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[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
MORBO DI PARKINSON: UN PERCORSO DI ASSISTENZA

venerdì 25 novembre 2011

Approvato oggi dalla Giunta il nuovo modello organizzativo, su proposta dell'assessore Ugo Rossi

MORBO DI PARKINSON: UN PERCORSO DI ASSISTENZA

 

Nel quadro di un nuovo approccio alle malattie croniche finalizzato a migliorare l'assistenza e la qualità di vita delle persone, la Giunta provinciale, su proposta dell'assessore alla salute e politiche sociali Ugo Rossi, ha oggi approvato il "Percorso dedicato e integrato di assistenza per le persone affette da Morbo di Parkinson ed altre malattie extrapiramidali", ovvero malattie degenerative croniche del sistema nervoso centrale, di lunga durata e decorso progressivo che implica numerose complicanze di sistema e d'organo. Il percorso è stato sviluppato con il supporto tecnico dell’Azienda sanitaria, alla quale compete l'implementazione e la messa a regime della nuova soluzione organizzativa a partire da gennaio 2012, e con la collaborazione dell’Associazione Parkinson Trento onlus.

 

 

 "Un modello organizzativo innovativo - è il commento dell'assessore Ugo Rossi - che vuole assicurare la presa in carico reale e continuativa delle persone affette da questo morbo, nonché migliorare l'efficacia dell'assistenza, anche in termini di soddisfazione dell'utenza".

 In Trentino si registrano ad oggi 606 persone affette da “malattia di Parkinson ed altre malattie extrapiramidali”:

 la distribuzione della malattia è proporzionale alla distribuzione della popolazione generale sul territorio e interessa in maniera simile maschi e femmine; rispetto all’età, la metà dei casi riguarda persone con età maggiore di 75 anni e per i restanti persone dai 45 ai 74 anni (con 8 casi in età 15-44 anni);

 la prevalenza stimata in Italia (180/100.000) porta ad aggiungere altri 300-400 pazienti, per una prevalenza complessiva trentina stimata in circa 1.000 persone, delle quali il 20-25% con disabilità grave (perdita d’autonomia a 5/10 anni dall’esordio della malattia), il 45-50% con disabilità media, il 30-35% con disabilità lieve).

 Il percorso approvato oggi dall'esecutivo provinciale prevede interventi multiprofessionali e multidisciplinari (negli ambiti psicofisico, sociale e della disabilità) e delinea il processo necessario all’applicazione operativa con l’indicazione delle risorse aggiuntive (strutturali, professionali, tecnologico-sanitarie) ritenute necessarie all’attuazione. Le finalità sono quelle di assistere, attivamente e globalmente, le persone con malattia di Parkinson ed altre malattie extrapiramidali, perseguendo la migliore qualita` di vita possibile per i pazienti e per le loro famiglie. Il nuovo modello, infatti, da un lato conferma il ruolo di supporto della rete complessiva del Servizio sanitario provinciale e dall'altro sottolinea il ruolo del medico di medicina generale come “referente dell’assistito e dei familiari”.

 Vengono inoltre istituiti due ambulatori integrati Parkinson:

 Un ambulatorio nell’Unità operativa di Neurologia del presidio ospedaliero Santa Chiara di Trento, con specifica dotazione di personale aggiuntivo: un medico specialista neurologo, un infermiere, un fisioterapista, un logopedista;

 Un secondo nell’Unità operativa di Neurologia del presidio ospedaliero Santa Maria del Carmine di Rovereto) con specifica dotazione di personale aggiuntivo: un medico specialista neurologo, un infermiere, un fisioterapista.

 Sono previsti infine interventi per la formazione degli operatori, per la comunicazione ai cittadini e per la valutazione del nuovo servizio, valutazione che riguarda: l'attività erogata, per tipologia, quantità e sede di erogazione; i risultati ottenuti in termini di copertura dei bisogni espressi; il punto di vista dell’Associazione dei malati, in termini di soddisfazione del servizio espressa dai pazienti e dai loro familiari con riferimento a tempestività, accessibilità, qualità di vita. (at)