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[Comunicato stampa Giunta regionale Friuli Venezia Giulia]
CORREGIONALI: FRIULANI A NY, IL "NEW DEAL" DELL'EMIGRAZIONE

lunedì 16 maggio 2016

La storica Famee Furlane e il nuovo Fogolâr si stringono la mano a Ellis Island

Non c'è una sede da arredare, non ci sono costi di gestione, non c'è nemmeno un fogolâr di cemento e mattoni. Ed è noto quanto costi a un friulano rinunciare al mattone.

Ma il nuovo "Friuli Big Apple" è un Fogolâr furlan 2.0 con tutti i crismi: nasce sulla rete, è composto da giovani - il presidente è Marc Lupinacci, classe '78 e nonni materni originari di Tramonti di Sopra - e giovanissimi emigrati di terza generazione che comunicano via pagina Facebook o mail e che - in tempi di sharing economy - si ritrovano per le riunioni in locali messi a diposizione da associati ristoratori.

Per la sua costituzione questo nuovo Fogolâr, che risponde a pieno alle finalità degli Stati generali dei corregionali all'estero organizzati dalla Regione nell'autunno scorso, che ha puntato ad intercettare i bisogni delle nuove generazioni di corregionali e sui nuovi strumenti di comunicazione per favorire la loro aggregazione e il mantenimento di rapporti, ha scelto proprio il 6 maggio scorso, giorno dell'anniversario del terremoto in Friuli.

Ai componenti - tre di loro il tesoriere Giuseppe Clemente, il consigliere Antonio Volpe Pasini e il socio Steve Paveglio si sono incontrati con la presidente della Regione proprio ieri a Ellis Island, nel corso della visita della delegazione di tutti i rappresentanti dei corregionali e hanno avuto modo di presentarle il nuovo sodalizio - non sfugge l'importanza del "capitale dell'identità".

"Nel giorno della fondazione - il 6 maggio scorso - abbiamo ricordato il terremoto del '76 e lo slancio di solidarietà del Governo Usa che su proposta del presidente Ford e dopo il viaggio del vicepresidente Rockefeller in Friuli, stanziò attraverso l'Agency for international development 40 milioni di dollari per la ricostruzione, quale atto di gratitudine per il contributo dato dai numerosissimi emigrati friulani al progresso sociale e civile degli USA", ha ricordato alla presidente Serracchiani Volpe Pasini, che a New York è vicedirettore del quotidiano italiano "America Oggi".

A sottolineare quanto fu fondamentale l'autorevolezza dell'azione di lobby e coordinamento dell'Ente friuli nel mondo con la Famee furlane di New York per ottenere anche dal governo il permesso ufficiale di raccogliere fondi esentasse e distribuirli attraverso il "Friuli Earthquake Relief Found Inc", è stato Eliseo De Marco, che invece rappresenta il direttivo della Famee Furlane, presieduta dal 1999 da Marcello Filippi.

Un filo - quello della "ricostruzione" - che corre fino a tempi recenti: è di un friulano di Muris di Ragogna, Mario Collavino, l'edificazione della Freedom Tower; fu la maestria artigiana di Luigi Del Bianco, carpentiere di Meduno, a scolpire i celeberrimi profili dei presidenti americani nel monumento del Monte Rushmore nel Dakota; e ancora, in tempi più recenti, va ricordato il carnico Arturo Cirillo Pavoni che realizzò su commissione di Kennedy lo splendido caminetto nella Sala Ovale della Casa Bianca, fino alla genialità nel design e nell'arte di Harry Bertoia da Valvasone.

Se oggi poi la comunità di friulani negli States può vantare anche l'ambasciatore USA in Italia John R. Phillips, che proprio due anni fece visita a Poffabro - paese da cui partì il bisnonno Luigi Colussi - esordendo con un "mandi a ducj", occorre non dimenticare l'apporto che proprio la Famee furlane, prima associazione di corregionali di New York, diede agli immigrati attanagliati dalla grande Depressione.

"La Famee Furlane fu fondata nel 1929 da un gruppo di friulani che risiedeva nell'East Side di Manhattan. L'area tra la 37ma e la 23ma strada e tra la Prima e la Terza Avenue era conosciuta proprio come 'Little Friuli' prima che negli anni '50 la comunità, che fino ad allora era compatta, fosse costretta dalla 'gentrificazione' a occupare zone più periferiche di Queens, Long Island, Westchester dispersendosi", ha raccontati De Marco alla presidente.

I componenti della Famee, dunque, rappresentano la generazione dei "pionieri", che si confronta oggi con quella dei nuovi "expats": per esempio, quella di Gina Paveglio - padre di Navarons e mamma di Fanna di Pordenone - che fino a un anno fa girava per New York con una Fiat 500 con targa dell'Empire State siglata "FRIULANA" (una copia fu donata alla presidente Serracchiani proprio in occasione della sua scorsa visita negli Stati Uniti). Oggi vive in Oklahoma, ha fondato il Fogolâr del Southwest, che comprende oltre al suo stato anche Texas, Arkansas, Louisiana e New Mexico. Ma, magie della rete, resta anche segretaria nel nuovo Fogolâr Big Apple.

Due "anime", queste delle associazioni dei corregionali di origine friulana, molto diverse ma che si sono date la mano ieri proprio sotto il "The Kissing Spot", la targa che ricorda il luogo dei baci e degli abbracci tra le famiglie divise, che si ricongiungevano dopo la traversata atlantica.

Guardando quelle stanze, quelle foto, le valige, i registri, i timbri, le stanze dei controlli medici, si può immaginare quali fossero le condizioni di chi emigrava tra la fine dell'800 e i primi del '900: impossibile non pensare alla situazione attuale dei flussi migratori.

"Questo posto, in chi è figlio, nipote, bisnipote di qualcuno che ci è passato anni fa, suscita emozioni ancora più forti. Ma tutti noi credo venendo qui pensiamo a chi ancora oggi si trova nel dramma della fuga dal proprio Paese e vive sulla propria pelle gli aspetti più crudeli dell'emigrazione", ha commentato De Marco.