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Regioni e autonomie locali bocciano delega ambientale

lunedì 21 novembre 2005

Regioni e autonomie locali bocciano delega ambientale

 

(regioni.it) L'approvazione della legge delega  ambientale ''mette fine all'enorme caos legislativo''. Lo ha  detto il ministro dell'Ambiente Altero Matteoli in una conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del Consiglio dei  ministri in merito al via libera preliminare della magna carta  delle norme ambientali. “Il testo e' stato in parlamento per quasi 3 anni - ha detto Matteoli - ed e' stato oggetto di un ampio dibattito di cui abbiamo tenuto conto nella stesura del testo. Il testo semplifica tutto l'impianto normativo e rappresenta uno strumento facilmente consultabile non solo agli addetti ai lavori ma a tutti i cittadini''.

Ma sul provvedimento piovono una serie din osservazioni e critiche da Regioni ed autonomie locali.

“L’approvazione in prima lettura della delega ambientale rompe di fatto l’accordo firmato il 4 ottobre 2001 fra il Ministro Matteoli, le Regioni, l’Anci, l’Upi” E’ il commento  del Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, alla notizia del varo, in via preliminare, della delega ambientale dal parte del Consiglio dei Ministri.

 “Ricordiamo – aggiunge - che l’accordo conteneva l’impegno ad ‘operare pariteticamente nell’elaborazione legislativa ai fini di conseguire obiettivi condivisi’ ed anche di ‘garantire una interlocuzione sistematica con le Regioni e gli Enti locali nella fase preliminare ed in quelle successive sui singoli temi nell’elaborazione dei decreti legislativi previsti dalla legge di delega’”. “Quello odierno è dunque un atto unilaterale del Governo, che viola il principio della leale collaborazione tra le istituzioni e si configura come una scelta centralistica”.

“Il governo si assume ancora una volta una responsabilità grave” – aggiunge Errani. “Di certo non si governa così l’ambiente. Di certo le Regioni non potranno accettare un atto calato dall’alto, che ad una prima lettura indebolisce gravemente le politiche ambientali e ci allontano dall’Europa. Partiremo da ciò per fare una valutazione attenta sia del merito che del pieno rispetto delle prerogative e dei compiti propri delle Regioni”.

“La delega ambientale e' uno scempio dal punto di vista del merito perché propone una deregulation sia sul tema dei rifiuti che su vari aspetti delle politiche ambientali ed e' grave nel metodo perche' predisposta ed approvata senza nessun confronto con le Autonomie locali, aprendo cosi' una grave ferita istituzionale''. Questo il commento di Dario Esposito, Assessore alle politiche ambientali del Comune di Roma e Presidente della Commissione Ambiente dell'Associazione dei Comuni Italiani (ANCI). “Il Consiglio dei Ministri - sostiene - ha approvato i decreti delegati di attuazione della delega ambientale malgrado le reiterate richieste dei Comuni di un confronto nel merito delle scelte operate con questi provvedimenti, in quanto riguardanti la modifica di importanti settori di gestione delle funzioni comunali. Si tratta, solo per citare alcuni esempi, di una modifica della normativa sui rifiuti che espropria gli Enti locali delle principali funzioni di pianificazione e di tariffazione di un servizio che riguarda la qualita' della vita nelle nostre citta', con importanti aspetti socio-sanitari che riguardano la gestione dei rifiuti. E tutto questo, prevedendo addirittura la esenzione del pagamento da parte dei commercianti, creando quindi una caduta di gettito per le amministrazioni comunali, che

rischiano di dover aumentare il prelievo sulle altre categorie. Modifiche non lievi, quindi e predisposte senza alcun confronto con chi quotidianamente e da sempre, gestisce la raccolta dei rifiuti solidi urbani''.

“L'Unione delle Province Italiane lamenta di non essere stata mai contattata dal ministro dell'Ambiente Altero Matteoli nel corso degli incontri che ha avuto sul tema della delega ambientale. Lo sostiene Massimo Rossi, responsabile ambiente per l'Upi e Presidente della Provincia di Ascoli Piceno. Rossi ricorda come l'Ufficio di presidenza dell'Upi, appena qualche giorno fa, abbia approvato all'unanimita' un ordine del giorno per chiedere al Ministro dell'Ambiente il rispetto degli accordi del 2001, che prevedevano ''di operare pariteticamente nell'elaborazione legislativa ai fini di conseguire gli obiettivi condivisi'' e ''garantire una interlocuzione sistematica con le Regioni e gli Enti locali nella fase  preliminare ed in quelle successive sui singoli temi  dell'elaborazione dei decreti legislativi''.

 

 

N. 625 - 18 Novembre 2005