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REGIONI SU emergenza idrica fiume Po

giovedì 30 giugno 2005

REGIONI SU emergenza idrica fiume Po

 

Roma, 30 giugno ’05 - (comunicato stampa) La Conferenza delle Regioni ha approvato oggi un ordine del giorno sulla magra eccezionale del Po, e in particolare sul problema della disponibilità di acqua e, più in generale, dell’uso sostenibile delle risorse.

Sebbene al momento non ci siano rischi di interruzione della fornitura di acqua per l´agricoltura e per uso civile, i livelli del fiume Po preoccupano in una prospettiva di breve-medio periodo. Bisogna mettere in atto un sistema di regolazione e gestione delle risorse idriche più unitario e efficace.

E’ necessario continuare e completare le attività di monitoraggio e conoscenza avviate dalla cabina di regia dell’estate 2003, che deve essere riproposta anche per affrontare l’attuale periodo di crisi. Va superata la logica dell’emergenza.

La tutela e la salvaguardia ambientale del Po deve costituire una grande questione nazionale, che coinvolge poteri, competenze e risorse finanziarie non solo locali e regionali, ma anche e soprattutto nazionali.

La tutela delle risorse idriche è strettamente connessa al “governo del territorio”. A tal fine deve essere maggiormente valorizzata l’attività delle Regioni nell’attuazione dei piani di tutela regionali delle acque previsti dal DLgs 152/99 anche attraverso la messa a disposizione di adeguati strumenti economico finanziari.

La Conferenza delle Regioni ha quindi chiesto al Governo:

1) di avviare la Cabina di regia  con lo stesso obiettivo dell’anno 2003: garantire la gestione unitaria del bilancio idrico del bacino idrografico del fiume Po con l’obiettivo di  mantenere gli attuali livelli idrici nel fiume Po nel tratto tra Casale Monferrato e Pontelagoscuro in modo da consentire le derivazioni irrigue dal Po e da assicurare la funzionalità delle centrali termoelettriche presenti; 2) di inserire nell’agenda della programmazione il tema del risanamento e della tutela del Po, da affrontare con un nuovo approccio di tipo integrato che tenga in considerazione i molteplici aspetti del problema (politici, sociali, economici, ambientali); 3) di trattare i problemi del Po con una visione condivisa, riconosciuta sul piano nazionale, attuando una strategia coordinata ed integrata che si traduca anche in un coerente sistema di finanziamento in cui ciascun livello istituzionale si fa carico di una parte di responsabilità;  4) di attivare tutte le risorse finanziarie statali previste nell’Accordo di Programma Quadro tra Stato e Regione sulla “Tutela e gestione integrata delle risorse idriche”, rendendole disponibili per il parziale finanziamento di interventi di risanamento e tutela del bacino del Po; 5) di accelerare le procedure autorizzative per l’appalto degli interventi con copertura finanziaria del Programma Nazionale Irrigazione di cui alla L. 350/2004; 6) di convocare il Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino del Fiume Po per definire proposte e programmi per l’avvio di politiche strutturali di intervento finalizzate alla gestione unitaria del bacino del Po; 7) di formulare al più presto, in linea con quanto previsto dalla direttiva quadro sulle acque 2000/60 della Commissione europea, proposte per l’attivazione dell’Autorità di distretto idrografico del bacino del Po, organismo in cui le Regioni dovranno avere un ruolo centrale, che possa consentire l’effettivo coordinamento per una nuova gestione della risorsa; 8) di provvedere, in caso di prosecuzione dello stato di siccità, alla dichiarazione dello stato di emergenza.