della 'ndrangheta, della sacra corona
unita" e le regioni piu' colpite ne sono la conferma: Campania,
Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. La questione
assume, pertanto, dimensioni nazionali e Politi si dice
disponibile a seguire l'esempio della Confindustria richiamando
"il codice etico del 2004". Un codice, osserva, "a cui i nostri
iscritti devono attenersi e in cui si indica di rispettare le
leggi dello Stato italiano e quelle europee". A questo proposito,
il presidente della Cia ricorda che ci sono anche, nelle diverse
procure, dei "Pm che seguono principalmente reati legati
all'agricoltura". (SEGUE)

  (Tot/ Dire)
14:13 31-01-08

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AGRICOLTURA. SOS CIA: IN CAMPAGNA PIZZO E RACKET, BRUCIANO... -2-
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AGRICOLTURA. SOS CIA: IN CAMPAGNA PIZZO E RACKET, BRUCIANO... -2-


(DIRE) Roma, 31 gen. - L'allarme della Cia sulla presenza della
criminalita' organizzata nelle campagne vede al primo posto dei
reati ci sono i furti di attrezzatura e di mezzi agricoli che
servono in alcuni casi come avvertimento e in altri come
estorsione. Il racket e' il secondo reato, per numero di crimini
commessi, seguito dall'abigeato, presente prevalentemente in
Campania soprattutto per gli allevamenti di bufale. E anche i
furti di massicce sottrazioni di prodotto sono il frutto di
organizzazione scientifica. Tra i reati si segnalano anche il
danneggiamento alle colture e le aggressioni nei confronti delle
persone. Piu' distinti i fenomeni di usura e il pascolo abusivo.
Non meno grave, osserva la Cia, e' "il fenomeno odioso del
caporalato, con lo sfruttamento, da parte della criminalita'
organizzata, soprattutto di extracomunitari, molti dei quali
irregolari".
   Meno frequenti, ma presenti, sono i furti di centraline per
l'irrigazione, soprattutto nelle regioni dove c'e' il problema
cronico della carenza d'acqua. Per le stesse ragioni, si
verificano allacciamenti abusivi ed estrazione dell'acqua da
pozzi non regolari. Crescente e' anche la minaccia di cedere i
raccolti dei prodotti a prezzi "stracciati". Non vi sono scrupoli
che tengano e "il coltivatore si trova costretto a scegliere o di
accettare l'infame avvertimento o di correre il rischio di vedere
compromesso l'intero raccolto e con esso il lavoro di tanti
anni". Vengono riscontrati anche fenomeni come la macellazione
clandestina e le discariche abusive, in tutte le regioni
meridionali: "Reati che travalicano gli interessi diretti
dell'agricoltura, colpendo l'intera collettivita' e, piu'
precisamente, la qualita' dei prodotti e, conseguentemente, la
salute pubblica". (SEGUE)

  (Tot/ Dire)
14:35 31-01-08

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AGRICOLTURA. SOS CIA: IN CAMPAGNA PIZZO E RACKET, BRUCIANO... -3-


(DIRE) Roma, 31 gen. - Per quanto riguarda le discariche abusive
e il traffico illecito dei rifiuti, il fenomeno, sempre piu' in
espansione, si riscontra in quasi tutte le regioni, assumendo
dimensioni nazionali e transnazionali. I rifiuti, dice la Cia,
"non si muovono solo dal nord verso il mezzogiorno, dove vengono
smaltiti in discariche non autorizzate, cave dismesse, sprechi
d'acqua o nel sottosuolo di fondi a destinazione agricola. Oggi
si registrano anche le rotte che dal nord-ovest vanno a nord-est,
che dal nord arrivano al centro e anche quelle che dal sud
portano a nord".
   La criminalita' impone anche i prezzi per i prodotti agricoli,
pesature dei prodotti inferiori a quelle reali, fa estorsioni
attuate mediante previo furto di mezzi destinati alla
coltivazione, esercita il controllo del mercato fondiario, compie
furti di grano, con devastazione dei campi coltivati, commerci
illegali e intromissioni nell'acquisto dei prodotti. Per le
singole regioni: in Campania si segnalano agricoltori vittime di
incendi, furti, vandalismi e minacce.
In Puglia e' interessato "tutto il territorio regionale, con zone
dove la criminalita' si manifesta in modo particolarmente odioso,
colpendo non solo i beni degli agricoltori, ma la loro stessa
incolumita'". Stesso il discorso per la Calabria e la Sicilia,
dove la 'ndrangheta e la mafia controllano "in larghissima misura
il commercio agricolo e il mercato fondiario. Ma anche in queste
regioni gli agricoltori finiscono per subire ogni tipo di
angheria che in molti casi- come rileva la stessa direzione
nazionale antimafia- generano omerta'". In Basilicata si hanno
reati specialmente in zone economicamente piu' avvantaggiate,
mentre in Sardegna vi e' una criminalita' evoluta, pericolosa e
profondamente radicata nel territorio.

  (Tot/ Dire)
14:35 31-01-08

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