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In Gazzetta le misure urgenti in materia di produzione lattiera

martedì 10 febbraio 2009

In Gazzetta le misure urgenti in materia di produzione lattiera

In Gazzetta le misure urgenti in materia di produzione lattiera

Decreto Legge5 febbraio 2009, n.4

 DECRETO-LEGGE 5 febbraio 2009, n.4Misure urgenti in materia di produzione lattiera e rateizzazione del debito nel settore lattiero-caseario. (GU n. 29 del 5-2-2009) note: Entrata in vigore del provvedimento: 6/2/2009Misure urgenti in materia di produzione lattiera e rateizzazionedel debito nel settore lattiero-caseario.                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta   la   straordinaria   necessita' ed urgenza, in vistadell'imminente avvio della campagna lattiera dal prossimo 1° aprile,di adottare disposizioni per assicurare la prioritaria assegnazionedel quantitativo nazionale garantito di latte, nonche' per assicurarela rateizzazione dei debiti relativi alle quote latte, in conformita'alla normativa comunitaria. Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nellariunione del 30 gennaio 2009; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e delMinistro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concertocon il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro perle politiche europee;                                Emana                     il seguente decreto-legge:                                Art. 1.                 Disposizioni in materia di quote latte   1. Dopo il comma 4 dell'articolo 9 del decreto-legge 28 marzo 2003,n. 49, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n.119, sono inseriti i seguenti: «4-bis. L'esclusione, dalla restituzione del prelievo pagato ineccesso, dei produttori non titolari di quota e dei produttori cheabbiano superato il cento per cento del proprio quantitativo diriferimento individuale, come indicato dal comma 4, non si applicaper il periodo 2008-2009. 4-ter. A decorrere dal periodo 2009-2010, qualora le restituzionidi cui al comma 3 non esauriscano le disponibilita' dell'importo dicui al medesimo comma, il residuo viene ripartito tra le aziendeproduttrici che hanno versato il prelievo, secondo i seguenti criterie nell'ordine:   a) alle aziende che non hanno superato il livello produttivoconseguito   nel   periodo   2007   -   2008,   purche' non abbianosuccessivamente ceduto quota ai sensi dell'articolo 10, comma 10,tenendo conto dei mutamenti di conduzione di cui all'articolo 10,comma 18;   b) alle aziende che non abbiano superato di oltre il 6 per centoil proprio quantitativo disponibile individuale. 4-quater.   Le   somme residue confluiscono nel fondo per gliinterventi   nel   settore   lattiero-caseario istituito presso ilMinistero delle politiche agricole alimentari e forestali.». 2. Dopo l'articolo 10 del decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49,convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, e'inserito il seguente: «Art. 10-bis (Assegnazione quote latte). - 1. Gli aumenti delquantitativo nazionale garantito di latte di cui al regolamento (CE)n. 248/2008  del Consiglio, del 17 marzo 2008, ed al Documento delConsiglio dell'Unione europea n. 16049/08 del 20 novembre 2008, sonoattribuiti    alla    riserva    nazionale   per   essere   assegnatiprioritariamente   alle aziende che nel periodo 2007/2008 hannorealizzato consegne di latte non coperte da quota, che risultinoancora in produzione nella campagna di assegnazione, nei limiti delquantitativo prodotto in esubero nel periodo 2007/2008 e al netto delquantitativo   oggetto di vendita di sola quota effettuata convalidita' nei periodi dal 1995/1996 al periodo di assegnazione dellaquota. 2. In caso di vendita di azienda con quota con validita' successivaal   periodo   2007/2008, la quota e' assegnata anche al nuovoproprietario in proporzione alla quota di azienda rilevata. 3. In caso di affitto di azienda con quota vigente al momentodell'assegnazione, la quota e' resa disponibile anche all'affittuarioin proporzione alla quota di azienda affittata; alla scadenza delcontratto   la   quota   torna   nella disponibilita' del titolaredell'azienda. 4. Le assegnazioni di cui al comma 1 vengono effettuate rispettandole seguenti priorita':   a) aziende che hanno subito la riduzione della quota «B» ai sensidel   decreto-legge   23 dicembre 1994, n. 727, convertito, conmodificazioni, dalla legge 24 febbraio 1995, n. 46, nei limiti delquantitativo ridotto che risulta effettivamente prodotto nel periodo2007/2008 ed al netto dei quantitativi gia' riassegnati;   b) aziende ubicate in zone di pianura e svantaggiate, che abbianoprodotto oltre la propria quota in misura superiore al 5 per cento;   c) aziende ubicate in zone di pianura e svantaggiate che, nelperiodo 2007/2008, abbiano coperto con affitti di quota ai sensidell'articolo 10, commi 15 e 16, la produzione realizzata in misurasuperiore al 5 per cento della quota posseduta. 5. Per la determinazione dei quantitativi oggetto di assegnazione,le consegne di latte non coperte da quota sono calcolate comedifferenza tra il quantitativo consegnato nel periodo 2007/2008,adeguato in base al tenore di materia grassa, e la quota individuale.Ai fini del presente comma l'adeguamento in base al tenore di materiagrassa e' calcolato con le seguenti modalita':   a) il tenore medio di grassi del latte consegnato dal produttoreviene raffrontato al tenore di riferimento di grassi;   b) ove si constati un divario positivo, il quantitativo di latteconsegnato viene maggiorato dello 0,09 per cento per ogni 0,1g digrassi in piu' per chilogrammo di latte;   c) ove si constati un divario negativo, il quantitativo di latteconsegnato viene diminuito dello 0,18 per cento per ogni 0,1g digrassi in meno per chilogrammo di latte. 6. I quantitativi non assegnati ai sensi dei commi da 1 a 5 sonoutilizzati secondo le disposizioni di cui all'articolo 10, comma 22. 7. Le assegnazioni di cui al presente articolo sono comunicatedalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano alleaziende produttrici con le modalita' ed i termini di cui all'articolo2, comma 2-bis, a valere per il periodo 2009/2010. 8. I quantitativi assegnati ai sensi del comma 4, lettere b) e c),non possono essere oggetto di vendita o affitto di sola quota fino al31 marzo 2015. In caso di cessazione dell'attivita' tali quantitativiconfluiscono nella riserva nazionale per essere riassegnati con lemodalita' di cui all'articolo 3, comma 3.». Il comma 3 dell'articolo 2 del decreto-legge 24 giugno 2004, n.157, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2004, n.204, e' abrogato a decorrere dal 1° aprile 2009.                               Art. 2.              Istituzione del Registro nazionale dei debiti   1. Il rapporto giuridico tra ciascun produttore che esercitiattivita' agricola ai sensi dell'articolo 2, primo paragrafo, letterac), del regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio, del 29 settembre2003, e l'Unione europea, e' unico nell'ambito delle misure difinanziamento della Politica agricola comune di cui al regolamento(CE) n. 1290/2005 del Consiglio, del 21 giugno 2005. 2. Ai fini dell'applicazione del regolamento (CE) n. 885/2006 dellaCommissione, del 21 giugno 2006, cosi' come integrato dal Regolamento(CE) n. 1034/2008 della Commissione, del 21 ottobre 2008, e del comma16 dell'articolo 01 del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2,convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, esuccessive modificazioni, e' istituito presso l'Agenzia per leerogazioni in agricoltura (AGEA) il Registro nazionale dei debiti, incui sono iscritti, mediante i servizi del Sistema informativoagricolo nazionale (SIAN), tutti gli importi accertati come dovutidai produttori agricoli risultanti dai singoli registri debitoridegli   organismi   pagatori   riconosciuti,   istituiti   ai   sensidell'allegato 1, paragrafo 2, lettera e), del regolamento (CE) n.885/2006, nonche' quelli comunicati dalle regioni e dalle provinceautonome di Trento e di Bolzano, connessi a provvidenze e aiutiagricoli dalle stesse erogati. 3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, adintegrazione della procedura di cui all'articolo 1, comma 9, deldecreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni,dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, iscrivono gli importi dovuti atitolo di prelievo latte nel Registro di cui al comma 2, mediante iservizi del SIAN. 4. L'iscrizione del debito nel Registro di cui al comma 2 degliimporti accertati come dovuti ai produttori agricoli, equivaleall'iscrizione al ruolo ai fini della procedura di recupero. 5. In sede di erogazione di provvidenze e di aiuti agricolicomunitari, connessi e cofinanziati, nonche' di provvidenze e diaiuti agricoli nazionali, gli organismi pagatori, le regioni e leprovince autonome di Trento e di Bolzano verificano presso ilRegistro di cui al comma 2 l'esistenza di importi a carico deibeneficiari e sono tenuti ad effettuare il recupero, il versamento ela contabilizzazione nel Registro del corrispondente importo, ai finidell'estinzione del debito. 6. Al comma 16 dell'articolo 01 del decreto-legge 10 gennaio 2006,n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n.81, e successive modificazioni, nel secondo periodo, dopo le parole:«gli organismi pagatori sono autorizzati a compensare tali aiuti»sono inserite le seguenti: «, ad eccezione di quelli derivanti dadiritti posti precedentemente in pegno ai sensi dell'articolo 18 deldecreto   legislativo   29   marzo   2004,   n.   102, e successivemodificazioni,». 7. L'AGEA definisce con propri provvedimenti le modalita' tecnicheper l'attuazione dei commi da 1 a 6, con particolare riguardo aimeccanismi di estinzione dei debiti relativi agli aiuti agricolicomunitari da parte degli organismi pagatori. 8. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze e' dataattuazione alle disposizioni di cui agli articoli 5-bis e 5-ter delregolamento (CE) n. 885/2006, cosi' come integrato dal regolamento(CE) n. 1034/2008, in relazione alla disciplina del pagamento e dellariscossione di crediti di modesto ammontare da parte delle pubblicheamministrazioni.                               Art. 3.           Rateizzazione dei debiti relativi alle quote latte   1. Al fine di consolidare la vitalita' economica a lungo terminedelle imprese, accelerare le procedure di recupero obbligatorio degliimporti del prelievo latte dovuti dai produttori e deflazionare ilrelativo contenzioso, il produttore agricolo, che vi abbia interesse,puo' richiedere la rateizzazione dei debiti iscritti nel Registronazionale di cui all'articolo 2 derivanti dai mancati pagamenti delprelievo latte per i quali si sia realizzato l'addebito al bilancionazionale da parte della Commissione europea. 2. La rateizzazione di cui al comma 1 e' consentita:   a) per somme non inferiori a 25 mila euro;   b) per una durata non superiore a dieci anni per i debitiinferiori a 100 mila euro;   c) per una durata non superiore a venti anni per i debiti compresifra 100 mila e 300 mila euro;   d) per una durata non superiore a trenta anni per i debitisuperiori a 300 mila euro. 3. Sul debito di cui e' richiesta la rateizzazione si applica ilseguente tasso d' interesse:   a) per le rateizzazioni di durata non superiore a dieci anni, iltasso di riferimento di base valido per l'Italia, calcolato dallaCommissione europea in conformita' alla propria Comunicazione (2008/C14/02), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea n. C14/6 del 19 gennaio 2008, e successive modificazioni, maggiorato di60 punti base;   b) per le rateizzazioni di durata superiore a dieci anni e nonsuperiore a venti anni, il tasso di riferimento di base valido perl'Italia, calcolato dalla Commissione europea in conformita' allapropria Comunicazione (2008/C 14/02) e successive modificazioni,maggiorato di 160 punti base;   c) per le rateizzazioni di durata superiore a venti anni e nonsuperiore a trenta anni, il tasso di riferimento di base valido perl'Italia, calcolato dalla Commissione europea in conformita' allapropria Comunicazione (2008/C 14/02), e successive modificazioni,maggiorato di 260 punti base. 4. La misura del tasso di riferimento di base di cui al comma 3 e'sostituita fino al 31 dicembre 2012 dal tasso di riferimento di baseprevisto dal paragrafo 4.4.2 della Comunicazione della Commissione(2009/C 16/01), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unioneeuropea n. C 16/1 del 22 gennaio 2009.                               Art. 4.  Disposizioni integrative per la rateizzazione in materia di debiti                      relativi alle quote latte   1. L'AGEA, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata invigore della legge di conversione del presente decreto, intima aciascun debitore il versamento delle somme che risultino esigibili. 2. Il produttore interessato puo' presentare all'AGEA, entrosessanta giorni dal ricevimento della intimazione di cui al comma 1,la richiesta di rateizzazione; a decorrere dalla data di entrata invigore del presente decreto e fino alla scadenza del suddetto terminesono   sospese   le procedure di recupero per compensazione, diiscrizione a ruolo, nonche' le procedure di recupero forzoso e sonointerrotti   i   termini di impugnazione. L' AGEA  provvede allatempestiva comunicazione a Equitalia S.p.A. per gli adempimenti dicompetenza. 3. Le sospensioni e le interruzioni di cui al comma 2 proseguonoper i produttori che presentano la richiesta di rateizzazione finoalla scadenza del termine di cui al comma 6. 4. Per le somme che divengono successivamente esigibili, l'AGEAprocede ai sensi del comma 1; entro i sessanta giorni successivi allaricezione dell'intimazione gli interessati possono chiederne larateizzazione. 5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, suproposta   del   Ministro   delle politiche agricole alimentari eforestali, e' nominato fino al 31 dicembre 2010 un Commissariostraordinario, che, avvalendosi degli uffici competenti di AGEA,assegna le quote di cui all'articolo 1, comma 2, e definisce lemodalita' di applicazione degli articoli 3 e 4. Sulle richieste dirateizzazione   il   Commissario   provvede   entro tre mesi dallapresentazione delle richieste di rateizzazione in merito al loroaccoglimento   e   entro   trenta   giorni   dalla   ricezione dellacomunicazione della decisione il debitore comunica l'accettazionedella rateizzazione. Con il decreto di nomina e' stabilito ilcompenso del Commissario straordinario a valere sugli stanziamentirecati annualmente dalla legge finanziaria per le finalita' di cui aldecreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165; a decorrere dal 1°gennaio 2011 sulle competenze di cui al presente comma provvede l'AGEA. 6.   Le   quote   assegnate   ai sensi dell'articolo 10-bis deldecreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni,dalla legge 30 maggio 2003, n.119, sono revocate con la decorrenzaprevista dall'articolo 3, comma 6, del citato decreto-legge neiseguenti casi:   a) mancato pagamento del prelievo latte;   b) omessa presentazione della richiesta di rateizzazione neltermine di cui al comma 2;   c) rigetto della richiesta di rateizzazione di cui al comma 2;   d) rinuncia o mancata accettazione da parte del richiedente, entroil termine di trenta giorni dalla ricezione della comunicazione delledeterminazioni del Commissario straordinario di cui al comma 5. 7. La mancata effettuazione del versamento, anche per una solarata, determinata ai sensi del comma 5, comporta la decadenza dalbeneficio della rateizzazione e dalle quote di cui l'interessato siatitolare assegnate ai sensi dell'articolo 1, comma 2, ad eccezionedei   casi   individuati   con   regolamento da adottare ai sensidell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400. 8. Nei casi di mancata tempestiva presentazione della richiesta dirateizzazione e in quelli di decadenza dal beneficio della dilazione,nonche' in caso di interruzione del pagamento anche di una sola rata,l'AGEA provvede alla riscossione coattiva ai sensi del testo unicodelle disposizioni di legge relative alla riscossione delle entratepatrimoniali dello Stato di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n.639.                               Art. 5.                           Disposizioni finali   1. Le disposizioni degli articoli 3 e 4 sono applicabili perl'intero periodo della campagna lattiera 2008-2009.                               Art. 6.                        Disposizioni finanziarie   1. Le somme versate dai produttori di latte, ai sensi del presentedecreto, affluiscono ad apposito conto di tesoreria, per esseredestinate all'estinzione delle anticipazioni di tesoreria utilizzatein favore dell'AGEA, in relazione alla mancata riscossione deicrediti del settore agricolo. Le eventuali residue disponibilita' delpredetto conto di tesoreria, eccedenti rispetto alla integralecomplessiva  estinzione delle anticipazioni di cui al precedenteperiodo,   per la parte corrispondente alla differenza tra gliinteressi applicati e i rendimenti lordi dei buoni del Tesoropoliennali con vita residua superiore ad un anno, sono versate dalpredetto conto di tesoreria all'entrata del bilancio dello Stato perla successiva riassegnazione allo stato di previsione del Ministerodelle politiche agricole alimentari e forestali e sono destinate adinterventi nel settore lattiero-caseario, rivolti alle operazioni diristrutturazione   del   debito,   all'accesso   al credito di cuiall'articolo 17, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, e amisure di accompagnamento per il settore. Le ulteriori eventualirisorse residue sono versate e restano acquisite all'entrata delbilancio dello Stato. Il Ministro delle politiche agricole alimentarie forestali, con proprio decreto, sentita la Conferenza permanenteper i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome diTrento e di Bolzano, definisce i criteri e le modalita' perl'utilizzo   delle risorse. Con successivo decreto del Ministrodell'economia   e delle finanze sono stabilite le modalita' difunzionamento del conto di tesoreria di cui al presente articolo.                               Art. 7.                            Entrata in vigore   1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo aquello   della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dellaRepubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversionein legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inseritonella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblicaitaliana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farloosservare.   Dato a Roma, addi 5 febbraio 2009 In Gazzetta le misure urgenti in materia di produzione lattiera