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Vendola verifica Aquedotto Pugliese

martedì 18 ottobre 2005

(regioni.it) L’acqua non ha confini sostiene Vendola. Acquedotto Pugliese sotto osservazione: ''Con Basilicata, Campania e Molise abbiamo bisogno di riprendere il filo di una discussione perche' l' acqua non solo e' un ciclo complesso ma non e' un ciclo segnato dai confini amministrativi''. Lo ha sottolineato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che ha fatto il punto della situazione sul lavoro svolto nei primi 100 giorni.

''Credo - ha aggiunto Vendola - che nella intenzione che le regioni meridionali hanno di dotarsi anche, nella conferenza dei presidenti delle regione del sud, di politiche omogenee dal punto di vista infrastrutturale, il tema dell' acqua sara' in agenda come uno dei temi che unificano le scelte del Mezzogiorno d' Italia''.

''Il nostro impegno e' di tenere le tariffe dell' acqua a un livello di equita' sociale il piu' possibile''. E' quanto ha assicurato il presidente della Regione.''Il nostro impegno - ha detto Vendola - e' quello di rendere trasparente la bolletta, di renderla leggibile''. Nel corso della conferenza stampa, tra l' altro, Petrella ha anche annunciato l' intenzione dell' Acquedotto pugliese di creare un fondo di solidarieta' ''per poter garantire a tutti il bene dell' acqua''.

''Abbiamo vissuto questi 100 giorni di Acquedotto pugliese all' insegna della trasparenza, della ricognizione dello stato delle criticita', e della ricostruzione dei colloqui interistituzionali fondamentali a poter spendere e investire per il bene dell' acqua''. ''Ci avevano detto, 'e' un' azienda sana'. Io - ha detto Vendola parlando con i giornalisti - non faccio il pelo e il contropelo al passato: dico che un' azienda e' sana se non perde il 53% di acqua come invece oggi accade in Acquedotto Pugliese, dico che un' azienda e' sana se dotata di un' armatura progettuale e di ricerca sull' innovazione che oggi l' Acquedotto Pugliese non ha''.

''Le scelte strategiche che stiamo compiendo - ha aggiunto - sono quelle che vanno nella direzione di poter dire, di qui a tre anni, 'abbiamo abbattuto del 10%, del 15% le perdite di acqua''. Perche', secondo Vendola, ''gli indicatori per parlare della salubrita' di un' azienda non possono essere i conticini del ragioniere ma devono essere - ha detto - indicatori piu' complessivi, che riguardano quanta acqua arriva, e che tipo di acqua arriva, come sono state fatte le opere di potabilizzazione, qual e' il grado di salubrita' di questo bene che coincide con la vita''.

 (red/18.10.05)