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[Comunicato stampa Giunta regionale Emilia - Romagna]
Lavoro. Numeri record per l'Emilia-Romagna. Nel secondo trimestre 2019, 2milioni e 57mila occupati (+1,3%), disoccupazione scesa al 4,8% e tasso di occupazione al 71,3%, il più alto nel Paese. Bonaccini: "Dati unici in Italia"

giovedì 12 settembre 2019

La rilevazione Istat sul secondo trimestre 2019. Oltre 25mila occupati in più. Calano i disoccupati sia fra gli uomini sia fra le donne. Tasso di disoccupazione medio su anno al 5,5%, secondo solo al Trentino Alto Adige

Bologna – Lavoro, numeri record per l’Emilia-Romagna. Nel secondo trimestre del 2019 continua infatti a crescere il numero degli occupati, arrivati a 2 milioni e 57 mila (+1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso), per un tasso di disoccupazione del 4,8% e, nella media degli ultimi 12 mesi, sceso al 5,5% rispetto al 9% di inizio legislatura, nel 2015. Il tasso di occupazione raggiunge così il 71,3% (era al 70,5% nel secondo trimestre 2018), il valore più elevato tra tutte le regioni italiane, con un miglioramento che interessa sia la componente maschile sia quella femminile. E’ quanto si ricava dalle stime sul mercato del lavoro diffuse oggi dall’Istat per i secondi tre mesi dell’anno. “Sono dati unici in Italia- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini-. Quanto fatto in regione insieme a tutte le parti sociali nel Patto per il lavoro, dai sindacati alle imprese, dagli enti locali alle università, dai professionisti alle associazioni del No profit, si conferma una efficace politica industriale, fatta di condivisione, investimenti pubblici e scelte in grado di guardare anche al futuro. Naturalmente non possiamo sottovalutare nemmeno qui la congiuntura, le situazioni di crisi aziendali aperte, il fatto che permangono problemi di precarietà e sottoccupazione. È quindi indispensabile che il nuovo Governo punti come noi su lavoro, investimenti e formazione. I risultati raggiunti in Emilia-Romagna ci confortano ma ci spronano ancora di più a concentrare gli sforzi sull’occupazione giovanile e sulle aree più svantaggiate. In particolare, è necessario estendere i diritti contrastando il precariato, così come è indispensabile sostenere il potere d'acquisto dei salari e assicurare maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro. Gli investimenti sulla sostenibilità ambientale e sulla formazione che stiamo promuovendo- chiude Bonaccini- possono aprire ulteriori spazi per un'occupazione di qualità e per uno sviluppo pienamente sostenibile, così come quelli su Big Data, digitale e nuove tecnologie possono consentirci di collocare questa Regione tra i territori più avanzati anche per il futuro”.
Nella nostra regione continua a scendere il numero delle persone in cerca di occupazione: 22.500 in meno rispetto al secondo trimestre 2018 (-17,8%), contrazione dei disoccupati che riguarda sia gli uomini (-14.800) sia le donne (-7.700). Relativamente al secondo trimestre, il tasso di disoccupazione (15 anni e oltre) scende al 4,8% (dal 5,9% del secondo trimestre 2018), valore superiore al solo Trentino Alto Adige (4,4%). Rispetto agli ultimi 12 mesi (luglio 2018-giugno 2019), il tasso di disoccupazione medio annuo è pari al 5,5%, in calo di 0,9 punti percentuali (era al 6,4% nella media luglio 2017-giugno 2018). Anche in questo caso si tratta del valore più basso dopo il Trentino Alto Adige.