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Il ministro e l'incompati...................

mercoledì 21 settembre 2005

Il Ministro e l'incompatibilità ambientale...con le regioni

(regioni.it) Sembra proprio che Matteoli voglia far da solo...Sembra infatti - il condizionale è d'obbligo - che il ministero dell'ambiente,. nonostante precedenti impegni con le autonomie locali, intenda procedere al riordino generale delle normative ambientali in "solitudine". Che esista una sorta di "incompatibilità ambientali con le Regioni e gli enti locali? 

Nel frattempo gli assessori regionali all’ambiente, per quel che concerne la stesura dei decreti legislativi di riordino generale del settore, hanno rivendicato il rispetto dell’accordo sottoscritto dal Ministro Altero Matteoli con i presidenti delle Regioni, Anci ed Upi.

Il coordinamento degli assessori regionali, convocato a Roma dall’assessore calabrese Diego Tommasi, ha sottolineato la mancata applicazione del protocollo d’intesa firmato il 4 ottobre 2001, con il quale il Ministro Matteoli si era impegnato con gli Enti territoriali ad “operare pariteticamente nell’elaborazione legislativa ai fini di conseguire obiettivi condivisi” ed anche di “garantire una interlocuzione sistematica con le Regioni e gli Enti locali nella fase preliminare ed in quelle successive sui singoli temi nell’elaborazione dei decreti legislativi previsti dalla legge di delega”. Temi di tutela ambientale che vanno ad incidere sia sulla qualità della vita cittadini, sia sulle attività economiche che sul governo del territorio come le norme su difesa del suolo e tutela delle acque, gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati, tutela dell’aria e riduzione delle emissioni in atmosfera, procedure in materia di valutazione di impatto ambientale e sul danno ambientale, norme su parchi ed aree protette.

Invece, recentissimamente è avvenuta la divulgazione non ufficiale delle bozze di 5 decreti (testi non smentiti dal Ministero dell’ambiente) che ha determinato la preoccupazione per l’impossibilità di una concreta concertazione visti i tempi ristretti rimasti a disposizione per non far scadere la delega che il Parlamento ha fornito al Governo.

Il coordinamento degli assessori ha preso atto di un metodo ed un’impostazione, da parte del Ministero, che non interpretano lo spirito della leale collaborazione istituzionale con cui nel 2001 venne sottoscritto il protocollo d’intesa, al fine di arricchire le nuove norme ambientali con il concorso delle Regioni. Inoltre, è stato ritenuto preoccupante che nei testi in circolazione sia completamente assente la nuova regolamentazione dei parchi naturali e delle aree protette.

L’assessore regionale della Calabria, Diego Tommasi, che coordina la materia, ha poi guidato una delegazione al Ministero dell’ambiente, dove ha incontrato Paolo Togni, Capo di Gabinetto del ministro Matteoli, al quale sono state espresse le preoccupazione per il metodo istituzionale finora seguito. All’incontro hanno partecipato anche gli assessori Angelo Bonelli (Lazio), Lamberto Bottini (Umbria), Martino Artusa (Toscana), Giovanni  Rondinone (Basilicata), Lino Zanichelli (Emilia-Romagna), che assieme ad altri colleghi erano presenti anche alla precedente riunione del coordinamento dell’ambiente.  “Mentre si parla di federalismo e devolution –ha dichiarato l’assessore Tommasi- il Governo, con il suo comportamento in questa materia, effettua  un’operazione di neocentralismo. Infatti, non si può giustificare l’impalcatura normativa che sta creando con la sola competenza esclusiva che la Costituzione assegna allo Stato sulla tutela dell’ambiente, in quanto le ricadute dei decreti legislativi vanno a toccare anche le nostre competenze sull’assetto del territorio e nelle materie dei servizi pubblici e dell’economia. Senza una politica di coinvolgimento si rischia di arrivare alla paralisi, come per il danno ambientale od i sistemi idrici”.

(red/20.09.05)

 N. 587 - 20 Settembre 2005