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Ispra, clima: il 2017 secondo anno più secco dal 1961 In 2017 170 frane, i dati dell'annuario dell'Ispra

martedì 19 marzo 2019

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Roma, 19 mar. (askanews) - Una banca dati con 306 indicatori, tra
cui 9 new entries, per un totale di 150.000 dati, organizzati in
460 tabelle e 635 grafici. Biodiversità, Clima, Inquinamento
atmosferico, Qualità delle acque interne, Mare e ambiente
costiero, Suolo, Rifiuti, Agenti fisici sono solo alcuni dei temi
trattati nell'edizione 2018 dell'Annuario dei dati ambientali
ISPRA, la pubblicazione scientifica di dati statistici e
informazioni sull'ambiente realizzata dall'Istituto in stretta
collaborazione con il Sistema Nazionale per la Protezione
dell'Ambiente (SNPA). Annuario che quest'anno si fa in 7; tanti
sono i prodotti per garantire una diffusione delle informazioni
che arrivi al decisore pubblico e al ricercatore, fino al privato
cittadino.
I principali eventi di frana nel 2017 sono stati 172 e hanno
causato complessivamente 5 vittime, 31 feriti e danni
prevalentemente alla rete stradale, eventi distribuiti in
particolare nelle regioni Abruzzo, Campania, Sicilia,
Trentino-Alto Adige, Lombardia e Marche. Diverse sono state le
frane che si sono attivate/riattivate in Abruzzo, sia a causa
dello scioglimento della neve caduta nell'eccezionale nevicata
del 18 gennaio del 2017, sia delle intense precipitazioni. In
Italia, oltre 6 milioni di abitanti sono residenti in aree a
pericolosità idraulica media (tempo di ritorno tra 100 e 200
anni), mentre la popolazione a rischio frane, se si considerano
le 2 classi a maggiore pericolosità (elevata e molto elevata), è
pari a oltre 1,2 milioni di abitanti.
Dal punto di vista della sismicità, nel 2017 quattro eventi
hanno raggiunto e superato Magnitudo 5, tutti avvenuti il 18
gennaio, con epicentri in provincia de L'Aquila. I terremoti di
Magnitudo pari o superiore a 4 sono stati 16, di cui 13 nell'area
epicentrale della sequenza del Centro Italia. Degno di rilievo è,
inoltre, il terremoto che ha colpito l'isola di Ischia il 21
agosto che, seppure di Magnitudo 4, ha procurato molti danni al
patrimonio edilizio e 2 vittime. Nel 2017 nessun evento sismico
ha raggiunto Magnitudo 6.
(Segue)

Red/Apa


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Roma, 19 mar. (askanews) - La caratteristica più rilevante del
clima in Italia nel 2017 è stata la siccità. Con una
precipitazione cumulata media al di sotto della norma del 22%
circa, il 2017 si colloca al 2° posto, appena dopo il 2001, tra
gli anni più 'secchi' dell'intera serie dal 1961. E' stata di
+1,30 °C l'anomalia della temperatura media in Italia, superiore
a quella globale sulla terra ferma (+1,20 °C). Le emissioni
totali di gas serra dal 1990 al 2016 sono diminuite del 17,5%.
Il valore limite giornaliero (50 ?g/m3 da non superare più di 35
volte per anno civile), di PM10 nel 2017 non è stato rispettato
nel 31% delle stazioni. Complessivamente, però, dal 1990 al 2016
le emissioni nazionali di particolato atmosferico PM10 sono in
diminuzione del -33,7% e le emissioni complessive di ossidi di
zolfo, ossidi di azoto e ammoniaca sono in calo del -66,8%.
La fauna in Italia conta oltre 60.000 entità e la nostra flora
8.195 entità di piante vascolari e 3.873 entità non vascolari.
Volendo fare un confronto con l'Europa, per quanto riguarda la
fauna, tra gli insetti, gli Ortotteri (grilli e cavallette) sono
circa il triplo di quelli della Polonia, il decuplo della Gran
Bretagna e della Norvegia e oltre 150 volte quelli dell'Islanda e
il numero di specie dei Lepidotteri (farfalle) è più del doppio
di quello della Gran Bretagna.
Resta alto il livello di minaccia: 120 specie di vertebrati
terrestri sono minacciate per la perdita e la degradazione di
habitat; sono 3.182 specie alloctone introdotte in Italia e
potenzialmente invasive; tra i vertebrati, sono minacciati gli
anfibi (36%) e i pesci ossei di acqua dolce (48%).
Particolarmente minacciate il 42% delle 202 specie tutelate dalla
Direttiva Habitat.
(Segue)

Red/Apa


Roma, 19 MAR 2019 11:14
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Roma, 19 mar. (askanews) - Più dell'89% delle acque costiere di
balneazione è in classe eccellente nel quinquennio 2014-2017. Nel
2017 lo stato di qualità delle acque costiere di balneazione, in
relazione ai fattori igienico sanitari, ricade in classe
eccellente per l'89,7%, buona per il 5,4%.
Il distretto della Sardegna si conferma migliore dal punto di
vista della qualità chimica delle acque marino costiere: il 90%
presenta infatti uno stato chimico 'buono'.
La presenza dell'alga tossica Ostreoptis ovata nel 2017 è stata
riscontrata in 10 regioni costiere e assente in Abruzzo,
Emilia-Romagna e Veneto.
Su 7.493 fiumi, il 43% raggiunge l'obiettivo di qualità per lo
stato ecologico e il 75% quello di qualità per lo stato chimico.
Su 347 laghi, il 20% raggiunge l'obiettivo di qualità per lo
stato ecologico e il 48% quello di qualità per lo stato chimico.
Fiumi: buono ed elevato lo stato ecologico per la Provincia di
Bolzano (94%), Valle d'Aosta (88%), Provincia di Trento (86%) e
Liguria (75%); uno stato chimico buono superiore al 90% per i
fiumi in Molise, Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria,
Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e le province
autonome di Trento e Bolzano. Laghi: obiettivo di qualità
ecologica buono in Valle d'Aosta (100%), Provincia di Bolzano
(89%), Emilia-Romagna (60%) e stato chimico buono per il 100% dei
corpi idrici lacustri in Valle d'Aosta, Liguria, Emilia-Romagna,
Abruzzo, Molise e nella Provincia di Bolzano.
Dal luglio 1998 al luglio 2018, sono stati 635 i superamenti dei
limiti di legge degli impianti Radiotelevisivi (RTV) e 119 quelli
di Stazioni Radio Base (SRB). In diminuzione dal 2016 al 2017 gli
impianti RTV (-4%), mentre aumentano i servizi e i siti degli
impianti SRB rispettivamente dell'11% e del 3%.
Il 32,1% delle sorgenti di rumore sottoposte al controllo del
SNPA, presenta almeno un superamento dei limiti previsti dalla
normativa, evidenziando un problema di inquinamento acustico. Il
61% dei comuni ha approvato la classificazione acustica
(suddivisione del territorio urbanizzato in aree acustiche
omogenee); le regioni del Nord sono le più virtuose nel 2017, le
regioni con la percentuale di comuni zonizzati superiore al 90%
sono Valle d'Aosta (100%), Marche (97%), Lombardia e Toscana
(96%), Veneto (91%). (Segue)

Red/Apa


Roma, 19 MAR 2019 11:14
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oma, 19 mar. (askanews) - Le emissioni di ammoniaca (NH3) in
atmosfera prodotte dal settore agricolo, derivano principalmente
dalle forme intensive praticate negli ultimi decenni,
dall'utilizzo esteso di fertilizzanti sintetici e organici e
dalla gestione degli allevamenti. La revisione della Direttiva
sui limiti nazionali di emissione (NEC) ha stabilito i nuovi
obiettivi di riduzione al 2020 e 2030: per l'Italia, tali
obiettivi saranno di 403,13 migliaia di tonnellate (kt) di
emissioni nazionali di ammoniaca al 2020 (riduzione del 5%
rispetto al 2005) e di 356,45 kt al 2030 (riduzione del 16%
rispetto al 2005). Nel 2016 il settore agricoltura è responsabile
dell'emissione in atmosfera di 358,47 kt di ammoniaca, pari al
93,8% del totale nazionale. L'andamento delle emissioni di
ammoniaca è in linea con gli obiettivi fissati.
Dal 1990, in crescita l'agricoltura biologica, che interessa il
15,4% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) nazionale e il
5,8% delle aziende agricole.  Nel 2017 le superfici già
convertite e quelle in via di conversione bio sono state pari a
1.908.653 ettari (+6,3% rispetto al 2016). Sicilia, Puglia,
Calabria le regioni che da sole rappresentano il 46% dell'intera
superficie biologica nazionale.
L'Italia è il 3° produttore di agenti chimici in Europa, dopo
Germania e Francia e il decimo nel mondo; 2.800 sono infatti le
imprese chimiche nel nostro Paese ed occupano circa 108.000
addetti altamente qualificati, ma l'uso dei prodotti chimici
interessa tutti i settori produttivi. In particolare, i pesticidi
nelle acque superficiali hanno riportato superamenti dei limiti
in 371 punti, pari al 23,9% del totale.
La procedura di Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA) si
conclude positivamente nell'84% dei casi nel 2017; su 44 decreti
VIA emanati, 37 sono positivi e solo 7 negativi. Nel 2017 sono
stati rilasciati 1.849 certificati EMAS; le organizzazioni più
attive sono quelle del settore rifiuti e recupero materiali con
278 registrazioni: 364 le licenze Ecolabel UE per un totale di
9.333 prodotti/servizi certificati.

Red/Apa


Roma, 19 MAR 2019 11:14
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