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Emilia-Romagna, quando l'ambiente fa scuola

lunedì 3 ottobre 2005

Emilia-Romagna, quando l'ambiente fa scuola

(regioni.it) Approvati in Emilia-Romagna due programmi triennali che riguardano l’informazione ambientale e i servizi educativi di prima infanzia.

La regione ha infatti varato sia il terzo programma di informazione ed educazione ambientale (INFEA) per il triennio 2005-2007, che il piano triennale dei servizi educativi verso i bambini da 0 a 3 anni.

Nel primo programma si tratta di svolgere educazione ambientale in Emilia-Romagna come “parte integrante della programmazione per uno sviluppo sostenibile - afferma l’assessore regionale all’Ambiente Lino Zanichelli - La conoscenza, l’informazione, l’educazione sono fattori essenziali per una migliore tutela dell’ambiente. Sobrietà nei consumi d’acqua e d’energia, riduzione della produzione dei rifiuti, attività economiche capaci di affidarsi a ‘buone pratiche’, assumendo l’ambiente come elemento interno alla produzione: occorre - prosegue Zanichelli - un impegno di tutti per rafforzare questa consapevolezza e un approccio preventivo; il nostro impegno - e questo terzo Programma ne è una evidente conferma - è quello di migliorare sempre più i servizi e le attività di educazione alla sostenibilità”.

Attraverso la realizzazione dei primi due Programmi, il sistema Infea ha creato una vera e propria rete, di cui oggi fanno parte 69 Centri di educazione ambientale (Cea), tutti accreditati dalla Regione e promossi da Comuni, associazioni, fondazioni ed enti parco. Circa il 40% di queste strutture è gestito da cooperative di giovani professionisti, mentre gli utenti di questa rete di servizi sono per circa la metà scuole (studenti), per il 31% cittadini e per il 13% insegnanti. Numerose, inoltre, le esperienze maturate negli ultimi anni di progetti in rete tra le scuole, per migliorare l’ambiente scolastico ed extra-scolastico e per promuovere nei giovani comportamenti responsabili e consapevoli. (www.ermesambiente.it/scuolesostenibili/).

L’altro programma riguarda il consolidamento e lo sviluppo del patrimonio di servizi per la prima infanzia esistente sul territorio: “A tale proposito - ha sottolineato Annamaria Dapporto, assessore Politiche educative per l’infanzia - va ricordato che il Consiglio d’Europa richiede ai Governi degli stati membri di introdurre misure per sostenere lo sviluppo dei servizi educativi per l’infanzia, elevando il numero dei posti per bambini della fascia di età 0-3 anni al 33% entro il 2010. Se teniamo i ritmi eccezionali di questi ultimi anni, nonostante l’aumento della popolazione infantile a cui siamo interessati, come territorio regionale, dovremmo raggiungere tale percentuale: oggi tocchiamo il 24% nei nidi e, se consideriamo il complesso dei servizi 0-3 anni, superiamo il 25,5%”.

Nel trasferire i finanziamenti alle Province, si confermano i criteri già adottati negli anni precedenti e concordati con gli enti locali. “Confermo l’impegno - ha aggiunto Annamaria Dapporto - a incontrare gli assessori provinciali per concordare con loro le percentuali di riparto e affrontare complessivamente le tematiche dell’infanzia. Infatti il triennale presentato oggi contiene gli indirizzi fondamentali, i punti basilari di riferimento per i successivi programmi annuali e non il riparto dei finanziamenti”. E’ pertanto prevista una sempre maggiore responsabilità programmatoria delle Province.

(gs/03.10.05)

N. 595 - 03 Ottobre 2005