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Conferenza Regioni
e Province Autonome
Doc. Approvato - Trasporti: regioni su sicurezza treni

giovedì 15 dicembre 2005

 

INDAGINE CONOSCITIVA SULLA SICUREZZA DEL TRASPORTO FERROVIARIO, QUALITÀ DEL SERVIZIO FORNITO AGLI UTENTI E PROCESSO DI LIBERALIZZAZIONE IN ATTO RELATIVAMENTE AI SERVIZI DI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

 

Audizione del 15 dicembre 2005 – Commissione IX della Camera dei deputati

 

 

Il processo di liberalizzazione dei servizi di trasporto automobilistico e ferroviario di interesse regionale e locale, finalizzato a condurre all’affidamento dei servizi medesimi attraverso procedure di gara ad evidenza pubblica, è tuttora in corso e non arriverà a compimento entro il termine di scadenza del periodo transitorio fissato, come è noto, al 31 dicembre 2005. Va, peraltro, evidenziato che il Governo non ha ancora provveduto all’attuazione del trasferimento, in favore delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome interessate, delle competenze in materia di trasporto ferroviario ancora rimaste in capo allo Stato e delle relative risorse.

 

Il principale ostacolo all’attuazione del processo di liberalizzazione in questione si sostanzia nella carenza di risorse finanziarie (in via generale numerose volte rappresentata al Governo, da ultimo anche in forma di proposte di emendamenti al disegno di legge “Finanziaria 2006”, e rimasta finora senza favorevole riscontro) certe e continuative tali da consentire al sistema di raggiungere le finalità per le quali il legislatore lo ha delineato.

 

Tale processo sta interessando, in misura differente, i servizi di trasporto su gomma e quelli su ferro.

 

In relazione ai primi, il panorama nazionale si presenta variamente articolato, con poche realtà in cui è possibile riscontrare, in modo molto rilevante, l’affidamento dei servizi in parola tramite procedure di gara ad evidenza pubblica, alcune in cui il processo di liberalizzazione è ad un avanzato stato di realizzazione e tante altre in cui gli affidamenti diretti continuano ad essere prevalenti, con conseguente scarso grado di apertura alla concorrenza.

 

Per il trasporto su ferro, soprattutto per l’assenza della pluralità degli operatori, la situazione di fatto risulta ancor più marcatamente lontana dall’attuazione completa del processo di liberalizzazione, in quanto sono solo sporadici i casi in cui i relativi servizi sono stati affidati con gara.

 

In tale contesto di riferimento, con particolare riguardo al trasporto per ferrovia, la qualità del servizio - misurabile attraverso diversi indicatori, quali: puntualità e regolarità, comfort a bordo, pulizia dei mezzi, servizi aggiuntivi, informazioni alla clientela, sicurezza personale e patrimoniale, servizi per la clientela disabile, aspetti comportamentali del personale etc. - assume caratteri differenziati, anche come percezione da parte dell’utente, a seconda dell’indicatore che si prende in considerazione.

 

Sul punto, comunque, specie per quanto concerne gli indicatori connessi a prestazioni principali, quali ad esempio la puntualità e regolarità del servizio ed il comfort a bordo, gli accertamenti effettuati per mezzo di ispezioni e le proteste dell’utenza, peraltro non raramente di enfasi tale da essere portate all’attenzione della pubblica opinione per mezzo degli organi di informazione, fanno ritenere che il livello generale non sia soddisfacente, con conseguente ricerca di ulteriori strumenti idonei a soddisfare le aspettative dei viaggiatori.

 

In tale contesto, danno luogo ad un giudizio marcatamente negativo quei disservizi che si sostanziano nella soppressione di corse, peraltro non infrequenti, nello scarso livello di puntualità, tale da incedere pregiudizievolmente anche sull’interconnessione dei servizi di trasporto (treno locale-treno veloce, treno locale-autobus, treno locale- aereo, treno locale-nave), nel cattivo stato di manutenzione del materia rotabile con possibili ripercussioni sul confort, ma soprattutto sulla sicurezza.

 

Per quanto concerne proprio la sicurezza del trasporto ferroviario, va osservato che sul punto le Regioni hanno posto l’attenzione, nel confronto con il Governo, su rilevanti aspetti della questione che qui di seguito si sintetizzano.

 

A tale riguardo, si ricorda che già nel marzo 2005 le Regioni hanno fatto pervenire al Tavolo tecnico, costituito nell’ambito della Conferenza Stato–Regioni, un documento congiunto di richieste al Governo ed al Gruppo FS in materia di incidentalità e di sicurezza del trasporto ferroviario.

 

In risposta ai quesiti formulati, è stato trasmessa alle Regioni una relazione, curata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Dipartimento per i Trasporti Terrestri), che è stata discussa a livello tecnico. In quella sede le Regioni hanno presentato, alla Segreteria della Conferenza Stato-Regioni, ai rappresentanti dei Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti e degli Interni, ai rappresentanti di RFI SpA e di Trenitalia SpA, le proprie richieste in materia di sicurezza ferroviaria, tradotte sinteticamente qui di seguito.

 

FERROVIE REGIONALI

 

Nel prendere atto della documentazione trasmessa, le Regioni hanno rilevato che nella nota di trasmissione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti viene evidenziata, per le ferrovie “regionali”, la sostanziale assenza di un programma per investimenti, inerente il settore della sicurezza ferroviaria.

 

Pur sottolineandosi nella nota l’indubbia “utilità” di prevedere finanziamenti per apparati di sicurezza da destinare alle linee ed al materiale di proprietà delle Regioni, nonché circa la predisposizione di un piano nazionale di interventi mirati alla eliminazione dei Passaggi a Livello sulle ferrovie regionali, si osserva l’indispensabilità di un apposito provvedimento legislativo per garantire la relativa copertura finanziaria, attualmente assente.

Programma e piano, essenziali anche per assicurare l’omogeneizzazione degli aspetti tecnologici presenti sulle varie reti in relazione alla integrazione ed alla  interoperatività tra le medesime. Aspetti tecnologici ed interoperatività che obbligano le Regioni ad orientare le proprie scelte in materia di apparati per la sicurezza, sia sulle linee che sul materiale rotabile, alle decisioni già assunte per le reti nazionali, soprattutto rivolte all’impiego dei sistemi SCMT e SSC.

 

Al riguardo le Regioni hanno evidenziato la necessità di una maggiore standardizzazione di tali sistemi, in particolare del sistema SCMT, a fronte dei pochi fornitori che detengono tale tecnologia e che determinano costi rilevanti di intervento

 

Va sottolineato che le Regioni già intendono e devono destinare una quota di risorse alla sua introduzione, tenendo conto che molte linee regionali si attestano su stazioni o utilizzano tratti di linee nazionali per le quali sono o saranno presto obbligatori detti dispositivi sul materiale rotabile.

 

Le Regioni danno atto che durante la riunione i rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno assunto l’impegno, in caso di confluenza di linee dotate di sistema SSC con linee o stazioni attrezzate con sistema SCMT, di posizionare in contemporanea i due sottosistemi di terra per non gravare ulteriormente sui costi di attrezzaggio del materiale rotabile che potrà quindi dialogare con entrambi. Sulla stessa posizione risulta essere Trenitalia SpA che ha segnalato di avere suggerito al riguardo ad RFI SpA specifiche integrazioni.

 

Sul sistema SSC, previsto per le linee secondarie nazionali, le Regioni hanno chiesto maggiori elementi di conoscenza riguardo alle caratteristiche tecniche e funzionali di tale dispositivo.

 

E’ posizione condivisa, quindi, quella secondo cui occorre disciplinare le problematiche attinenti l’utilizzo di detti sistemi, attraverso una normativa specifica che garantisca le condizioni occorrenti ad una effettiva integrazione tra le varie reti al fine di migliorare le condizioni di sicurezza, prestando adeguata e pari attenzione a tutte le linee.

 

Le Regioni hanno evidenziato la necessità di una ricognizione congiunta Stato–Regioni, nella prospettiva di finanziamenti mirati che, per le maggiori urgenze, chiedono di avere inseriti già dalla prossima Legge finanziaria 2006.

 

Viene pertanto ribadito quanto già sottolineato il 16 giugno 2005 in sede di Conferenza Stato-Regioni ai fini dell’Intesa sullo schema di Decreto ai sensi dell’art.1, comma 5, del D.Lgs.188/2003.

Le Regioni hanno infatti richiesto al Governo un impegno formale in ordine alla previsione e alla certezza di finanziamenti a favore delle reti regionali ai fini del miglioramento delle condizioni di sicurezza e per garantire l’interoperabilità tra le reti, nell’ottica di un’integrazione dei servizi ferroviari, passeggeri e merci.

 

Hanno evidenziato anche l’oggettiva necessità di avere riconosciute risorse specifiche per le proprie linee, come già avviene per quelle nazionali, riguardo a piani straordinari di revisione della rete, ai programmi per il miglioramento della sicurezza e delle prestazioni e ai piani per la soppressione dei passaggi a livello.

 

RETE FERROVIARIA RFI

 

In un’ottica di programmazione e di sviluppo dei servizi ferroviari regionali e locali, le Regioni hanno infine rivendicato una maggiore incidenza sulle scelte infrastrutturali compiute sulla rete di pertinenza RFI SpA. Hanno dunque richiesto di poter definire con il Governo e con RFI SpA gli interventi sulla rete nazionale, incidendo in modo particolare sui Contratti di Programma stipulati tra i due soggetti.

 

Nella stessa ottica, le Regioni hanno sottolineato la necessità che il Governo chieda al gestore dell’infrastruttura nazionale l’attivazione di tavoli tecnici di confronto con le stesse Regioni in tema di sicurezza.

 

A fronte della sostanziale intesa raggiunta, le Regioni prendono conclusivamente atto della disponibilità del Governo e delle aziende ferroviarie presenti all’incontro a dare seguito a quanto sottorichiamato:

 

a.      Per quanto attiene gli interventi in materia di sicurezza su tutte le linee:

il mantenimento, a livello nazionale, del tavolo istituito in sede di Conferenza Stato-Regioni, sia per la rilevanza delle questioni trattate, sia in relazione alla necessità di ricercare nuove risorse per gli interventi sulle ferrovie regionali, che devono trovare risposte urgenti e condivise.

 

b.      Per quanto riguarda in particolare le linee e il materiale rotabile di proprietà regionale:

 

-        la necessità di individuare, già dalla prossima Finanziaria 2006, fondi specifici che, nell’ambito di un piano nazionale di interventi da definire, siano destinati in particolare:

§         al posizionamento dei sistemi SCMT e SSC (da valutare in relazione alle diverse situazioni infrastrutturali e di traffico);

§         all’eliminazione dei passaggi a livello, come già previsto per le linee della rete nazionale;

 

-        la prosecuzione del tavolo a livello tecnico, ampliato ai competenti uffici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per l’effettuazione di verifiche e ricognizioni congiunte, con i gestori delle ferrovie regionali, che portino ad evidenziare le criticità e ad individuare gli interventi indispensabili e le priorità . Si è concordato in particolare di effettuare un primo ciclo di incontri tra Ministero e Regioni/gestori delle infrastrutture le cui risultanze dovranno essere sottoposte in sede tecnica alla Conferenza Stato-Regioni;

 

-        la definizione di un accordo con lo Stato per individuare i fabbisogni relativi agli investimenti destinati in via prioritari a nuovi apparati occorrenti alla gestione della circolazione - in condizioni di massima sicurezza per tenere conto della compresenza di servizi con caratteristiche eterogenee - e al materiale rotabile di proprietà regionale;

 

-        la ricerca di ulteriori fondi per adeguare gli stanziamenti facenti capo alla L.297/78, per rinnovi e attività manutentive, il cui ammontare è rimasto numericamente lo stesso da più di un decennio e quindi ridottosi considerevolmente in termini di potere d’acquisto.

 

c.       Relativamente al Contratto di Programma Stato-RFI SpA per il piano di interventi sulle linee nazionali:

 

-        coinvolgimento delle Regioni, a fronte della disponibilità manifestata in tal senso dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in merito ai contenuti del nuovo Contratto di Programma tra Governo e RFI SpA, e dei suoi aggiornamenti annuali, in tempi tali da garantire un’analisi approfondita delle previsioni ivi contenute, prima della sua presentazione al CIPE, al fine di consentire alle medesime di partecipare alla definizione delle scelte d’intervento e delle relative priorità, alla luce delle risorse finanziarie disponibili;

-        l’attivazione di preventivi e specifici incontri a livello locale con le competenti  strutture compartimentali di RFI SpA.

 

Le Regioni danno positivamente atto della volontà, espressa dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di un loro coinvolgimento, in occasione della presentazione di nuovi interventi sulla rete nazionale, sui quali lo stesso Ministero richiederà l’elaborazione di specifici “studi di fattibilità” da condividere preventivamente anche a livello locale, per avere maggiori garanzie sulla coerenza delle previsioni progettuali rispetto alla programmazione.

 

Quanto sopra, in relazione alle specifiche attribuzioni affidate alle Regioni dal vigente quadro normativo in materia di programmazione e di sviluppo dei servizi ferroviari regionali e locali (per il miglioramento e potenziamento dei quali non sono indifferenti i nuovi interventi di assetto della rete) e di governo e valorizzazione del territorio (per i condizionamenti e le interferenze che la loro attuazione di sovente comporta).

 

Riguardo alla sicurezza nelle stazioni e alla richiesta delle Regioni di trattare in modo congiunto e collaborativo, sicurezza personale dei passeggeri negli ambiti di stazione e sui treni e quelli relativi all’accessibilità e vivibilità delle stazioni, sia presenziate che non, si prende atto che, come comunicato dai rappresentanti del Ministero dell’Interno, esistono già specifici Comitati.

 

Considerato lo straordinario momento che sta vivendo il Paese si dà atto del particolare impegno richiesto alle Forze dell’Ordine per presidiare le principali stazioni.  Restano comunque aperti i problemi, che attengono le stazioni impresenziate e una maggiore sorveglianza sui treni, per risolvere i quali restano necessari ulteriori approfondimenti.

 

 

Roma, 15 dicembre 2005