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EDITORIA. RICERCA AIE: PRODUTTIVITA' PIU' ALTA IN REGIONI DOVE SI LEGGE

mercoledì 11 settembre 2019

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(DIRE) Roma, 11 set. - I libri cambiano la vita. Di piu',
cambiano il Paese. La conferma arriva dalla nuova ricerca
commissionata dall'Associazione italiana editori (Aie) in
occasione della cerimonia per i suoi 150 anni - in corso
all'Auditorium Parco della Musica di Roma - e realizzata da un
pool di ricercatori dell'Universita' di Bologna e del Piemonte
orientale. Lo studio fa seguito a una precedente analisi del
2006, sempre per Aie, che evidenziava lo stretto nesso tra
lettura e sviluppo economico e sociale: le Regioni con piu' alti
tassi di lettura avevano fatto registrare tassi di crescita della
produttivita' piu' alti, anche a parita' di altri fattori, sia
riferiti a variabili strettamente economiche, sia connessi al
capitale umano quali appunto i livelli di istruzione formale.
La ricerca dimostrava chiaramente come tassi piu' elevati di
lettura producessero tassi di crescita della produttivita' di
assoluto rilievo, in grado di cambiare le capacita' competitive
delle regioni in cui si verificavano.
   Tredici anni dopo e' ancora cosi'? Si', esiste un valore
economico della lettura, in grado di favorire in modo diverso lo
sviluppo territoriale. Analizzando i dati regionali dal 1995 al
2016, gli autori dello studio hanno evidenziato il legame tra la
dinamica della produttivita' del lavoro e quella degli indici di
lettura, nel senso che "la dinamica ritardata di tale variabile
esercita un effetto significativo sulla dinamica della
produttivita' del lavoro". Investire in promozione della lettura,
specie nelle zone con tassi di lettura piu' bassi, e'
evidentemente un necessario investimento per la crescita del
Paese.(SEGUE)
  (Mel/ Dire)
11:19 11-09-19

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(DIRE) Roma, 11 set. - È la riduzione generalizzata e persistente
degli indici di lettura a partire dal 2011 ad aprire un quadro
diverso e sconfortante per l'Italia, che da allora sembra aver
perso di vista con la stessa chiarezza la correlazione tra
accumulazione della conoscenza e lettura e, in ultima analisi, il
contributo che il lavoratore, attraverso questa conoscenza, offre
al processo produttivo.
   Lo studio evidenzia un secondo risultato: la crisi produce un
effetto negativo sugli indici di lettura, piu' accentuato e
duraturo nelle regioni del Sud, gia' in partenza svantaggiate.
Piani organici e prolungati nel tempo per lo sviluppo della
lettura, dell'istruzione, delle infrastrutture dedicate
(biblioteche pubbliche e scolastiche, librerie) sono invece le
leve di sviluppo da manovrare per tornare a crescere.
  (Mel/ Dire)
11:19 11-09-19

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