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[Comunicato stampa Giunta regionale Toscana]
CULTURA Martini apre il Festival alla Fortezza da Basso di Firenze (25-28 ottobre)

venerdì 26 ottobre 2007

CULTURA Martini apre il Festival alla Fortezza da Basso di Firenze (25-28 ottobre)
«La nuova griffe della Toscana si chiama creatività»
Il presidente perde la sfida con il robot per risolvere il cubo di Rubik

di Pamela Pucci
 
Firenze    Creatività è la capacità di inventare cose nuove ma soprattutto utili. Così il presidente della Regione, Claudio Martini, ha spiegato la sua interpretazione del concetto di creatività ai cronisti che, in occasione dell'inaugurazione del Festival alla Fortezza da Basso di Firenze, gli hanno chiesto cosa significass! e, per lui, essere creativi. «La creatività fine a se stessa è puro divertimento - ha spiegato il presidente - ma tutti noi oggi abbiamo un grande bisogno di innovazione e, soprattutto, di utilità. Abbiamo bisogno di ecoefficenza, di nuovi materiali e nuovi comportamenti. Vorrei che la creatività fosse la nuova griffe della Toscana e che la nostra regione, che è già stata in passato simbolo di innovazione ed estro creativo, diventasse di nuovo simbolo di una creatività moderna».
Il presidente ha ricordato il valore di questo tema sottolineandone la portata in un contesto di mercati globali. «Siamo davanti ad una sfida di fondamentale valore – ha detto – perché i nostri prodotti saranno vincenti sui mercati esteri solo se avranno una forte carica innovativa e creativa come valore aggiunto. Penso al tessile, ma anche ai prodotti meccanici, all’agricoltura, ai servizi: la creativit! à è essenziale, ci serve, per posizionarci ad al! ti livel li di sviluppo».
«E la Tramvia è creativa?», davanti a questa domanda e al prototipo di vagone di tram esposto davanti all’ingresso del Festival, il presidente Martini ha annuito. «Si tratta di un’infrastruttura moderna – ha spiegato - che potrà modernizzare il sistema delle infrastrutture fiorentine. Ho visto questo sistema in funzione a Siviglia, dove corre proprio di fianco alla cattedrale e non soltanto non ha prodotto danni, ma eliminando il traffico di autobus e vetture ha dato un forte contributo all’abbattimento dei livelli di smog».
Subito dopo l’inaugurazione del Festival e la rappresentazione de ‘L’Alfabeto birmano’ di Massini, il presidente Martini è stato coinvolto in una dimostrazione con un piccolo robot: Daniele Benedettelli, studente dell’Università di Siena, lo ha ‘sfidato’ a risolvere il cubo di Rubik più velocemente ! della macchina da lui creata. La dimostrazione è stata vinta dal robot, come anticipato dal presidente che, ancora prima di iniziare, si era schermito: «Sono sicuro che farò prima io – aveva detto -  sicuramente farò prima io a gettare via il cubo che lui a ricomporre tutte le facce».

Allo spettacolo di  Stefano Massini  ha assistito Giorgio Albertazzi
Festival della Creatività, il via con una dedica alla Birmania
Martini: «Nessun discorso, le prime parole sono quelle dell’Alfabeto birmano»

di Massimo Orlandi 
 
«Non ci sarà nessun discorso inaugurale, nessun protocollo. Le parole di apertura del festival sono quelle dell’“Alfabeto birmano”». Così il presidente della Regione Toscana Claudio Martini ha aperto ufficialmente la seconda edizione del Festival della Creati! vità; una inaugurazione senza tagli del nastro, ma con ! la prima di uno spettacolo dedicato alla Birmania, come  segno di solidarietà internazionale verso quel popolo, oppresso dalla dittatura militare. «Nell’alfabeto – ha spiegato il presidente  -  si parla di libertà, giustizia, di  diritti: e questo è il modo più creativo possibile di inaugurare il festival».
Con il presidente, sul palco del festival, Stefano Massini, regista dello spettacolo, che dopo il doveroso omaggio a Giorgio Albertazzi, ospite d’onore in platea (perchè la creatività – ha detto il giovane autore e regista - è anche ponte fra generazioni) ha spiegato la genesi dello spettacolo, nato per provare a raccontare questo Paese, le sue contraddizioni, la tragedia dell’oppressione militare, e per cercare di andare oltre l’informazione scarsa e parziale imposta dalla dittatura. E così, in 20 minuti, Ottavia Piccolo e Luisa Cattaneo hanno dato vo! ce alle lettere dell’alfabeto, lettere usate per scandire i fatti birmani: le contraddizioni tra la ricchezza del Paese (che esporta petrolio, gas, pietre preziose) e la povertà della sua gente (il 36% della popolazione vive con meno di euro al giorno); e poi, in un crescendo incalzante, la responsabilità della dittatura militare, il Paese blindato, le pulizie etniche, i massacri. E quindi la rivolta pacifica dei monaci, la repressione, durissima. E sullo sfondo, in tutto l’alfabeto il silenzio colpevole del mondo occidentale. La lettera finale dell’alfabeto birmano, la Z,, corrisponde infatti a “Zero, che è quello che abbiamo fatto” e a Zitti, che è quel che siamo stati”. Applausi a scena aperta per questo avvio del festival, in cui la creatività è stata usata come sinonimo di diritti, di diritti negati.