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Inquinamento acustico

martedì 6 settembre 2005

Inquinamento acustico

Inquinamento acustico e ’impegno in materia di tutela dall' inquinamento acustico regione per regione. Differenze, leggi e proposte di legge.

In Sicilia, Calabria, Puglia e Campania, oltre che in Abruzzo e in Molise, un testo di legge ancora non c'e', anche se la giunta di Vendola ne ha approvato uno e la giunta Loiero con quella di Bassolino ce l'hanno all'ordine del giorno. La Sardegna ha recepito la legge quadro con un disegno di legge ora all' esame della Commissione Ambiente del Consiglio regionale che dovra' esaminarla e poi proporla all'Assemblea per la trasformazione in legge. Il disegno di legge fissa, comunque, limiti inferiori a quelli previsti dalla legge quadro nazionale.

Il Friuli ha da poco approvato in giunta la bozza di una legge, ma e' da tempo che le regioni del nord si sono adeguate alla legge quadro nazionale, la 447 del 26 ottobre del '95, con l'eccezione di Bolzano che e' da ben trent'anni che possiede una normativa del genere.

L' Umbria invece si e' dotata della legge regionale numero otto il 6 giugno del 2002. Nel 2004 e' stato anche approvato il relativo regolamento di attuazione. Stabilisce le competenze della Giunta regionale, di Province, Comuni e Arpa. Nella normativa si definiscono tra l'altro le aree di interesse naturale e paesaggistico da tutelare. E' previsto inoltre un piano per la bonifica delle strutture fuori norma e che i nuovi insediamenti industriali e residenziali presentino la documentazione sull'impatto acustico.

LOMBARDIA: ha dal 10 agosto 2001 una legge regionale (n.13) sull'inquinamento acustico. Stabilisce criteri e termini per le  azioni di prevenzione, come la classificazione acustica del  territorio comunale, la previsione d'impatto acustico da produrre per l'avvio di nuove attivita' o per l'inserimento nel territorio di infrastrutture di trasporto. Stabilisce inoltre le azioni di risanamento attraverso piani di soggetti pubblici e privati. Prevede contributi ai Comuni per la classificazione acustica del territorio e finanziamenti per le attivita' di risanamento di Comuni e Province. 

PIEMONTE: c' e' una legge regionale dall' ottobre 2000. Ogni comune e' tenuto a redigere un piano di risanamento acustico. Il territorio deve essere diviso in zone, corrispondenti a cinque classi (da residenziale fino a industriale): a ciascuna e' assegnato un livello massimo di inquinamento ammissibile.
VAL D'AOSTA: la legge e' in fase di definizione; il testo e' gia' stato approntato, ha ricevuto un parere positivo in via 'ufficiosa' dall' ufficio legale dell' amministrazione regionale e ora attende la valutazione degli assessorati all' Ambiente e alle Finanze. Se non ci saranno intoppi, la legge verra' presentata alla Giunta regionale alla fine di settembre. 

VENETO: la legge n.21 del maggio del '99 prevede che i Comuni adottino piani di classificazione acustica e piani di risanamento acustico con il supporto dell'Arpav. La normativa ha dato il via anche al piano triennale regionale per la bonifica dell'inquinamento acustico. La legge inoltre indica la gestione delle emissioni sonore di attivita' temporanee fornendo gli orari di utilizzo dei macchinari rumorosi nei cantieri edili, quelli per l'impiego di macchine da giardinaggio, delle attivita' sportive motoristiche.

TRENTO E BOLZANO - La Provincia autonoma di Trento si e' dotata di una legge gia' nel 1991. La materia e' stata successivamente ridisciplinata con una legge del 1998. Bolzano da ben trent'anni possiede una normativa.

 LIGURIA: ha recepito la legge quadro nazionale nel 1998. La legge regionale n.12 prevede la ''zonizzazione acustica'' ossia la suddivisione del territorio in zone caratterizzate da limiti massimi diurni e notturni di livelli sonori determinati dalla legge. La regione ha provveduto tra le prime in Italia a  formare l' elenco dei tecnici competenti in acustica ambientale, che viene costantemente aggiornato.

EMILIA ROMAGNA: la legge esiste dal 4 aprile del 2001. La legge impone ai Comuni di organizzare il proprio territorio in sei classi, con limiti diversi per le emissioni sonore, verificandone la coerenza con gli strumenti urbanistici. E stabilisce che che le imprese adeguino alle norme le proprie emissioni sonore. Secondo la legge, i progetti per i nuovi impianti potenzialmente rumorosi devono essere corredati dalla valutazione dell'impatto acustico. Alla Regione spetta di adeguare le infrastrutture di trasporto di interesse regionale e

locale. E' introdotta la figura del tecnico competente per le misurazioni, la zonizzazione e i piani di risanamento acustico.

TOSCANA: e' stata una delle prime, con la Liguria, ad avere una sua legge. E' datata 1998 ed il 70% del territorio regionale ha gia' approvato i piani di classificazione acustica per adeguarsi alla legge. La Regione sta finanziando interventi di risanamento acustico insieme alle Ferrovie dello Stato e alla societa' Autostrade per l' Italia.   

ABRUZZO: non vi e' una specifica legge regionale, anche se sono stati fatti accordi, per esempio, con le Ferrovie. I Verdi in consiglio regionale hanno annunciato loro iniziative per questa legislatura.

LAZIO: la legge regionale e' stata approvata nel 2001. 

BASILICATA: esiste una legge sull' inquinamento acustico dal 1986  - la numero 23 - denominata ''Norme per la tutela contro l' inquinamento atmosferico ed acustico'' che e' stata modificata e integrata, solo in alcuni articoli non rilevanti, nel 1994 prima e nel 2004 poi.

(red)

 N. 576 - 05 Settembre 2005