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RIDETERMINAZIONE DEI CANONI DELLE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME PER FINALITÀ TURISTICO RICREATIVE

venerdì 23 giugno 2006

RIDETERMINAZIONE DEI CANONI DELLE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME PER FINALITÀ TURISTICO RICREATIVE 

 

 

La vicenda relativa alla rivalutazione nella misura del 300% dei canoni delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative ha visto il susseguirsi di ben sei differenti proroghe, richieste peraltro anche dalle Regioni, che avrebbero dovuto consentire il confronto tra il Governo, le Regioni, i Comuni, le Organizzazioni di Categoria, onde individuare soluzioni accettabili e percorribili. Nonostante le richieste più volte formulate dalle Regioni di convocazione del Tavolo tecnico costituito il 5 agosto 2004 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Governo non ha mai dato dimostrazione di voler affrontare il problema, non convocando più il Tavolo dopo la prima riunione interlocutoria del 9 settembre 2004. Terminata infruttuosamente la legislatura, la stagione balneare inizia all’insegna di uno stato di grave incertezza che crea non poche preoccupazioni tra gli operatori e difficoltà negli Enti preposti alla gestione, anche per le contraddittorie notizie in materia diffuse da organi dello Stato.

La nuova legislatura ed il Governo che si è appena insediato devono porre rimedio, individuando, anche con il concorso delle Regioni, una proposta risolutiva, che non si risolva in una mera manovra correttiva del bilancio dello Stato.

 

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Le Regioni, nell’esprimere apprezzamento per la sollecita iniziativa del Governo di rinviare la decorrenza di ogni aumento dei canoni di concessione demaniale marittima al 30 settembre 2006, richiamano integralmente le considerazioni già espresse nel documento approvato dalla Conferenza dei Presidenti nella seduta del 24 novembre 2005.

Sottolineano come la necessaria rivalutazione dei canoni demaniali, non solo di quelli per concessioni a finalità turistico-ricreativa, non possa prescindere da una totale riscrittura delle attuali tabelle, che dovrebbe tener conto, da un lato, delle diverse tipologie e periodi di utilizzo e dei differenti regimi giuridici dei beni e, dall’altro, delle differenti situazioni geografiche e ambientali.

 

 

Evidenziano come una maggiore entrata per lo Stato può essere assicurata anche grazie ad un’azione di aggiornamento della consistenza dei beni del demanio marittimo ed ad una corretta individuazione e soluzione dei fenomeni di abusivismo.

Richiedono che il tavolo affronti anche il complesso tema della fiscalità, con particolare riferimento all’I.V.A., per la quale resta inspiegabile la disparità di trattamento rispetto agli altri servizi turistici.

Infine, a fronte dell’esiguità dei fondi devoluti alle Regioni per lo svolgimento delle funzioni conferite in materia di demanio marittimo e dell’impegno – sempre più consistente per le Regioni ed i Comuni – per il mantenimento ed il miglioramento del bene demaniale (ripascimenti, opere di difesa, dragaggi), le Regioni ripropongono con forza la questione della ripartizione dei proventi del canone di concessione, che non può più essere di esclusiva spettanza dello Stato.

 

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Tutto ciò premesso le Regioni chiedono al Governo:

§         di eliminare lo stato di incertezza che penalizza da quasi tre anni un intero comparto economico-produttivo;

§         di ricostituire un Tavolo tecnico per convenire con le Regioni, insieme alle Associazioni di Categoria, i nuovi criteri di determinazione del canone, che tengano conto delle diverse tipologie, dei periodi di utilizzo e dei differenti regimi giuridici dei beni, lasciando alle Regioni una possibile differenziazione in ragione della qualità delle strutture turistiche e delle situazioni geografiche, ambientali e socio-economiche;

§         di completare il trasferimento alle Regioni dell’insieme delle competenze in materia di demanio marittimo;

§         di ripartire con le Regioni i proventi derivanti dai canoni di concessione tenendo conto del preponderante impegno delle Regioni e dei Comuni sia in termini di gestione amministrativa che di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio costiero.

 

 

Roma, 22 giugno 2006