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Codice dei beni culturali e del paesaggio: DECRETO LEGISLATIVO 26 marzo 2008, n.63

giovedì 10 aprile 2008

DECRETO LEGISLATIVO 26 marzo 2008, n.63

 

Ulteriori disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in relazione al paesaggio. (GU n. 84 del 9-4-2008)

 

note:

 

Entrata in vigore del provvedimento: 24/4/2008

testo in vigore dal: 24-4-2008

 

testo in vigore dal: 24-4-2008                       IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA          Visti gli articoli 76, 87, 117 e 118 della Costituzione;      Visto l'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;      Visto  il  decreto  legislativo  20  ottobre  1998, n. 368, recante    istituzione  del  Ministero  per  i  beni e le attivita' culturali, a    norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive    modificazioni;      Visto  il  decreto  legislativo  22 gennaio 2004, n. 42, recante il    Codice  dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10    della legge 6 luglio 2002, n. 137, e successive modificazioni;      Visto  l'articolo  10,  comma 4, della legge 6 luglio 2002, n. 137,    come modificato dall'articolo 1 della legge 23 febbraio 2006, n. 51;      Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,    adottata nella riunione del 25 gennaio 2008;      Acquisito il parere della Conferenza unificata, di cui all'articolo    8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;      Acquisiti  i  pareri  delle competenti commissioni del Senato della    Repubblica e della Camera dei deputati;      Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella    riunione del 19 marzo 2008;      Sulla proposta del Ministro per i beni e le attivita' culturali, di    concerto  con  il  Ministro  per  gli affari regionali e le autonomie    locali;                                      E m a n a                              il seguente decreto legislativo:                                       Art. 1.                             Modifiche alla Parte prima          1. Alla Parte prima del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42,    recante  il  Codice  dei  beni  culturali e del paesaggio, di seguito    denominato:  «decreto  legislativo n. 42 del 2004», sono apportate le    seguenti modificazioni:        a) all'articolo 5, comma 6, dopo le parole: «del presente codice»    sono  aggiunte  le  seguenti: «, in modo che sia sempre assicurato un    livello  di  governo  unitario  ed  adeguato  alle  diverse finalita'    perseguite»;        b) all'articolo  6,  comma  1,  ultimo  periodo,  le  parole: «In    riferimento  ai  beni  paesaggistici» sono sostituite dalle seguenti:    «In riferimento al paesaggio,». 
Art. 2.                             Modifiche alla Parte terza          1.  Alla  Parte  terza  del decreto legislativo n. 42 del 2004 sono    apportate le seguenti modificazioni:        a) l'articolo 131 e' sostituito dal seguente:      «Articolo  131  (Paesaggio).  -  1.  Per  paesaggio  si  intende il    territorio   espressivo   di   identita',  il  cui  carattere  deriva    dall'azione di fattori naturali, umani e dalle loro interrelazioni.      2.  Il  presente  Codice tutela il paesaggio relativamente a quegli    aspetti  e  caratteri  che costituiscono rappresentazione materiale e    visibile  dell'identita'  nazionale,  in quanto espressione di valori    culturali.      3.  Salva la potesta' esclusiva dello Stato di tutela del paesaggio    quale  limite  all'esercizio delle attribuzioni delle regioni e delle    province autonome di Trento e di Bolzano sul territorio, le norme del    presente  Codice definiscono i principi e la disciplina di tutela dei    beni paesaggistici.      4. La tutela del paesaggio, ai fini del presente Codice, e' volta a    riconoscere,  salvaguardare  e,  ove  necessario, recuperare i valori    culturali  che  esso esprime. I soggetti indicati al comma 6, qualora    intervengano  sul  paesaggio,  assicurano  la  conservazione dei suoi    aspetti e caratteri peculiari.      5.  La  valorizzazione  del  paesaggio  concorre  a  promuovere  lo    sviluppo  della  cultura.  A  tale  fine le amministrazioni pubbliche    promuovono   e  sostengono,  per  quanto  di  rispettiva  competenza,    apposite   attivita'   di   conoscenza,  informazione  e  formazione,    riqualificazione e fruizione del paesaggio nonche', ove possibile, la    realizzazione di nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati. La    valorizzazione e' attuata nel rispetto delle esigenze della tutela.      6.  Lo  Stato,  le  regioni,  gli  altri enti pubblici territoriali    nonche'  tutti  i soggetti che, nell'esercizio di pubbliche funzioni,    intervengono sul territorio nazionale, informano la loro attivita' ai    principi  di  uso  consapevole del territorio e di salvaguardia delle    caratteristiche  paesaggistiche  e  di  realizzazione di nuovi valori    paesaggistici integrati e coerenti, rispondenti a criteri di qualita'    e sostenibilita'.»;        b) l'articolo 132 e' sostituito dal seguente:      «Articolo  132  (Convenzioni internazionali). - 1. La Repubblica si    conforma  agli  obblighi ed ai principi di cooperazione tra gli Stati    fissati  dalle convenzioni internazionali in materia di conservazione    e valorizzazione del paesaggio.      2.  La  ripartizione  delle  competenze  in materia di paesaggio e'    stabilita  in  conformita'  ai  principi  costituzionali,  anche  con    riguardo  all'applicazione  della  Convenzione europea sul paesaggio,    adottata  a  Firenze  il  20 ottobre  2000, e delle relative norme di    ratifica ed esecuzione.»;        c) l'articolo 133 e' sostituito dal seguente:      «Articolo  133  (Cooperazione  tra amministrazioni pubbliche per la    conservazione e la valorizzazione del paesaggio). - 1. Il Ministero e    le  regioni  definiscono d'intesa le politiche per la conservazione e    la  valorizzazione  del  paesaggio  tenendo  conto anche degli studi,    delle  analisi e delle proposte formulati dall'Osservatorio nazionale    per  la  qualita'  del paesaggio, istituito con decreto del Ministro,    nonche'  dagli  Osservatori istituiti in ogni regione con le medesime    finalita'.      2.   Il   Ministero  e  le  regioni  cooperano,  altresi',  per  la    definizione   di  indirizzi  e  criteri  riguardanti  l'attivita'  di    pianificazione  territoriale,  nonche'  la  gestione  dei conseguenti    interventi,  al fine di assicurare la conservazione, il recupero e la    valorizzazione  degli  aspetti  e  caratteri  del  paesaggio indicati    all'articolo  131, comma 1. Nel rispetto delle esigenze della tutela,    i  detti  indirizzi e criteri considerano anche finalita' di sviluppo    territoriale sostenibile.      3.   Gli  altri  enti  pubblici  territoriali  conformano  la  loro    attivita'  di  pianificazione  agli  indirizzi e ai criteri di cui al    comma 2 e, nell'immediato, adeguano gli strumenti vigenti.»;        d) all'articolo 134:          1)  al comma 1, lettera a), la parola: «indicati» e' sostituita    dalle seguenti: «di cui»;          2)  al comma 1, lettera b), la parola: «indicate» e' sostituita    dalle seguenti: «di cui»;          3)  al  comma 1, lettera c), le parole: «gli immobili e le aree    tipizzati,  individuati  e»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «gli    ulteriori  immobili  ed  aree  specificamente  individuati  a termini    dell'articolo 136 e»;        e) l'articolo 135 e' sostituito dal seguente:      «Articolo  135  (Pianificazione  paesaggistica). - 1. Lo Stato e le    regioni   assicurano   che  tutto  il  territorio  sia  adeguatamente    conosciuto,  salvaguardato,  pianificato  e  gestito  in  ragione dei    differenti valori espressi dai diversi contesti che lo costituiscono.    A  tale  fine  le regioni sottopongono a specifica normativa d'uso il    territorio     mediante    piani    paesaggistici,    ovvero    piani    urbanistico-territoriali  con  specifica  considerazione  dei  valori    paesaggistici, entrambi di seguito denominati: "piani paesaggistici".    L'elaborazione  dei  piani  paesaggistici  avviene congiuntamente tra    Ministero  e  regioni,  limitatamente  ai  beni  paesaggistici di cui    all'articolo 143,  comma 1, lettere b), c) e d), nelle forme previste    dal medesimo articolo 143.      2.   I   piani   paesaggistici,   con   riferimento  al  territorio    considerato,  ne  riconoscono  gli  aspetti  e i caratteri peculiari,    nonche' le caratteristiche paesaggistiche, e ne delimitano i relativi    ambiti.      3.   In   riferimento  a  ciascun  ambito,  i  piani  predispongono    specifiche  normative d'uso, per le finalita' indicate negli articoli    131 e 133, ed attribuiscono adeguati obiettivi di qualita'.      4.  Per  ciascun  ambito i piani paesaggistici definiscono apposite    prescrizioni e previsioni ordinate in particolare:        a) alla   conservazione   degli   elementi  costitutivi  e  delle    morfologie  dei  beni paesaggistici sottoposti a tutela, tenuto conto    anche delle tipologie architettoniche, delle tecniche e dei materiali    costruttivi,   nonche'   delle  esigenze  di  ripristino  dei  valori    paesaggistici;        b) alla riqualificazione delle aree compromesse o degradate;        c) alla  salvaguardia  delle caratteristiche paesaggistiche degli    altri ambiti territoriali, assicurando, al contempo, il minor consumo    del territorio;        d) alla  individuazione  delle  linee  di sviluppo urbanistico ed    edilizio,  in funzione della loro compatibilita' con i diversi valori    paesaggistici  riconosciuti  e  tutelati,  con particolare attenzione    alla salvaguardia dei paesaggi rurali e dei siti inseriti nella lista    del patrimonio mondiale dell'UNESCO.»;        f) all'articolo 136:          1)  al  comma 1,  lettera a),  le  parole:  «o  di singolarita'    geologica»  sono sostituite dalle seguenti: «, singolarita' geologica    o memoria storica, ivi compresi gli alberi monumentali»;          2)  al comma 1, lettera c), le parole: «ivi comprese le zone di    interesse  archeologico»  sono  sostituite dalle seguenti: «inclusi i    centri ed i nuclei storici»;          3) al comma 1, lettera d), le parole: «considerate come quadri»    sono soppresse;        g) all'articolo 137:          1)  al  comma  1, le parole: «Ciascuna regione istituisce una o    piu'   commissioni»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «Le  regioni    istituiscono apposite commissioni,»;          2)   al  comma  2,  primo  periodo,  le  parole:  «nonche'  due    dirigenti»    sono    sostituite   dalle   seguenti:   «nonche'   due    responsabili»;          3)  al  comma 2, secondo periodo, la parola: «eventualmente» e'    sostituita  dalle  seguenti:  «di norma» e le parole: «individuate ai    sensi  dell'articolo  13  della  legge  8  luglio  1986, n. 349» sono    sostituite  dalle  seguenti:  «individuate  ai  sensi  delle  vigenti    disposizioni  di  legge in materia di ambiente e danno ambientale. La    commissione  e'  integrata  dal rappresentante del competente comando    regionale del Corpo forestale dello Stato nei casi in cui la proposta    riguardi filari, alberate ed alberi monumentali»;        h) l'articolo 138 e' sostituito dal seguente:      «Articolo  138 (Avvio del procedimento di dichiarazione di notevole    interesse  pubblico). - 1. Le commissioni di cui all'articolo 137, su    iniziativa  dei  componenti di parte ministeriale o regionale, ovvero    su  iniziativa  di  altri  enti  pubblici  territoriali  interessati,    acquisite le necessarie informazioni attraverso le soprintendenze e i    competenti  uffici  regionali  e  provinciali  e  consultati i comuni    interessati  nonche',  ove opportuno, esperti della materia, valutano    la   sussistenza   del   notevole   interesse   pubblico,   ai  sensi    dell'articolo  136,  degli immobili e delle aree per i quali e' stata    avviata  l'iniziativa  e  propongono  alla  regione  l'adozione della    relativa  dichiarazione.  La proposta e' formulata con riferimento ai    valori  storici,  culturali, naturali, morfologici, estetici espressi    dagli  aspetti  e  caratteri  peculiari  degli  immobili o delle aree    considerati   ed   alla  loro  valenza  identitaria  in  rapporto  al    territorio  in  cui ricadono, e contiene proposte per le prescrizioni    d'uso intese ad assicurare la conservazione dei valori espressi.      2.  La  commissione  decide  se  dare ulteriore seguito all'atto di    iniziativa   entro   sessanta  giorni  dalla  data  di  presentazione    dell'atto  medesimo.  Decorso  infruttuosamente  il predetto termine,    entro  i  successivi  trenta giorni il componente della commissione o    l'ente   pubblico  territoriale  che  ha  assunto  l'iniziativa  puo'    formulare la proposta di dichiarazione direttamente alla regione.      3. E' fatto salvo il potere del Ministero, su proposta motivata del    soprintendente,  previo  parere  della  regione  interessata che deve    essere  motivatamente  espresso entro e non oltre trenta giorni dalla    richiesta,   di  dichiarare  il  notevole  interesse  pubblico  degli    immobili e delle aree di cui all'articolo 136.»;        i) all'articolo 139:          1)  nella  rubrica, le parole: «Partecipazione al procedimento»    sono sostituite dalla seguente: «Procedimento»;          2)  al  comma  1,  primo  periodo,  le  parole: «La proposta di    dichiarazione  di  notevole  interesse  pubblico di immobili ed aree,    corredata  dalla  relativa  planimetria  redatta in scala idonea alla    loro  identificazione,»  sono sostituite dalle seguenti: «La proposta    di  dichiarazione  di notevole interesse pubblico di cui all'articolo    138,  corredata  di planimetria redatta in scala idonea alla puntuale    individuazione  degli  immobili  e  delle  aree  che ne costituiscono    oggetto,»   e,   all'ultimo  periodo,  la  parola:  «interessata»  e'    sostituita dalla seguente: «interessate»;          3) al comma 2, la parola: «territorialmente» e' soppressa;          4)  al  comma  5,  le  parole: «ai sensi dell'articolo 13 della    legge  8  luglio  1986,  n. 349,» sono sostituite dalle seguenti: «ai    sensi  delle  vigenti  disposizioni di legge in materia di ambiente e    danno ambientale,»;        l) all'articolo 140:          1)  al  comma  1, le parole: «il termine di» sono soppresse, la    parola  «paesaggistico»  e'  soppressa  e, in fine, le parole: «degli    immobili  indicati alle lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 136    e  delle  aree indicate alle lettere c) e d) del comma 1 del medesimo    dell'articolo  136» sono sostituite dalle seguenti: «degli immobili e    delle  aree  indicati,  rispettivamente,  alle lettere a) e b) e alle    lettere c) e d) del comma 1 dell'articolo 136»;          2) i commi 2, 3 e 4 sono sostituiti dai seguenti:      «2.  La  dichiarazione  di  notevole  interesse  pubblico  detta la    specifica disciplina intesa ad assicurare la conservazione dei valori    espressi   dagli   aspetti   e  caratteri  peculiari  del  territorio    considerato.    Essa   costituisce   parte   integrante   del   piano    paesaggistico  e  non  e'  suscettibile  di rimozioni o modifiche nel    corso del procedimento di redazione o revisione del piano medesimo.      3.  La  dichiarazione  di notevole interesse pubblico, quando ha ad    oggetto gli immobili indicati alle lettere a) e b) dell'articolo 136,    comma  1,  e'  notificata  al  proprietario,  possessore o detentore,    depositata  presso ogni comune interessato e trascritta, a cura della    regione,  nei  registri  immobiliari.  Ogni dichiarazione di notevole    interesse  pubblico  e'  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale della    Repubblica italiana e nel Bollettino ufficiale della regione.      4.  Copia  della  Gazzetta  Ufficiale e' affissa per novanta giorni    all'albo   pretorio  di  tutti  i  comuni  interessati.  Copia  della    dichiarazione   e  delle  relative  planimetrie  resta  depositata  a    disposizione del pubblico presso gli uffici dei comuni interessati.»;          3) il comma 5 e' abrogato;        m) l'articolo 141 e' sostituito dal seguente:      «Articolo 141 (Provvedimenti ministeriali). - 1. Le disposizioni di    cui  agli  articoli  139  e 140 si applicano anche ai procedimenti di    dichiarazione di notevole interesse pubblico di cui all'articolo 138,    comma 3.  In  tale caso i comuni interessati, ricevuta la proposta di    dichiarazione   formulata   dal   soprintendente,   provvedono   agli    adempimenti   indicati   all'articolo   139,  comma  1,  mentre  agli    adempimenti  indicati  ai  commi  2,  3 e 4 del medesimo articolo 139    provvede direttamente il soprintendente.      2.  Il  Ministero, valutate le eventuali osservazioni presentate ai    sensi  del  detto  articolo  139,  comma  5,  e sentito il competente    Comitato  tecnico-scientifico,  adotta  la  dichiarazione di notevole    interesse  pubblico,  a  termini dell'articolo 140, commi 1 e 2, e ne    cura  la  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  della Repubblica    italiana e nel Bollettino ufficiale della regione.      3. Il soprintendente provvede alla notifica della dichiarazione, al    suo  deposito presso i comuni interessati e alla sua trascrizione nei    registri immobiliari, ai sensi dell'articolo 140, comma 3.      4.  La  trasmissione  ai comuni del numero della Gazzetta Ufficiale    contenente la dichiarazione, come pure la trasmissione delle relative    planimetrie,   e'   fatta   dal   Ministero,  per  il  tramite  della    soprintendenza,  entro  dieci  giorni dalla data di pubblicazione del    numero  predetto. La soprintendenza vigila sull'adempimento, da parte    di  ogni  comune interessato, di quanto prescritto dall'articolo 140,    comma 4, e ne da' comunicazione al Ministero.      5.  Se  il  provvedimento  ministeriale  di  dichiarazione  non  e'    adottato  nei  termini di cui all'articolo 140, comma 1, allo scadere    dei  detti termini, per le aree e gli immobili oggetto della proposta    di  dichiarazione, cessano gli effetti di cui all'articolo 146, comma    1.»;        n) dopo l'articolo 141 e' inserito il seguente:      «Art.  141-bis  (Integrazione  del contenuto delle dichiarazioni di    notevole  interesse  pubblico).  -  1.  Il  Ministero  e  le  regioni    provvedono  ad  integrare  le  dichiarazioni  di  notevole  interesse    pubblico  rispettivamente adottate con la specifica disciplina di cui    all'articolo 140, comma 2.      2.  Qualora  le  regioni  non  provvedano alle integrazioni di loro    competenza  entro  il  31 dicembre 2009, il Ministero provvede in via    sostitutiva.   La   procedura   di   sostituzione  e'  avviata  dalla    soprintendenza  ed il provvedimento finale e' adottato dal Ministero,    sentito il competente Comitato tecnico-scientifico.      3.  I  provvedimenti  integrativi adottati ai sensi dei commi 1 e 2    producono  gli  effetti  previsti  dal  secondo  periodo  del comma 2    dell'articolo   140  e  sono  sottoposti  al  regime  di  pubblicita'    stabilito dai commi 3 e 4 del medesimo articolo.»;        o) all'articolo 142:          1) al comma 1, lettera m), le parole: «individuate alla data di    entrata in vigore del presente codice» sono soppresse;          2) al comma 2, primo periodo, le parole: «Non sono comprese tra    i beni elencati nel comma 1, le aree» sono sostituite dalle seguenti:    «La  disposizione  di cui al comma 1, lettere a), b), c), d), e), g),    h), l), m), non si applica alle aree»;          3)  al  comma 2, lettera a), le parole: «come zone A e B;» sono    sostituite  dalle  seguenti:  «,  ai sensi del decreto ministeriale 2    aprile 1968, n. 1444, come zone territoriali omogenee A e B;          4)  al comma 2, lettera b), le parole: «come zone diverse dalle    zone  A  e  B,  ed  erano ricomprese» sono sostituite dalle seguenti:    «come   zone   territoriali  omogenee  diverse  dalle  zone  A  e  B,    limitatamente alle parti di esse ricomprese»;          5)  al  comma 3, primo periodo, le parole: «La disposizione del    comma 1  non  si  applica ai beni ivi indicati alla lettera c) che la    regione,  in  tutto  o  in  parte,  abbia  ritenuto, entro la data di    entrata in vigore della presente disposizione,» sono sostituite dalle    seguenti:  «La  disposizione del comma 1 non si applica, altresi', ai    beni  ivi  indicati  alla lettera c) che la regione abbia ritenuto in    tutto o in parte»;          6)  al  comma  3,  terzo  periodo,  le  parole:  «comma 3» sono    sostituite dalle seguenti: «comma 4»;        p) l'articolo 143 e' sostituito dal seguente:      «Articolo  143 (Piano paesaggistico). - 1. L'elaborazione del piano    paesaggistico comprende almeno:        a) ricognizione   del   territorio   oggetto  di  pianificazione,    mediante l'analisi delle sue caratteristiche paesaggistiche, impresse    dalla  natura,  dalla  storia  e  dalle loro interrelazioni, ai sensi    degli articoli 131 e 135;        b) ricognizione   degli  immobili  e  delle  aree  dichiarati  di    notevole   interesse   pubblico   ai  sensi  dell'articolo 136,  loro    delimitazione    e    rappresentazione    in    scala   idonea   alla    identificazione, nonche' determinazione delle specifiche prescrizioni    d'uso,  a termini dell'articolo 138, comma 1, fatto salvo il disposto    di cui agli articoli 140, comma 2, e 141-bis;        c) ricognizione  delle  aree di cui al comma 1 dell'articolo 142,    loro   delimitazione   e   rappresentazione   in  scala  idonea  alla    identificazione,  nonche' determinazione di prescrizioni d'uso intese    ad assicurare la conservazione dei caratteri distintivi di dette aree    e, compatibilmente con essi, la valorizzazione;        d) eventuale  individuazione  di  ulteriori  immobili od aree, di    notevole  interesse  pubblico  a  termini dell'articolo 134, comma 1,    lettera  c),  loro  delimitazione  e rappresentazione in scala idonea    alla   identificazione,   nonche'   determinazione  delle  specifiche    prescrizioni d'uso, a termini dell'articolo 138, comma 1;        e) individuazione  di  eventuali,  ulteriori contesti, diversi da    quelli  indicati  all'articolo 134, da sottoporre a specifiche misure    di salvaguardia e di utilizzazione;        f) analisi  delle  dinamiche  di trasformazione del territorio ai    fini  dell'individuazione  dei fattori di rischio e degli elementi di    vulnerabilita' del paesaggio, nonche' comparazione con gli altri atti    di programmazione, di pianificazione e di difesa del suolo;        g) individuazione degli interventi di recupero e riqualificazione    delle  aree  significativamente compromesse o degradate e degli altri    interventi  di  valorizzazione  compatibili  con  le  esigenze  della    tutela;        h) individuazione   delle   misure  necessarie  per  il  corretto    inserimento,   nel   contesto   paesaggistico,  degli  interventi  di    trasformazione  del  territorio,  al  fine di realizzare uno sviluppo    sostenibile delle aree interessate;        i) individuazione  dei diversi ambiti e dei relativi obiettivi di    qualita', a termini dell'articolo 135, comma 3.      2.  Le  regioni, il Ministero ed il Ministero dell'ambiente e della    tutela  del  territorio  e  del  mare possono stipulare intese per la    definizione  delle  modalita'  di  elaborazione  congiunta  dei piani    paesaggistici,  salvo  quanto  previsto  dall'articolo  135, comma 1,    terzo  periodo.  Nell'intesa  e'  stabilito il termine entro il quale    deve  essere completata l'elaborazione del piano. Il piano e' oggetto    di   apposito   accordo   fra  pubbliche  amministrazioni,  ai  sensi    dell'articolo  15  della  legge  7 agosto  1990,  n.  241.  L'accordo    stabilisce  altresi'  i  presupposti,  le modalita' ed i tempi per la    revisione   del  piano,  con  particolare  riferimento  all'eventuale    sopravvenienza di dichiarazioni emanate ai sensi degli articoli 140 e    141  o  di  integrazioni  disposte ai sensi dell'articolo 141-bis. Il    piano  e'  approvato  con  provvedimento  regionale  entro il termine    fissato  nell'accordo.  Decorso  inutilmente  tale termine, il piano,    limitatamente  ai  beni paesaggistici di cui alle lettere b), c) e d)    del  comma 1,  e'  approvato  in  via  sostitutiva  con  decreto  del    Ministro,  sentito  il  Ministro  dell'ambiente  e  della  tutela del    territorio e del mare.      3.   Approvato   il   piano   paesaggistico,  il  parere  reso  dal    soprintendente  nel  procedimento autorizzatorio di cui agli articoli    146  e  147  e'  vincolante in relazione agli interventi da eseguirsi    nell'ambito  dei  beni  paesaggistici di cui alle lettere b), c) e d)    del  comma 1,  salvo  quanto  disposto  al  comma  4,  nonche' quanto    previsto dall'articolo 146, comma 5.      4. Il piano puo' prevedere:        a) la   individuazione   di  aree  soggette  a  tutela  ai  sensi    dell'articolo  142  e  non  interessate  da  specifici procedimenti o    provvedimenti  ai sensi degli articoli 136, 138, 139, 140, 141 e 157,    nelle  quali  la  realizzazione  di  interventi  puo' avvenire previo    accertamento,  nell'ambito  del procedimento ordinato al rilascio del    titolo  edilizio,  della  conformita'  degli interventi medesimi alle    previsioni  del  piano  paesaggistico  e  dello strumento urbanistico    comunale;        b) la   individuazione   delle   aree  gravemente  compromesse  o    degradate    nelle    quali   la   realizzazione   degli   interventi    effettivamente   volti  al  recupero  ed  alla  riqualificazione  non    richiede il rilascio dell'autorizzazione di cui all'articolo 146.      5.  L'entrata  in  vigore  delle  disposizioni di cui al comma 4 e'    subordinata  all'approvazione degli strumenti urbanistici adeguati al    piano paesaggistico, ai sensi dell'articolo 145, commi 3 e 4.      6.  Il  piano  puo'  anche  subordinare  l'entrata  in vigore delle    disposizioni  che  consentono  la  realizzazione  di interventi senza    autorizzazione   paesaggistica,  ai  sensi  del  comma  4,  all'esito    positivo  di  un  periodo  di  monitoraggio che verifichi l'effettiva    conformita'   alle   previsioni   vigenti  delle  trasformazioni  del    territorio realizzate.      7.  Il  piano  prevede  comunque  che nelle aree di cui al comma 4,    lettera  a),  siano  effettuati controlli a campione sugli interventi    realizzati  e  che  l'accertamento  di significative violazioni delle    previsioni   vigenti   determini   la   reintroduzione   dell'obbligo    dell'autorizzazione  di cui agli articoli 146 e 147, relativamente ai    comuni nei quali si sono rilevate le violazioni.      8.  Il  piano  paesaggistico  puo'  individuare  anche  linee-guida    prioritarie     per     progetti    di    conservazione,    recupero,    riqualificazione,   valorizzazione  e  gestione  di  aree  regionali,    indicandone   gli   strumenti   di  attuazione,  comprese  le  misure    incentivanti.      9.  A  far  data  dall'adozione  del  piano  paesaggistico non sono    consentiti,  sugli  immobili  e  nelle  aree di cui all'articolo 134,    interventi  in  contrasto  con le prescrizioni di tutela previste nel    piano  stesso.  A  far  data dalla approvazione del piano le relative    previsioni  e  prescrizioni  sono immediatamente cogenti e prevalenti    sulle previsioni dei piani territoriali ed urbanistici.»;        q) all'articolo 144:          1)   al  comma  1,  primo  periodo,  le  parole:  «associazioni    costituite  per  la  tutela  degli  interessi diffusi, individuate ai    sensi  dell'articolo  13  della  legge  8  luglio  1986, n. 349» sono    sostituite  dalle  seguenti:  «associazioni  portatrici  di interessi    diffusi,  individuate  ai sensi delle vigenti disposizioni in materia    di ambiente e danno ambientale,»;          2)  al  comma 1, il secondo periodo e' sostituito dal seguente:    «A tale fine le regioni disciplinano mediante apposite norme di legge    i  procedimenti di pianificazione paesaggistica, anche in riferimento    ad ulteriori forme di partecipazione, informazione e comunicazione.»;          3)  al  comma  2, le parole: «al comma 1» sono sostituite dalle    seguenti: «all'articolo 143, comma 9».        r) all'articolo 145:          1) al comma 1, in principio, le parole: «Il Ministero individua    ai  sensi  dell'articolo 52 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.    112  le» sono sostituite dalle seguenti: «La individuazione, da parte    del Ministero, delle»;          2)  al  comma 1,  in fine, dopo la parola «pianificazione» sono    aggiunte le seguenti: «, costituisce compito di rilievo nazionale, ai    sensi  delle  vigenti  disposizioni  in materia di principi e criteri    direttivi  per  il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed    enti locali»;          3)  al  comma  2,  la  parola:  «prevedono» e' sostituita dalle    seguenti: «possono prevedere»;          4)  al  comma  3,  dopo  le  parole:  «Le  previsioni dei piani    paesaggistici  di  cui  agli  articoli  143  e  156» sono aggiunte le    seguenti:  «non  sono  derogabili  da  parte  di  piani,  programmi e    progetti nazionali o regionali di sviluppo economico,»;          5) il comma 4 e' sostituito dal seguente:      «4.  I  comuni,  le  citta'  metropolitane,  le province e gli enti    gestori  delle  aree  naturali  protette  conformano  o  adeguano gli    strumenti   di   pianificazione   urbanistica   e  territoriale  alle    previsioni  dei  piani  paesaggistici,  secondo le procedure previste    dalla legge regionale, entro i termini stabiliti dai piani medesimi e    comunque  non  oltre  due anni dalla loro approvazione. I limiti alla    proprieta'   derivanti   da  tali  previsioni  non  sono  oggetto  di    indennizzo.»;        s) l'articolo 146 e' sostituito dal seguente:      «Art.  146  (Autorizzazione).  -  1.  I  proprietari,  possessori o    detentori  a  qualsiasi  titolo  di  immobili  ed  aree  di interesse    paesaggistico,  tutelati  dalla legge, a termini dell'articolo 142, o    in  base  alla  legge,  a  termini  degli articoli 136, 143, comma 1,    lettera   d),   e  157,  non  possono  distruggerli,  ne'  introdurvi    modificazioni che rechino pregiudizio ai valori paesaggistici oggetto    di protezione.      2.  I soggetti di cui al comma 1 hanno l'obbligo di presentare alle    amministrazioni competenti il progetto degli interventi che intendano    intraprendere,   corredato   della   prescritta   documentazione,  ed    astenersi dall'avviare i lavori fino a quando non ne abbiano ottenuta    l'autorizzazione.      3.  La  documentazione  a  corredo del progetto e' preordinata alla    verifica della compatibilita' fra interesse paesaggistico tutelato ed    intervento progettato. Essa e' individuata, su proposta del Ministro,    con  decreto  del Presidente del Consiglio dei Ministri, d'intesa con    la Conferenza Stato-regioni, e puo' essere aggiornata o integrata con    il medesimo procedimento.      4.  L'autorizzazione  paesaggistica  costituisce  atto  autonomo  e    presupposto  rispetto  al  permesso  di costruire o agli altri titoli    legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio. Fuori dai casi di cui    all'articolo  167,  commi  4  e  5,  l'autorizzazione non puo' essere    rilasciata  in  sanatoria  successivamente  alla realizzazione, anche    parziale, degli interventi. L'autorizzazione e' valida per un periodo    di  cinque  anni, scaduto il quale l'esecuzione dei progettati lavori    deve essere sottoposta a nuova autorizzazione.      5.  Sull'istanza  di  autorizzazione  paesaggistica si pronuncia la    regione, dopo avere acquisito il parere vincolante del soprintendente    in  relazione  agli  interventi  da  eseguirsi  su  immobili  ed aree    sottoposti  a  tutela  dalla legge o in base alla legge, ai sensi del    comma 1,  salvo  quanto  disposto  all'articolo  143, commi 4 e 5. Il    parere   del   Soprintendente,   all'esito   dell'approvazione  delle    prescrizioni  d'uso  dei  beni paesaggistici tutelati, predisposte ai    sensi degli articoli 140, comma 2, 141, comma 1, 141-bis e 143, comma    3,  lettere b), c) e d), nonche' della positiva verifica da parte del    Ministero   su  richiesta  della  regione  interessata  dell'avvenuto    adeguamento  degli  strumenti urbanistici, assume natura obbligatoria    non vincolante.      6.  La  regione  esercita  la funzione autorizzatoria in materia di    paesaggio  avvalendosi di propri uffici dotati di adeguate competenze    tecnico-scientifiche  e  idonee  risorse  strumentali.  Puo' tuttavia    delegarne  l'esercizio,  per  i  rispettivi  territori, a province, a    forme  associative  e  di  cooperazione fra enti locali come definite    dalle vigenti disposizioni sull'ordinamento degli enti locali, ovvero    a  comuni,  purche'  gli  enti destinatari della delega dispongano di    strutture  in  grado  di assicurare un adeguato livello di competenze    tecnico-scientifiche  nonche'  di  garantire  la differenziazione tra    attivita'   di   tutela   paesaggistica   ed  esercizio  di  funzioni    amministrative in materia urbanistico-edilizia.      7.  L'amministrazione  competente  al  rilascio dell'autorizzazione    paesaggistica,   ricevuta  l'istanza  dell'interessato,  verifica  se    ricorrono  i  presupposti per l'applicazione dell'articolo 149, comma    1,  alla  stregua  dei  criteri  fissati ai sensi degli articoli 140,    comma  2,  141,  comma 1, 141-bis e 143, comma 3 lettere b), c) e d).    Qualora  detti  presupposti non ricorrano, l'amministrazione verifica    se  l'istanza  stessa  sia  corredata  della documentazione di cui al    comma  3,  provvedendo,  ove  necessario,  a  richiedere le opportune    integrazioni  e  a svolgere gli accertamenti del caso. Entro quaranta    giorni  dalla  ricezione dell'istanza, l'amministrazione effettua gli    accertamenti  circa  la  conformita'  dell'intervento proposto con le    prescrizioni   contenute   nei   provvedimenti  di  dichiarazione  di    interesse   pubblico   e  nei  piani  paesaggistici  e  trasmette  al    soprintendente   la   documentazione   presentata   dall'interessato,    accompagnandola  con una relazione tecnica illustrativa nonche' dando    comunicazione  all'interessato  dell'inizio del procedimento ai sensi    delle  vigenti  disposizione  di  legge  in  materia  di procedimento    amministrativo.      8.   Il   soprintendente  rende  il  parere  di  cui  al  comma  5,    limitatamente   alla   compatibilita'  paesaggistica  del  progettato    intervento  nel  suo  complesso ed alla conformita' dello stesso alle    disposizioni  contenute nel piano paesaggistico ovvero alla specifica    disciplina  di  cui  all'articolo  140,  comma 2, entro il termine di    quarantacinque  giorni dalla ricezione degli atti. Entro venti giorni    dalla    ricezione    del    parere,    l'amministrazione    rilascia    l'autorizzazione ad esso conforme oppure comunica agli interessati il    preavviso  di  provvedimento  negativo  ai sensi dell'articolo 10-bis    della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.      9. Decorso inutilmente il termine di cui al primo periodo del comma    8  senza  che  il  soprintendente  abbia  reso  il prescritto parere,    l'amministrazione  competente  puo' indire una conferenza di servizi,    alla  quale  il  soprintendente  partecipa  o  fa pervenire il parere    scritto.  La  conferenza  si pronuncia entro il termine perentorio di    quindici   giorni.  In  ogni  caso,  decorsi  sessanta  giorni  dalla    ricezione  degli  atti da parte del soprintendente, l'amministrazione    competente  provvede sulla domanda di autorizzazione. Con regolamento    da emanarsi ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto    1988,  n.  400,  entro  il 31 dicembre 2008, su proposta del Ministro    d'intesa   con   la   Conferenza  unificata,  salvo  quanto  previsto    dall'articolo 3  del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono    stabilite  procedure semplificate per il rilascio dell'autorizzazione    in  relazione  ad  interventi  di  lieve entita' in base a criteri di    snellimento  e  concentrazione  dei procedimenti, ferme, comunque, le    esclusioni di cui agli articoli 19, comma 1 e 20, comma 4 della legge    7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni.      10.  Decorso inutilmente il termine indicato all'ultimo periodo del    comma 8 senza che l'amministrazione si sia pronunciata, l'interessato    puo' richiedere l'autorizzazione in via sostitutiva alla regione, che    vi  provvede,  anche  mediante un commissario ad acta, entro sessanta    giorni  dal ricevimento della richiesta. Qualora la regione non abbia    delegato gli enti indicati al comma 6 al rilascio dell'autorizzazione    paesaggistica,  e  sia  essa  stessa  inadempiente,  la richiesta del    rilascio in via sostitutiva e' presentata al soprintendente.      11.  L'autorizzazione paesaggistica diventa efficace decorsi trenta    giorni  dal  suo  rilascio  ed  e'  trasmessa,  senza  indugio,  alla    soprintendenza  che  ha  reso  il  parere nel corso del procedimento,    nonche',  unitamente  allo  stesso  parere,  alla regione ovvero agli    altri  enti  pubblici  territoriali  interessati  e,  ove  esistente,    all'ente  parco  nel  cui  territorio  si  trova  l'immobile o l'area    sottoposti al vincolo.      12.  L'autorizzazione  paesaggistica e' impugnabile, con ricorso al    tribunale  amministrativo  regionale  o  con ricorso straordinario al    Presidente   della   Repubblica,  dalle  associazioni  portatrici  di    interessi  diffusi individuate ai sensi delle vigenti disposizioni di    legge in materia di ambiente e danno ambientale, e da qualsiasi altro    soggetto  pubblico o privato che ne abbia interesse. Le sentenze e le    ordinanze  del  Tribunale  amministrativo  regionale  possono  essere    appellate  dai  medesimi  soggetti,  anche  se  non  abbiano proposto    ricorso di primo grado.      13.    Presso   ogni   amministrazione   competente   al   rilascio    dell'autorizzazione   paesaggistica  e'  istituito  un  elenco  delle    autorizzazioni  rilasciate,  aggiornato  almeno  ogni trenta giorni e    liberamente  consultabile,  anche  per  via  telematica,  in  cui  e'    indicata  la  data  di  rilascio  di  ciascuna autorizzazione, con la    annotazione  sintetica  del  relativo  oggetto.  Copia dell'elenco e'    trasmessa trimestralmente alla regione e alla soprintendenza, ai fini    dell'esercizio delle funzioni di vigilanza.      14.  Le  disposizioni  dei  commi da 1 a 13 si applicano anche alle    istanze  concernenti  le attivita' di coltivazione di cave e torbiere    incidenti  sui  beni di cui all'articolo 134, ferme restando anche le    competenze  del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio    e  del mare di cui all'articolo 2, comma 1, lettera d), della legge 8    luglio 1986, n. 349.      15.  Le  disposizioni  dei  commi  6,  7,  8, 9, 10, 11 e 13 non si    applicano  alle  autorizzazioni per le attivita' minerarie di ricerca    ed  estrazione.  Per  tali  attivita'  restano  ferme le potesta' del    Ministero  dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ai    sensi  della  normativa in materia, che sono esercitate tenendo conto    delle   valutazioni   espresse,   per   quanto   attiene  ai  profili    paesaggistici,  dal  soprintendente  competente. Il soprintendente si    pronuncia  entro  trenta  giorni  dalla  ricezione  della  richiesta,    corredata  della  necessaria  documentazione  tecnica,  da  parte del    Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.      16. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi    o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.»;        t) all'articolo 147:          1) al comma 1, le parole: «conferenza di servizi ai sensi degli    articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive    modifiche   e   integrazioni.»   sono   sostituite   dalle  seguenti:    «conferenza di servizi indetta ai sensi delle vigenti disposizioni di    legge in materia di procedimento amministrativo.»;          2) al comma 2, le parole: «dell'articolo 6 della legge 8 luglio    1986,   n.  349»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «delle  vigenti    disposizioni  di  legge in materia di ambiente e danno ambientale» e,    in  fine, e' aggiunto il seguente periodo: «I progetti sono corredati    della documentazione prevista dal comma 3 dell'articolo 146.»;        u) all'articolo 148:          1)  al  comma  1,  le  parole:  «Entro  il  31 dicembre 2006 le    regioni»  sono sostituite dalle seguenti: «Le regioni» e, in fine, le    parole: «comma 3» sono sostituite dalle seguenti: «comma 6»;          2)   al   comma   2,   le  parole:  «,  competenti  per  ambiti    sovracomunali,  in  modo  da  realizzare  il necessario coordinamento    paesaggistico,» sono soppresse;          3)  al  comma  3,  le parole: «parere obbligatorio in merito al    rilascio   delle   autorizzazioni  previste»  sono  sostituite  dalle    seguenti:  «pareri nel corso dei procedimenti autorizzatori previsti»    e  dopo  le  parole: «dagli articoli 146,» sono aggiunte le seguenti:    «comma 7,»;          4) il comma 4 e' soppresso;        v) all'articolo   149,   comma  1,  le  parole:  «comma  5»  sono    sostituite dalle seguenti: «comma 4»;        z) all'articolo 150:          1)  al  comma 1,  la  parola:  «ha» e' sostituita dalla parola:    «hanno»;          2)  al  comma 2,  le  parole: «Il provvedimento di inibizione o    sospensione  dei  lavori  incidenti  su  immobili  od aree non ancora    dichiarati  di  notevole  interesse  pubblico»  sono sostituite dalle    seguenti:  «L'inibizione  o  sospensione dei lavori disposta ai sensi    del  comma 1» e dopo la parola: «proposta» sono aggiunte le seguenti:    «di dichiarazione di notevole interesse pubblico»;          3) il comma 3 e' abrogato;        aa) all'articolo 151, comma 1, il primo periodo e' sostituito dal    seguente:  «Qualora  sia  stata  ordinata, senza la intimazione della    preventiva  diffida  prevista dall'articolo 150, comma 1, lettera a),    la  sospensione di lavori su immobili ed aree di cui non sia stato in    precedenza  dichiarato il notevole interesse pubblico, ai sensi degli    articoli  136,  143,  comma  1, lettera d), e 157, l'interessato puo'    ottenere  il  rimborso  delle  spese  sostenute sino al momento della    notificata sospensione.»;        bb) all'articolo 152:          1)  al  comma 1, primo periodo, le parole: «la regione, tenendo    in   debito  conto  la  funzione»  sono  sostituite  dalle  seguenti:    «l'amministrazione  competente,  su  parere  vincolante, salvo quanto    previsto  dall'articolo  146,  comma  5,  del  soprintendente,  o  il    Ministero,   tenuto   conto  della  funzione»;  la  parola:  «ha»  e'    sostituita   dalla   seguente:   «hanno»;   le  parole:  «ad  evitare    pregiudizio  ai ben protetti da questo Titolo.» sono sostituite dalle    seguenti:   «comunque  ad  assicurare  la  conservazione  dei  valori    espressi  dai  beni protetti ai sensi delle disposizioni del presente    Titolo.  Decorsi  inutilmente  i  termini previsti dall'articolo 146,    comma   8,   senza   che   sia   stato  reso  il  prescritto  parere,    l'amministrazione  competente  procede  ai  sensi  del  comma  9  del    medesimo articolo 146.»;          2) al comma 1, l'ultimo periodo e' soppresso;          3) il comma 2 e' soppresso;        cc) all'articolo 153:          1)  al  comma  1,  le parole: «e' vietato collocare cartelli e»    sono  sostituite  dalle  seguenti:  «e'  vietata  la posa in opera di    cartelli   o»,   e  le  parole:  «individuata  dalla  regione.»  sono    sostituite  dalle  seguenti:  «,  che  provvede su parere vincolante,    salvo quanto previsto dall'articolo 146, comma 5, del soprintendente.    Decorsi  inutilmente  i  termini previsti dall'articolo 146, comma 8,    senza  che  sia  stato  reso  il prescritto parere, l'amministrazione    competente procede ai sensi del comma 9 del medesimo articolo 146.»;          2)  al comma 2, le parole: «e' vietato collocare cartelli» sono    sostituite dalle seguenti: «e' vietata la posa in opera di cartelli»;    le   parole:  «ai  sensi  dell'articolo  23,  comma  4,  del  decreto    legislativo  30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni» sono    sostituite  dalle  seguenti:  «ai sensi della normativa in materia di    circolazione stradale e di pubblicita' sulle strade e sui veicoli», e    le   parole:  «della  amministrazione  competente  individuata  dalla    regione» sono sostituite dalle seguenti: «del soprintendente»;        dd) l'articolo 154 e' sostituito dal seguente:      «Art.  154  (Colore delle facciate dei fabbricati). - 1. Qualora la    tinteggiatura   delle   facciate   dei  fabbricati  siti  nelle  aree    contemplate dalle lettere c) e d) dell'articolo 136, comma 1, o dalla    lettera  m)  dell'articolo  142,  comma 1, sia sottoposta all'obbligo    della  preventiva  autorizzazione,  in  base  alle disposizioni degli    articoli 146    e   149,   comma 1,   lettera a),   l'amministrazione    competente, su parere vincolante, salvo quanto previsto dall'articolo    146,  comma  5,  del soprintendente, o il Ministero, possono ordinare    che  alle  facciate  medesime sia dato un colore che armonizzi con la    bellezza d'insieme.      2.  Qualora i proprietari, possessori o detentori degli immobili di    cui  al  comma  1  non  ottemperino,  entro i termini stabiliti, alle    prescrizioni  loro  impartite,  l'amministrazione  competente,  o  il    soprintendente, provvede all'esecuzione d'ufficio.      3.  Nei  confronti  degli immobili di cui all'articolo 10, comma 3,    lettere   a)  e  d),  dichiarati  di  interesse  culturale  ai  sensi    dell'articolo  13,  e  degli  immobili di cui al comma 1 del medesimo    articolo  10 valgono le disposizioni della Parte seconda del presente    codice.»;        ee) all'articolo  155, dopo il comma 2, sono aggiunti, in fine, i    seguenti:      «2-bis. Tutti gli atti di pianificazione urbanistica o territoriale    si  conformano  ai  principi  di  uso consapevole del territorio e di    salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche dei vari contesti.      2-ter.  Gli  atti  di pianificazione urbanistica o territoriale che    ricomprendano  beni  paesaggistici  sono  impugnabili,  ai  fini  del    presente codice, ai sensi dell'articolo 146, comma 12.»;        ff) all'articolo 156:          1)  al  comma  1,  le  parole: «1° maggio 2008» sono sostituite    dalle  seguenti:  «31  dicembre  2009» e le parole: «i piani previsti    dall'articolo  149  del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490,»    sono sostituite dalle seguenti: «piani paesaggistici»;          2)  al  comma  3,  primo  periodo,  le  parole:  «dal  comma  3    dell'articolo  143,  possono  stipulare intese» sono sostituite dalle    seguenti:  «dall'articolo  135,  possono  stipulare  intese, ai sensi    dell'articolo 143, comma 2,»;          3)  al  comma  3, il terzo e quarto periodo sono sostituiti dai    seguenti: «Il piano adeguato e' oggetto di accordo fra il Ministero e    la  regione,  ai sensi dell'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n.    241, e dalla data della sua adozione vigono le misure di salvaguardia    di  cui all'articolo 143, comma 9. Qualora all'adozione del piano non    consegua  la sua approvazione da parte della regione, entro i termini    stabiliti  dall'accordo,  il  piano  medesimo  e'  approvato  in  via    sostitutiva con decreto del Ministro.»;        gg) all'articolo 157:          1)   al  comma  1,  primo  periodo,  le  parole:  «Fatta  salva    l'applicazione dell'articolo 143, comma 6, dell'articolo 144, comma 2    e  dell'articolo 156,  comma 4,  conservano  efficacia  a  tutti  gli    effetti:»  sono  sostituite  dalle  seguenti: «Conservano efficacia a    tutti gli effetti:»;          2)  al  comma  1,  lettera  a),  le parole: «le notifiche» sono    sostituite dalle seguenti: «le dichiarazioni» e la parola: «eseguite»    e' sostituita dalla seguente: «notificate»;          3)  al  comma  1,  lettera  c),  le parole: «i provvedimenti di    dichiarazione»  sono  sostituite dalle seguenti: «le dichiarazioni» e    la parola: «emessi» e' sostituita dalla seguente: «notificate»;          4) al comma 1, dopo la lettera d), e' inserita la seguente:      «d-bis) gli elenchi compilati ovvero integrati ai sensi del decreto    legislativo 29 ottobre 1999, n. 490;»;          5)  al  comma  1,  lettera  e),  le parole: «i provvedimenti di    dichiarazione»  sono  sostituite dalle seguenti: «le dichiarazioni» e    la parola «emessi» e' sostituita dalla seguente: «notificate»;        hh) l'articolo 159 e' sostituito dal seguente:      «Art.   159   (Regime  transitorio  in  materia  di  autorizzazione    paesaggistica).  -  1.  La  disciplina  dettata al Capo IV si applica    anche  ai  procedimenti di rilascio dell'autorizzazione paesaggistica    che  alla  data del 31 dicembre 2008 non si siano ancora conclusi con    l'emanazione della relativa autorizzazione o approvazione. Entro tale    data  le regioni provvedono a verificare la sussistenza, nei soggetti    delegati  all'esercizio  della  funzione autorizzatoria in materia di    paesaggio,   dei   requisiti   di   organizzazione  e  di  competenza    tecnico-scientifica  stabiliti dall'articolo 146, comma 6, apportando    le  eventuali  necessarie  modificazioni  all'assetto  della funzione    delegata.  Il  mancato adempimento, da parte delle regioni, di quanto    prescritto  al  precedente  periodo,  determina  la  decadenza  delle    deleghe in essere alla data del 31 dicembre 2008. Resta salvo, in via    transitoria,  il  potere  del  soprintendente  di annullare, entro il    termine  di  sessanta  giorni  dalla  ricezione dei relativi atti, le    autorizzazioni  paesaggistiche  rilasciate  prima  della  entrata  in    vigore delle presenti disposizioni.      2.  I  procedimenti di conformazione ed adeguamento degli strumenti    urbanistici   alle   previsioni  della  pianificazione  paesaggistica    redatta   a   termini   dell'articolo 143   o   adeguata   a  termini    dell'articolo 156,  che  alla  data  del  1° giugno 2008 non si siano    ancora conclusi, sono regolati ai sensi dell'articolo 145, commi 3, 4    e 5.      3.  Per  i  beni  che alla data del 1° giugno 2008 siano oggetto di    provvedimenti   adottati   ai   sensi  dell'articolo 1-quinquies  del    decreto-legge  27 giugno 1985, n. 312, convertito, con modificazioni,    dalla  legge  8 agosto  1985,  n.  431,  e  pubblicati nella Gazzetta    Ufficiale  in  data  anteriore  al 6 settembre 1985, l'autorizzazione    puo'   essere   concessa   solo  dopo  l'adozione  dei  provvedimenti    integrativi di cui all'articolo 141-bis.». 
 Art. 3.                             Modifiche alla Parte quarta          1.  Alla  Parte  quarta del decreto legislativo n. 42 del 2004 sono    apportate le seguenti modifiche:        a) all'articolo   167,  comma  3,  secondo  periodo,  le  parole:    «procede alla demolizione avvalendosi delle modalita' operative» sono    sostituite  dalle  seguenti:  «procede  alla  demolizione avvalendosi    dell'apposito  servizio tecnico-operativo del Ministero, ovvero delle    modalita»  e  le  parole:  «Ministero  per  i  beni  e  le  attivita'    culturali» sono sostituite dalla seguente: «Ministero»;        b) all'articolo  181, comma 1, le parole: «dall'articolo 20 della    legge  28  febbraio  1985,  n.  47»  sono  sostituite dalle seguenti:    «dall'articolo  44,  lettera  c),  del  decreto  del Presidente della    Repubblica 6 giugno 2001, n. 380». 
Art. 4.                             Modifiche alla Parte quinta          1.  Al  primo periodo del comma 3-bis dell'articolo 182 della Parte    quinta  del  decreto legislativo n. 42 del 2004 le parole: «comma 12»    sono sostituite dalle seguenti: «comma 4, secondo periodo». 
 Art. 5.                                     Abrogazioni          1.  All'articolo  82  del  decreto  Presidente  della Repubblica 24    luglio 1977, n. 616, i commi 1 e 2 sono soppressi.      Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito    nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica    italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo    osservare.        Dato a Roma, addi' 26 marzo 2008                                     NAPOLITANO                                      Prodi,  Presidente  del  Consiglio  dei                                  Ministri                                  Rutelli,  Ministro  per  i  beni  e  le                                  attivita' culturali                                  Lanzillotta,  Ministro  per  gli affari                                  regionali e le autonomie locali    Visto, il Guardasigilli: Scotti 
                 Nota all'art. 5:                  - Il  decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio              1977,  n.  616,  recante  «Attuazione  della  delega di cui              all'art.   1  della  legge  22  luglio  1975,  n.  382»  e'              pubblicato   nel   supplemento   ordinario   alla  Gazzetta              Ufficiale n. 234 del 29 agosto 1977.                Nota all'art. 4:                  - Si  riporta il testo dell'art. 182 del citato decreto              legislativo  n.  42  del 2004, come modificato dal presente              decreto:                  «Art.  182  (Disposizioni  transitorie).  -  1.  In via              transitoria,  agli  effetti  indicati  all'art.  29,  comma              9-bis,  acquisisce  la  qualifica  di  restauratore di beni              culturali:                    a) colui che consegua un diploma presso una scuola di              restauro  statale di cui all'art. 9 del decreto legislativo              20  ottobre  1998,  n.  368,  purche'  risulti  iscritto ai              relativi corsi prima della data del 31 gennaio 2006;                    b)  colui  che,  alla  data  di entrata in vigore del              decreto   ministeriale  24  ottobre  2001,  n.  420,  abbia              conseguito un diploma presso una scuola di restauro statale              o  regionale  di  durata  non  inferiore a due anni e abbia              svolto,  per  un  periodo di tempo almeno doppio rispetto a              quello  scolare  mancante  per raggiungere un quadriennio e              comunque  non  inferiore  a due anni, attivita' di restauro              dei  beni  suddetti,  direttamente  e  in  proprio,  ovvero              direttamente  e  in  rapporto  di  lavoro  dipendente  o di              collaborazione     coordinata     e     continuativa    con              responsabilita'     diretta    nella    gestione    tecnica              dell'intervento,   con   regolare   esecuzione  certificata              dall'autorita'  preposta  alla  tutela  dei  beni  o  dagli              istituti  di  cui  all'art.  9  del  decreto legislativo 20              ottobre 1998, n. 368;                    c)  colui  che,  alla  data  di entrata in vigore del              decreto ministeriale 24 ottobre 2001, n. 420, abbia svolto,              per  un  periodo di almeno otto anni, attivita' di restauro              dei  beni  suddetti,  direttamente  e  in  proprio,  ovvero              direttamente  e  in  rapporto  di  lavoro  dipendente  o di              collaborazione     coordinata     e     continuativa    con              responsabilita'     diretta    nella    gestione    tecnica              dell'intervento,   con   regolare   esecuzione  certificata              dall'autorita'  preposta  alla  tutela  dei  beni  o  dagli              istituti  di  cui  all'art.  9  del  decreto legislativo 20              ottobre 1998, n. 368.                  1-bis.   Puo'   altresi'   acquisire  la  qualifica  di              restauratore   di   beni  culturali,  ai  medesimi  effetti              indicati  all'art.  29,  comma 9-bis, previo superamento di              una  prova  di  idoneita',  secondo modalita' stabilite con              decreto  del  Ministro  da  emanarsi  di  concerto  con  il              Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca,              entro il 30 ottobre 2008:                    a)  colui  che,  alla  data  di entrata in vigore del              decreto ministeriale 24 ottobre 2001, n. 420, abbia svolto,              per  un  periodo  almeno  pari a quattro anni, attivita' di              restauro  dei  beni  suddetti,  direttamente  e in proprio,              ovvero direttamente e in rapporto di lavoro dipendente o di              collaborazione     coordinata     e     continuativa    con              responsabilita'     diretta    nella    gestione    tecnica              dell'intervento,   con   regolare   esecuzione  certificata              dall'autorita'  preposta  alla  tutela  dei  beni  o  dagli              istituti  di  cui  all'art.  9  del  decreto legislativo 20              ottobre 1998, n. 368;                    b)  colui  che abbia conseguito o consegua un diploma              in   restauro   presso  le  accademie  di  belle  arti  con              insegnamento  almeno triennale, purche' risulti iscritto ai              relativi corsi prima della data del 31 gennaio 2006;                    c)  colui  che abbia conseguito o consegua un diploma              presso una scuola di restauro statale o regionale di durata              non  inferiore  a  due  anni,  purche'  risulti iscritto ai              relativi corsi prima della data del 31 gennaio 2006;                    d)   colui   che   consegua   un  diploma  di  laurea              specialistica  in  conservazione  e restauro del patrimonio              storico-artistico,  purche'  risulti  iscritto  ai relativi              corsi prima della data del 31 gennaio 2006;                    e)   colui   che  abbia  acquisito  la  qualifica  di              collaboratore  restauratore  di beni culturali ai sensi del              comma  1-quinquies,  lettere  a),  b) e c) ed abbia svolto,              alla  data del 30 giugno 2007, per un periodo pari almeno a              tre   anni,   attivita'  di  restauro  di  beni  culturali,              direttamente   e  in  proprio,  ovvero  direttamente  e  in              rapporto   di   lavoro   dipendente   o  di  collaborazione              coordinata e continuativa con responsabilita' diretta nella              gestione  tecnica  dell'intervento, con regolare esecuzione              certificata  dall'autorita' preposta alla tutela dei beni o              dagli istituti di cui all'art. 9 del decreto legislativo 20              ottobre 1998, n. 368.                  1-ter.  Ai  fini dell'applicazione dei commi 1, lettere              b) e c), e 1-bis, lettere a) ed e):                    a)   la   durata   dell'attivita'   di   restauro  e'              documentata  dai termini di consegna e di completamento dei              lavori,  con  possibilita'  di  cumulare  la durata di piu'              lavori eseguiti nello stesso periodo;                    b)  il  requisito della responsabilita' diretta nella              gestione    tecnica    dell'intervento    deve    risultare              esclusivamente  da  atti  di data certa emanati, ricevuti o              comunque  custoditi dall'autorita' preposta alla tutela del              bene  oggetto dei lavori o dagli istituti di cui all'art. 9              del   decreto  legislativo  20  ottobre  1998,  n.  368;  i              competenti  organi ministeriali rilasciano agli interessati              le   necessarie  attestazioni  entro  trenta  giorni  dalla              richiesta.                  1-quater.   La   qualifica   di  restauratore  di  beni              culturali  e'  attribuita, previa verifica del possesso dei              requisiti   ovvero   previo   superamento  della  prova  di              idoneita', secondo quanto disposto ai commi precedenti, con              provvedimenti del Ministero che danno luogo all'inserimento              in  un  apposito  elenco,  reso  accessibile  a  tutti  gli              interessati.  Alla tenuta dell'elenco provvede il Ministero              medesimo,  nell'ambito  delle  risorse umane, strumentali e              finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi              o  maggiori  oneri  per  la  finanza  pubblica, sentita una              rappresentanza     degli     iscritti.    L'elenco    viene              tempestivamente  aggiornato, anche mediante inserimento dei              nominativi  di  coloro  i  quali conseguono la qualifica ai              sensi dell'art. 29, commi 7, 8 e 9.                  1-quinquies.  Nelle  more dell'attuazione dell'art. 29,              comma  10,  ai medesimi effetti di cui al comma 9-bis dello              stesso  articolo,  acquisisce la qualifica di collaboratore              restauratore di beni culturali:                    a)  colui  che  abbia conseguito un diploma di laurea              universitaria  triennale in tecnologie per la conservazione              e  il  restauro  dei  beni  culturali, ovvero un diploma in              restauro presso le accademie di belle arti con insegnamento              almeno triennale;                    b)  colui  che abbia conseguito un diploma presso una              scuola  di  restauro  statale  o  regionale  di  durata non              inferiore a tre anni;                    c)  colui  che,  alla  data del 1° maggio 2004, abbia              svolto  lavori  di  restauro di beni ai sensi dell'art. 29,              comma  4,  anche  in proprio, per non meno di quattro anni.              L'attivita' svolta e' dimostrata mediante dichiarazione del              datore     di     lavoro,     ovvero     autocertificazione              dell'interessato  ai sensi del decreto del Presidente della              Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, accompagnate dal visto              di  buon  esito  degli interventi rilasciato dai competenti              organi ministeriali;                    d) il candidato che, essendo ammesso in via defmitiva              a  sostenere la prova di idoneita' di cui al comma 1-bis ed              essendo  poi risultato non idoneo ad acquisire la qualifica              di  restauratore di beni culturali, venga nella stessa sede              giudicato idoneo ad acquisire la qualifica di collaboratore              restauratore di beni culturali.                  2.  In deroga a quanto previsto dall'art. 29, comma 11,              ed in attesa della emanazione dei decreti di cui ai commi 8              e  9  del  medesimo  articolo,  con  decreto  del  Ministro              dell'istruzione,   dell'universita'   e  della  ricerca  di              concerto  con  il  Ministro,  la  Fondazione «Centro per la              conservazione  ed il restauro dei beni culturali La Venaria              Reale»  e'  autorizzata  ad  istituire  ed attivare, in via              sperimentale,  per  un  ciclo formativo, in convenzione con              l'Universita'  di  Torino  e  il  Politecnico di Torino, un              corso  di laurea magistrale a ciclo unico per la formazione              di  restauratori  dei beni culturali ai sensi del comma 6 e              seguenti   dello   stesso  art.  29.  Il  decreto  predetto              definisce  l'ordinamento  didattico  del  corso, sulla base              dello  specifico  progetto  approvato dai competenti organi              della   Fondazione  e  delle  universita',  senza  nuovi  o              maggiori oneri a carico della finanza pubblica.                  3.  Entro  sessanta  giorni  dall'entrata in vigore del              presente  codice,  le  regioni  e  gli  altri enti pubblici              territoriali   adottano   le   necessarie  disposizioni  di              adeguamento alla prescrizione di cui all'art. 103, comma 4.              In  caso  di  inadempienza,  il  Ministero  procede  in via              sostitutiva,  ai  sensi  dell'art. 117, quinto comma, della              Costituzione.                  3-bis.  In deroga al divieto di cui all'art. 146, comma              4, secondo periodo, sono conclusi dall'autorita' competente              alla  gestione  del  vincolo  paesaggistico  i procedimenti              relativi  alle  domande  di autorizzazione paesaggistica in              sanatoria  presentate  entro  il  30 aprile 2004 non ancora              definiti alla data di entrata in vigore del presente comma,              ovvero  definiti  con  determinazione  di  improcedibilita'              della  domanda per il sopravvenuto divieto, senza pronuncia              nel     merito     della    compatibilita'    paesaggistica              dell'intervento. In tale ultimo caso l'autorita' competente              e'   obbligata,  su  istanza  della  parte  interessata,  a              riaprire il procedimento ed a concluderlo con atto motivato              nei  termini  di  legge.  Si applicano le sanzioni previste              dall'art. 167, comma 5.                  3-ter.  Le  disposizioni del comma 4 si applicano anche              alle  domande  di sanatoria presentate nei termini ai sensi              dell'art.  1,  commi 37 e 39, della legge 15 dicembre 2004,              n.  308,  ferma  restando la quantificazione della sanzione              pecuniaria ivi stabilita. Il parere della soprintendenza di              cui  all'art. 1, comma 39, della legge 15 dicembre 2004, n.              308, si intende vincolante.                  3-quater.   Agli   accertamenti   della  compatibilita'              paesaggistica  effettuati,  alla  data di entrata in vigore              della  presente disposizione, ai sensi dell'art. 181, comma              1-quater,  si  applicano  le  sanzioni di cui all'art. 167,              comma 5.».                Nota all'art. 3:                  - Si  riporta  il  testo  degli  articoli 167 e 181 del              citato  decreto legislativo n. 42 del 2004, come modificato              dal presente decreto:                  «Art.  167  (Ordine  di  rimessione  in  pristino  o di              versamento  di  indennita'  pecuniaria).  -  1.  In caso di              violazione  degli  obblighi  e  degli  ordini  previsti dal              Titolo  I  della  Parte  terza,  il  trasgressore e' sempre              tenuto  alla  rimessione in pristino a proprie spese, fatto              salvo quanto previsto al comma 4.                  2.  Con l'ordine di rimessione in pristino e' assegnato              al trasgressore un termine per provvedere.                  3.    In    caso    di    inottemperanza,   1'autorita'              amministrativa  preposta alla tutela paesaggistica provvede              d'ufficio per mezzo del prefetto e rende esecutoria la nota              delle  spese.  Laddove  l'autorita' amministrativa preposta              alla   tutela  paesaggistica  non  provveda  d'ufficio,  il              direttore regionale competente, su richiesta della medesima              autorita' amministrativa ovvero, decorsi centottanta giorni              dall'accertamento   dell'illecito,   previa   diffida  alla              suddetta  autorita' competente a provvedervi nei successivi              trenta   giorni,   procede   alla  demolizione  avvalendosi              dell'apposito  servizio  tecnico-operativo  del  Ministero,              ovvero  delle  modalita'  previste dall'art. 41 del decreto              del  Presidente  della  Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, a              seguito  di  apposita convenzione che puo' essere stipulata              d'intesa tra il Ministero e il Ministero della difesa.                  4.  L'autorita'  amministrativa  competente  accerta la              compatibilita'  paesaggistica,  secondo le procedure di cui              al comma 5, nei seguenti casi:                    a)  per i lavori, realizzati in assenza o difformita'              dall'autorizzazione    paesaggistica,   che   non   abbiano              determinato  creazione  di  superfici utili o volumi ovvero              aumento di quelli legittimamente realizzati;                    b)   per   l'impiego   di  materiali  in  difformita'              dall'autorizzazione paesaggistica;                    c)   per   i   lavori  comunque  configurabili  quali              interventi  di  manutenzione  ordinaria  o straordinaria ai              sensi   dell'art.   3  del  decreto  del  Presidente  della              Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.                  5.  Il proprietario, possessore o detentore a qualsiasi              titolo   dell'immobile   o   dell'area   interessati  dagli              interventi  di  cui  al  comma  4 presenta apposita domanda              all'autorita'  preposta  alla  gestione del vincolo ai fini              dell'accertamento  della compatibilita' paesaggistica degli              interventi  medesimi.  L'autorita'  competente si pronuncia              sulla  domanda  entro  il termine perentorio di centottanta              giorni,  previo  parere  vincolante della soprintendenza da              rendersi  entro  il  termine  perentorio di novanta giorni.              Qualora venga accertata la compatibilita' paesaggistica, il              trasgressore   e'   tenuto   al   pagamento  di  una  somma              equivalente  al maggiore importo tra il danno arrecato e il              profitto  conseguito  mediante  la trasgressione. L'importo              della  sanzione pecuniaria e' determinato previa perizia di              stima.  In  caso  di  rigetto  della  domanda si applica la              sanzione  demolitoria  di  cui  al  comma  1. La domanda di              accertamento  della compatibilita' paesaggistica presentata              ai   sensi   dell'art.  181,  comma  1-quater,  si  intende              presentata  anche  ai  sensi  e  per  gli effetti di cui al              presente comma.                  6.  Le somme riscosse per effetto dell'applicazione del              comma 5, nonche' per effetto dell'art. 1, comma 37, lettera              b),  n.  1),  della  legge  15  dicembre 2004, n. 308, sono              utilizzate,  oltre che per l'esecuzione delle rimessioni in              pristino  di  cui  al  comma  1,  anche  per  finalita'  di              salvaguardia  nonche' per interventi di recupero dei valori              paesaggistici  e di riqualificazione degli immobili e delle              aree  degradati o interessati dalle rimessioni in pristino.              Per  le  medesime finalita' possono essere utilizzate anche              le  somme  derivanti  dal  recupero  delle  spese sostenute              dall'amministrazione  per  l'esecuzione della rimessione in              pristino  in  danno  dei  soggetti  obbligati, ovvero altre              somme a cio' destinate dalle amministrazioni competenti.».                  «Art.  181 (Opere eseguite in assenza di autorizzazione              o  in  difformita'  da  essa).  -  1.  Chiunque,  senza  la              prescritta  autorizzazione o in difformita' di essa, esegue              lavori  di qualsiasi genere su beni paesaggistici e' punito              con  le pene previste dall'art. 44, lettera c), del decreto              del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.                  1-bis.  La  pena  e'  della reclusione da uno a quattro              anni qualora i lavori di cui al comma 1:                    a)  ricadano  su  immobili  od  aree  che per le loro              caratteristiche  paesaggistiche  siano  stati dichiarati di              notevole  interesse  pubblico  con  apposito  provvedimento              emanato in epoca antecedente alla realizzazione dei lavori;                    b) ricadano su immobili od aree tutelati per legge ai              sensi  dell'art.  142  ed abbiano comportato un aumento dei              manufatti  superiore  al  trenta per cento della volumetria              della   costruzione   originaria   o,  in  alternativa,  un              ampliamento  della medesima superiore a settecentocinquanta              metri  cubi,  ovvero  ancora  abbiano  comportato una nuova              costruzione  con  una  volumetria  superiore ai mille metri              cubi.                  1-ter.  Ferma  restando  l'applicazione  delle sanzioni              amministrative  pecuniarie  di  cui  all'art.  167, qualora              l'autorita'    amministrativa    competente    accerti   la              compatibilita' paesaggistica secondo le procedure di cui al              comma  1-quater,  la  disposizione di cui al comma 1 non si              applica:                    a)  per i lavori, realizzati in assenza o difformita'              dall'autorizzazione    paesaggistica,   che   non   abbiano              determinato  creazione  di  superfici utili o volumi ovvero              aumento di quelli legittimamente realizzati;                    b)   per   l'impiego   di  materiali  in  difformita'              dall'autorizzazione paesaggistica;                    c)  per  i  lavori  configurabili quali interventi di              manutenzione ordinaria o straordinaria ai sensi dell'art. 3              del  decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001,              n. 380.                  1-quater.  Il  proprietario,  possessore  o detentore a              qualsiasi  titolo  dell'immobile  o  dell'area  interessati              dagli  interventi  di  cui al comma 1-ter presenta apposita              domanda all'autorita' preposta alla gestione del vincolo ai              fini  dell'accertamento  della compatibilita' paesaggistica              degli   interventi   medesimi.  L'autorita'  competente  si              pronuncia  sulla  domanda  entro  il  termine perentorio di              centottanta   giorni,   previo   parere   vincolante  della              soprintendenza  da  rendersi entro il termine perentorio di              novanta giorni.                  1-quinquies.  La  rimessione  in  pristino delle aree o              degli  immobili  soggetti a vincoli paesaggistici, da parte              del   trasgressore,  prima  che  venga  disposta  d'ufficio              dall'autorita'   amministrativa,   e   comunque  prima  che              intervenga  la  condanna, estingue il reato di cui al comma              1.                  2.  Con  la  sentenza  di  condanna  viene  ordinata la              rimessione  in  pristino dello stato dei luoghi a spese del              condannato.  Copia della sentenza e' trasmessa alla regione              ed  al  comune  nel  cui  territorio  e'  stata commessa la              violazione.».                Nota all'art. 2:                  - Si  riporta  il  testo  degli articoli 134, 136, 137,              139, 140, 142, 144, 145, 147, 147, 148, 149, 150, 151, 152,              153,  155,  156  e 157 del citato decreto legislativo n. 42              del 2004, come modificato dal presente decreto:                  «Art.   134   (Beni  paesaggistici).  -  1.  Sono  beni              paesaggistici:                    a) gli  immobili  e le aree di cui all'art. 136, come              individuati ai sensi degli articoli da 138 a 141;                    b) le aree di cui all'art. 142;                    c) gli  ulteriori  immobili  ed  aree  specificamente              individuati  a  termini dell'art. 136 e sottoposti a tutela              dai piani paesaggistici previsti dagli art. 143 e 156.».                  «Art.  136  (Immobili  ed  aree  di  notevole interesse              pubblico).  -  1. Sono soggetti alle disposizioni di questo              Titolo per il loro notevole interesse pubblico:                    a) le  cose  immobili che hanno cospicui caratteri di              bellezza   naturale,   singolarita'   geologica  o  memoria              storica, ivi compresi gli alberi monumentali;                    b) le  ville,  i  giardini  e  i parchi, non tutelati              dalle disposizioni della Parte seconda del presente codice,              che si distinguono per la loro non comune bellezza;                    c) i  complessi  di  cose  immobili che compongono un              caratteristico    aspetto    avente   valore   estetico   e              tradizionale, inclusi i centri e i nuclei storici;                    d) le bellezze panoramiche e cosi' pure quei punti di              vista o di belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si              goda lo spettacolo di quelle bellezze.».                  «Art.  137  (Commissioni  regionali).  -  1. Le regioni              istituiscono   apposite  commissioni,  con  il  compito  di              formulare   proposte   per  la  dichiarazione  di  notevole              interesse  pubblico degli immobili indicati alle lettere a)              e b)  e  delle aree indicate alle lettere c) e d) dell'art.              136.                  2.  Di  ciascuna  commissione fanno parte di diritto il              direttore   regionale,   il   soprintendente   per  i  beni              architettonici  e per il paesaggio ed il soprintendente per              i  beni archeologici competenti per territorio, nonche' due              responsabili  preposti  agli uffici regionali competenti in              materia  di  paesaggio.  I  restanti  membri, in numero non              superiore  a  quattro,  sono  nominati  dalla  regione  tra              soggetti   con   qualificata,   pluriennale  e  documentata              professionalita'  ed esperienza nella tutela del paesaggio,              di   norma   scelti   nell'ambito   di   terne   designate,              rispettivamente,   dalle   universita'  aventi  sede  nella              regione,  dalle  fondazioni aventi per statuto finalita' di              promozione  e  tutela  del  patrimonio  culturale  e  dalle              associazioni portatrici di interessi diffusi individuate ai              sensi  delle  vigenti  disposizioni  di legge in materia di              ambiente  e  danno  ambientale. La commissione e' integrata              dal  rappresentante  del  competente  comando regionale del              Corpo  forestale  dello  Stato  nei casi in cui la proposta              riguardi  filari,  alberate  ed alberi monumentali. Decorsi              infruttuosamente   sessanta   giorni   dalla  richiesta  di              designazione, la regione procede comunque alle nomine.                  3.  Fino  all'istituzione  delle  commissioni di cui ai              commi 1  e  2,  le  relative funzioni sono esercitate dalle              commissioni  istituite  ai sensi della normativa previgente              per l'esercizio di competenze analoghe.».                  «Art.  139  (Procedimento  di dichiarazione di notevole              interesse  pubblico).  - 1. La proposta di dichiarazione di              notevole  interesse pubblico di cui all'art. 138, corredata              di  planimetria  redatta  in  scala  idonea  alla  puntuale              individuazione   degli   immobili   e  delle  aree  che  ne              costituiscono  oggetto,  e'  pubblicata  per novanta giorni              all'albo  pretorio e depositata a disposizione del pubblico              presso  gli  uffici  dei comuni interessati. La proposta e'              altresi'   comunicata  alla  citta'  metropolitana  e  alla              provincia interessate.                  2.  Dell'avvenuta  proposta e relativa pubblicazione e'              data senza indugio notizia su almeno due quotidiani diffusi              nella  regione  interessata,  nonche'  su  un  quotidiano a              diffusione nazionale e sui siti informatici della regione e              degli  altri  enti  pubblici  territoriali  nel  cui ambito              ricadono  gli  immobili o le aree da assoggettare a tutela.              Dal  primo giorno di pubblicazione decorrono gli effetti di              cui   all'art.   146,   comma 1.  Alle  medesime  forme  di              pubblicita'  e' sottoposta la determinazione negativa della              commissione.                  3.  Per  gli immobili indicati alle lettere a) e b) del              comma 1  dell'art.  136,  viene altresi' data comunicazione              dell'avvio    del    procedimento   di   dichiarazione   al              proprietario, possessore o detentore del bene.                  4.  La  comunicazione  di  cui  al comma 3 contiene gli              elementi,  anche  catastali, identificativi dell'immobile e              la  proposta  formulata  dalla  commissione.  Dalla data di              ricevimento  della  comunicazione  decorrono gli effetti di              cui all'art. 146, comma 1.                  5.  Entro  i  trenta  giorni  successivi  al periodo di              pubblicazione  di  cui  al  comma 1,  i  comuni,  le citta'              metropolitane,  le  province, le associazioni portatrici di              interessi   diffusi  individuate  ai  sensi  delle  vigenti              disposizioni  di  legge  in  materia  di  ambiente  e danno              ambientale,   e  gli  altri  soggetti  interessati  possono              presentare  osservazioni  e  documenti alla regione, che ha              altresi'   facolta'   di   indire   un'inchiesta  pubblica.              I proprietari,  possessori  o  detentori  del  bene possono              presentare  osservazioni  e documenti entro i trenta giorni              successivi   alla   comunicazione  individuale  di  cui  al              comma 3.».                  «Art. 140 (Dichiarazione di notevole interesse pubblico              e  relative  misure  di conoscenza). - 1. La regione, sulla              base   della   proposta  della  commissione,  esaminati  le              osservazioni  e  i  documenti  e  tenuto  conto  dell'esito              dell'eventuale  inchiesta  pubblica,  entro sessanta giorni              dalla  scadenza  dei  termini di cui all'art. 139, comma 5,              emana  il  provvedimento  relativo  alla  dichiarazione  di              notevole  interesse  pubblico  degli  immobili e delle aree              indicati,  rispettivamente,  e  alle lettere a) e b) e alle              lettere c) e d) del comma 1 dell'art. 136.                  2.  La  dichiarazione  • di notevole interesse pubblico              detta  la  specifica  disciplina  intesa  ad  assicurare la              conservazione dei valori espressi dagli aspetti e caratteri              peculiari  del  territorio  considerato.  Essa  costituisce              parte   integrante   del   piano  paesaggistico  e  non  e'              suscettibile   di  rimozioni  o  modifiche  nel  corso  del              procedimento di redazione o revisione del piano medesimo.                  3.  La  dichiarazione  di  notevole interesse pubblico,              quando  ha ad oggetto gli immobili indicati alle lettere a)              e b) dell'art. 136, comma 1, e' notificata al proprietario,              possessore  o  detentore,  depositata  presso  ogni  comune              interessato   e  trascritta,  a  cura  della  regione,  nei              registri   immobiliari.   Ogni  dichiarazione  di  notevole              interesse  pubblico  e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale              della  Repubblica italiana e nel Bollettino ufficiale della              regione.                  4.  Copia  della  Gazzetta  Ufficiale  e'  affissa  per              novanta   giorni   all'albo  pretorio  di  tutti  i  comuni              interessati.  Copia  della  dichiarazione  e delle relative              planimetrie  resta  depositata  a disposizione del pubblico              presso gli uffici dei comuni interessati.                  5. (abrogato)».                  «Art. 142 (Aree tutelate per legge). - 1. Sono comunque              di   interesse   paesaggistico   e   sono  sottoposti  alle              disposizioni di questo titolo:                    a) i  territori costieri compresi in una fascia della              profondita' di 300 metri dalla linea di battigia, anche per              i terreni elevati sul mare;                    b) i  territori  contermini  ai laghi compresi in una              fascia  della  profondita'  di  300  metri  dalla  linea di              battigia, anche per i territori elevati sui laghi;                    c) i  fiumi,  i  torrenti,  i  corsi d'acqua iscritti              negli  elenchi  previsti dal testo unico delle disposizioni              di  legge  sulle acque ed impianti elettrici, approvato con              regio  decreto  11 dicembre  1933,  n.  1775, e le relative              sponde  o  piedi  degli  argini per una fascia di 150 metri              ciascuna;                    d) le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul              livello  del  mare  per  la catena alpina e 1.200 metri sul              livello del mare per la catena appenninica e per le isole;                    e) i ghiacciai e i circhi glaciali;                    f) i  parchi  e  le  riserve  nazionali  o regionali,              nonche' i territori di protezione esterna dei parchi;                    g) i  territori  coperti  da  foreste  e  da  boschi,              ancorche'  percorsi  o  danneggiati  dal  fuoco,  e  quelli              sottoposti  a  vincolo  di  rimboschimento,  come  definiti              dall'art. 2, commi 2 e 6, del decreto legislativo 18 maggio              2001, n. 227;                    h) le  aree  assegnate  alle universita' agrarie e le              zone gravate da usi civici;                    i) le  zone  umide  incluse  nell'elenco previsto dal              decreto  del  Presidente della Repubblica 13 marzo 1976, n.              448;                    l) i vulcani;                    m) le zone di interesse archeologico.                  2.  La  disposizione di cui al comma 1, lettere a), b),              c),  d),  e),  g), h), l), m), non si applica alle aree che              alla data del 6 settembre 1985:                    a) erano  delimitate  negli strumenti urbanistici, ai              sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, come              zone territoriali omogenee A e B;                    b) erano  delimitate  negli strumenti urbanistici, ai              sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, come              zone  territoriali  omogenee  diverse  dalle  zone  A  e B,              limitatamente  alle  parti  di  esse  ricomprese  in  piani              pluriennali  di  attuazione,  a  condizioni che le relative              previsioni siano state concretamente realizzate;                    c) nei   comuni   sprovvisti   di   tali   strumenti,              ricadevano   nei  centri  edificati  perimetrati  ai  sensi              dell'art. 18 della legge 22 ottobre 1971, n. 865.                  3.   La   disposizione  del  comma 1  non  si  applica,              altresi',  ai  beni  ivi  indicati  alla  lettera c) che la              regione  abbia  ritenuto in tutto o in parte irrilevanti ai              fini  paesaggistici,  includendoli  in apposito elenco reso              pubblico  e  comunicato  al  Ministero.  Il  Ministero, con              provvedimento   motivato,   puo'  confermare  la  rilevanza              paesaggistica   dei  suddetti  beni.  Il  provvedimento  di              conferma  e'  sottoposto alle forme di pubblicita' previste              dall'art. 140, comma 4.                  4.  Resta  in  ogni  caso ferma la disciplina derivante              dagli atti e dai provvedimenti indicati all'art. 157.».                  «Art.  144  (Pubblicita'  e  partecipazione).  - 1. Nei              procedimenti  di  approvazione dei piani paesaggistici sono              assicurate     la     concertazione    istituzionale,    la              partecipazione    dei    soggetti   interessati   e   delle              associazioni  portatrici  di interessi diffusi, individuate              ai  sensi delle vigenti disposizioni in materia di ambiente              e  danno  ambientale,  e  ampie forme di pubblicita'. A tal              fine  le  regioni  disciplinano  mediante apposite norme di              legge i procedimenti di pianificazione paesaggistica, anche              in   riferimento  ad  ulteriori  forme  di  partecipazione,              informazione e comunicazione.                  2.  Fatto  salvo quanto disposto all'art. 143, comma 9,              il   piano   paesaggistico   diviene   efficace  il  giorno              successivo   alla   sua   pubblicazione  e  nel  Bollettino              ufficiale della regione.».                  «Art.    145    (Coordinamento   della   pianificazione              paesaggistica  con altri strumenti di pianificazione). - 1.              La  individuazione,  da  parte  del  Ministero, delle linee              fondamentali  dell'assetto  del  territorio  nazionale  per              quanto  riguarda  la tutela del paesaggio, con finalita' di              indirizzo  della  pianificazione,  costituisce  compito  di              rilievo  nazionale,  ai sensi delle vigenti disposizioni in              materia di principi e criteri direttive per il conferimento              di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali.                  2.  I  piani  paesaggistici possono prevedere misure di              coordinamento   con   gli   strumenti   di   pianificazione              territoriale e di settore, nonche' con i piani, programmi e              progetti nazionali e regionali di sviluppo economico.                  3.  Le  previsioni  dei piani paesaggistici di cui agli              articoli 143  e 156  non sono derogabili da parte di piani,              programmi  e  progetti  nazionali  o  regionali di sviluppo              economico,  sono  cogenti per gli strumenti urbanistici dei              comuni,  delle  citta' metropolitane e delle province, sono              immediatamente   prevalenti   sulle  disposizioni  difformi              eventualmente   contenute   negli   strumenti  urbanistici,              stabiliscono  norme  di  salvaguardia applicabili in attesa              dell'adeguamento   degli   strumenti   urbanistici  e  sono              altresi'  vincolanti  per  gli  interventi  settoriali. Per              quanto  attiene  alla tutela del paesaggio, le disposizioni              dei  piani  paesaggistici  sono  comunque  prevalenti sulle              disposizioni  contenute  negli  atti  di  pianificazione ad              incidenza territoriale previsti dalle normative di settore,              ivi  compresi quelli degli enti gestori delle aree naturali              protette.                  4. I comuni, le citta' metropolitane, le province e gli              enti  gestori  delle  aree  naturali  protette conformano o              adeguano  gli  strumenti  di  pianificazione  urbanistica e              territoriale   alle  previsioni  dei  piani  paesaggistici,              secondo  le procedure previste dalla legge regionale, entro              i termini stabiliti dai piani medesimi e comunque non oltre              due  anni dalla loro approvazione. I limiti alla proprieta'              derivanti   da   tali   previsioni   non  sono  oggetto  di              indennizzo.                  5.   La   regione   disciplina   il   procedimento   di              conformazione  ed  adeguamento  degli strumenti urbanistici              alle   previsioni   della   pianificazione   paesaggistica,              assicurando  la partecipazione degli organi ministeriali al              procedimento medesimo.».                  «Art.  147  (Autorizzazione  per  opere da eseguirsi da              parte   di   amministrazioni  statali).  -  1.  Qualora  la              richiesta di autorizzazione prevista dall'art. 146 riguardi              opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali, ivi              compresi gli alloggi di servizio per il personale militare,              l'autorizzazione   viene   rilasciata   in   esito  ad  una              conferenza  di  servizi  indetta  ai  sensi  delle  vigenti              disposizioni   di   legge   in   materia   di  procedimento              amministrativo.                  2.   Per  i  progetti  di  opere  comunque  soggetti  a              valutazione  di  impatto  ambientale  a norma delle vigenti              disposizioni  di  legge  in  materia  di  ambiente  e danno              ambientale  e  da  eseguirsi  da  parte  di amministrazioni              statali,  si  applica  l'art. 26. I progetti sono corredati              della documentazione prevista dal comma 3 dell'art. 146.                  3.  Entro  sei mesi dalla data di entrata in vigore del              presente  codice,  con decreto del Presidente del Consiglio              dei  ministri,  su  proposta del Ministero, d'intesa con il              Ministero  della  difesa  e  con  le  altre amministrazioni              statali  interessate,  sono  individuate  le  modalita'  di              valutazione  congiunta  e  preventiva  della localizzazione              delle  opere di difesa nazionale che incidano su immobili o              aree sottoposti a tutela paesaggistica.».                  «Art.  148  (Commissioni locali per il paesaggio). - 1.              Le  regioni  promuovono  l'istituzione  e  disciplinano  il              funzionamento   delle   commissioni  per  il  paesaggio  di              supporto  ai  soggetti ai quali sono delegate le competenze              in   materia  di  autorizzazione  paesaggistica,  ai  sensi              dell'art. 146, comma 6.                  2.   Le  commissioni  sono  composte  da  soggetti  con              particolare,  pluriennale  e  qualificata  esperienza nella              tutela del paesaggio.                  3.  Le  commissioni  esprimono  pareri  nel  corso  dei              procedimenti   autorizzatori   previsti   dagli  art.  146,              comma 7, 147 e 159.                  4. (soppresso).».                  «Art.  149 (Interventi non soggetti ad autorizzazione).              -  1.  Fatta  salva  l'applicazione dell'art. 143, comma 4,              lettera a),  non  e'  comunque  richiesta  l'autorizzazione              prescritta dall'art. 146, dall'art. 147 e dall'art. 159:                    a) per  gli  interventi  di  manutenzione  ordinaria,              straordinaria,  di  consolidamento  statico  e  di restauro              conservativo  che  non  alterino  lo  stato  dei  luoghi  e              l'aspetto esteriore degli edifici;                    b) per    gli    interventi    inerenti   l'esercizio              dell'attivita'   agro-silvo-pastorale  che  non  comportino              alterazione   permanente   dello   stato   dei  luoghi  con              costruzioni edilizie ed altre opere civili, e sempre che si              tratti  di  attivita'  ed  opere che non alterino l'assetto              idrogeologico del territorio;                    c) per  il  taglio  colturale,  la  forestazione,  la              riforestazione,  le  opere  di  bonifica,  antincendio e di              conservazione  da  eseguirsi  nei  boschi  e  nelle foreste              indicati   dall'art.   142,  comma 1,  lettera g),  purche'              previsti   ed   autorizzati   in  base  alla  normativa  in              materia.».                  «Art.  150  (Inibizione o sospensione dei lavori). - 1.              Indipendentemente   dall'avvenuta   pubblicazione  all'albo              pretorio   prevista   dagli   articoli 139  e  141,  ovvero              dall'avvenuta   comunicazione   prescritta  dall'art.  139,              comma 3, la regione o il Ministero hanno facolta' di:                    a) inibire    che    si    eseguano    lavori   senza              autorizzazione  o  comunque capaci di recare pregiudizio al              paesaggio;                    b) ordinare,  anche  quando  non  sia  intervenuta la              diffida  prevista alla lettera a), la sospensione di lavori              iniziati.                  2.  L'inibizione  o  sospensione dei lavori disposta ai              sensi  del  comma 1  cessa  di  avere efficacia se entro il              termine  di  novanta  giorni  non  sia  stata effettuata la              pubblicazione   all'albo   pretorio   della   proposta   di              dichiarazione   di   notevole  interesse  pubblico  di  cui              all'art.  138 o all'art. 141, ovvero non sia stata ricevuta              dagli  interessati la comunicazione prevista dall'art. 139,              comma 3.                  3. (abrogato).                  4.  I  provvedimenti  indicati ai commi precedenti sono              comunicati anche al comune interessato.».                  «Art.  151  (Rimborso spese a seguito della sospensione              dei  lavori).  -  1.  Qualora  sia stata ordinata, senza la              intimazione  della  preventiva  diffida  prevista dall'art.              150,  comma 1,  lettera a),  la  sospensione  di  lavori su              immobili  ed  aree  di  cui  non  sia  stato  in precedenza              dichiarato  il  notevole interesse pubblico, ai sensi degli              articoli   136,   143,   comma 1,   lettera   d),   e  157,              l'interessato   puo'   ottenere  il  rimborso  delle  spese              sostenute  sino al momento della notificata sospensione. Le              opere  gia'  eseguite  sono demolite a spese dell'autorita'              che ha disposto la sospensione.».                  «Art.    152   (Interventi   soggetti   a   particolari              prescrizioni).  -  1.  Nel  caso di aperture di strade e di              cave, di posa di condotte per impianti industriali e civili              e  di  palificazioni  nell'ambito  e  in  vista  delle aree              indicate  alle  lettere c)  e d)  dell'art.  136, ovvero in              prossimita'  degli  immobili  indicati alle lettere a) e b)              dello  stesso  articolo,  l'amministrazione  competente, su              parere  vincolante,  salvo  quanto  previsto dall'art. 146,              comma 5,  del  soprintendente, o il Ministero, tenuto conto              della  funzione  economica delle opere gia' realizzate o da              realizzare,  hanno  facolta' di prescrivere le distanze, le              misure  e  le  varianti  ai progetti in corso d'esecuzione,              idonee  comunque  ad assicurare la conservazione dei valori              espressi  dai beni protetti ai sensi delle disposizioni del              presente  Titolo.  Decorsi  inutilmente  i termini previsti              dall'art.  146,  comma 8,  senza  che  sia  stato  reso  il              prescritto  parere, l'amministrazione competente procede ai              sensi del comma 9 del medesimo art. 146.                  2. (soppresso).                  «Art.  153  (Cartelli pubblicitari). - 1. Nell'ambito e              in  prossimita'  dei  beni paesaggistici indicati nell'art.              134  e'  vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi              pubblicitari se non previa autorizzazione e amministrazione              competente, che provvede su parere vincolante, salvo quanto              previsto   dall'art.   146,  comma 5,  del  soprintendente.              Decorsi  inutilmente  i  termini  previsti  dall'art.  146,              comma 8,  senza  che  sia  stato reso il prescritto parere,              l'amministrazione  competente  procede ai sensi del comma 9              del medesimo art. 146.                  2.  Lungo  le  strade site nell'ambito e in prossimita'              dei  beni  indicati nel comma 1 e' vietata la posa in opera              di    cartelli    o   altri   mezzi   pubblicitari,   salvo              autorizzazione  rilasciata  ai  sensi  della  normativa  in              materia  di  circolazione  stradale  e di pubblicita' sulle              strade   e   sui  veicoli,  previo  parere  favorevole  del              soprintendente  sulla  compatibilita'  della collocazione o              della  tipologia  del  mezzo  pubblicitario  con  i  valori              paesaggistici  degli  immobili  o  delle  aree  soggetti  a              tutela.».                  «Art.  155  (Vigilanza).  - 1. Le funzioni di vigilanza              sui  beni  paesaggistici  tutelati dal presente titolo sono              esercitate dal Ministero e dalle regioni.                  2.   Le   regioni   vigilano   sull'ottemperanza   alle              disposizioni  contenute nel presente decreto legislativo da              parte   delle   amministrazioni  da  loro  individuate  per              l'esercizio  delle  competenze  in  materia  di  paesaggio.              L'inottemperanza o la persistente inerzia nell'esercizio di              tali   competenze   comporta   l'attivazione   dei   poteri              sostitutivi da parte del Ministero.                  2-bis.  Tutti  gli atti di pianificazione urbanistica o              territoriale  si  conformano ai principi di uso consapevole              del  territorio  e  di  salvaguardia  delle caratteristiche              paesaggistiche dei vari contesti.                  2-ter   Gli   atti   di  pianificazione  urbanistica  o              territoriale  che  ricomprendano  beni  paesaggistici  sono              impugnabili,   ai   fini  del  presente  codice,  ai  sensi              dell'art. 146, comma 12.».                  «Art.   156   (Verifica   e   adeguamento   dei   piani              paesaggistici).  - 1. Entro il 31 dicembre 2009, le regioni              che   hanno   redatto  piani  paesaggistici  verificano  la              conformita'  tra  le  disposizioni  dei predetti piani e le              previsioni   dell'art.   143   e  provvedono  ai  necessari              adeguamenti.  Decorso  inutilmente il termine sopraindicato              il Ministero provvede in via sostitutiva ai sensi dell'art.              5, comma 7.                  2.  Entro  centottanta  giorni dalla data di entrata in              vigore  del  presente  codice il Ministero, d'intesa con la              Conferenza Stato-regioni, predispone uno schema generale di              convenzione  con  le  regioni  in  cui vengono stabilite le              metodologie   e  le  procedure  di  ricognizione,  analisi,              censimento  e  catalogazione  degli  immobili  e delle aree              oggetto  di  tutela,  ivi  comprese le tecniche per la loro              rappresentazione  cartografica e le caratteristiche atte ad              assicurare la interoperabilita' dei sistemi informativi.                  3.  Le  regioni e il Ministero, in conformita' a quanto              stabilito dall'art. 135, possono stipulare intese, ai sensi              dell'art.  143,  comma 2,  per  disciplinare lo svolgimento              congiunto  della  verifica  e  dell'adeguamento  dei  piani              paesaggistici. Nell'intesa e' stabilito il termine entro il              quale devono essere completati la verifica e l'adeguamento,              nonche'  il  termine  entro  il quale la regione approva il              piano adeguato. Il piano adeguato e' oggetto di accordo fra              il  Ministero  e  la  regione,  ai sensi dell'art. 15 della              legge  7  agosto  1990,  n.  241,  e  dalla  data della sua              adozione  vigono  le misure di salvaguardia di cui all'art.              143,  comma 9.  Qualora all'adozione del piano non consegua              la sua approvazione da parte della regione, entro i termini              stabiliti  dall'accordo,  il piano medesimo e' approvato in              via sostitutiva con decreto del Ministro.                  4.  Qualora  l'intesa  di  cui  al  comma 3  non  venga              stipulata,   ovvero   ad   essa  non  segua  l'accordo  per              l'adozione  del  piano  adeguato,  non  trova  applicazione              quanto previsto dai commi 4 e 5 dell'art. 143.».                  «Art.   157  (Notifiche  eseguite,  elenchi  compilati,              provvedimenti  e  atti  emessi  ai  sensi  della  normativa              previgente). - 1. Conservano efficacia a tutti gli effetti:                    a)  le dichiarazioni di importante interesse pubblico              delle  bellezze  naturali o panoramiche, notificate in base              alla legge 11 giugno 1922, n. 778;                    b) gli   elenchi   compilati  ai  sensi  della  legge              29 giugno 1939, n. 1497;                    c)   le  dichiarazioni di notevole interesse pubblico              notificate ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497;                    d) i  provvedimenti  di  riconoscimento delle zone di              interesse archeologico emessi ai sensi dell'art. 82, quinto              comma,   del   decreto   del  Presidente  della  Repubblica              24 luglio   1977,   n.   616,   aggiunto  dall'art.  1  del              decreto-legge   27 giugno  1985,  n.  312,  convertito  con              modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431;                    d-bis)  gli  elenchi  compilati  ovvero  integrati ai              sensi del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490;                    e)  le  dichiarazioni  di notevole interesse pubblico              notificate  ai  sensi  del  decreto  legislativo 29 ottobre              1999, n. 490;                    f) i  provvedimenti  di  riconoscimento delle zone di              interesse   archeologico   emessi   ai  sensi  del  decreto              legislativo 29 ottobre 1999, n. 490;                    f-bis)  i  provvedimenti  emanati  ai sensi dell'art.              1-ter  del  decreto-legge  27  giugno  1985,  n.  312, come              convertito dalla legge 8 agosto 1985, n. 431.                  2.  Le  disposizioni  della presente Parte si applicano              anche  agli  immobili ed alle aree in ordine ai quali, alla              data  di  entrata  in vigore del presente codice, sia stata              formulata  la proposta ovvero definita la perimetrazione ai              fini  della  dichiarazione di notevole interesse pubblico o              del riconoscimento quali zone di interesse archeologico.».                 Avvertenza:                      Il  testo delle note qui pubblicato e' stato redatto ai              sensi  dell'art.  10,  commi  2  e 3, del testo unico delle              disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,              sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica              e  sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,              approvato  con  D.P.R.  28  dicembre l985, n. 1092, al solo              fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge              modificate   alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano              invariati  il  valore  e l'efficacia degli atti legislativi              qui trascritti.                  Note alle premesse:                      - L'art.   76   della   Costituzione   stabilisce   che              l'esercizio  della  funzione  legislativa  non  puo' essere              delegato al Governo se non con determinazione di principi e              criteri  direttivi  e  soltanto  per  tempo  limitato e per              oggetti definiti.                  - L'art. 87 della Costituzione conferisce, tra l'altro,              al  Presidente  della Repubblica il potere di promulgare le              leggi  ed  emanare  i  decreti  aventi  valore di legge e i              regolamenti.                  -  Si  riporta  il testo degli articoli 117 e 118 della              Costituzione:                  «Art.  117.  -  La  potesta'  legislativa e' esercitata              dallo   Stato   e   dalle   Regioni   nel   rispetto  della              Costituzione,     nonche'     dei     vincoli     derivanti              dall'ordinamento     comunitario     e    dagli    obblighi              internazionali.                  Lo  Stato  ha  legislazione  esclusiva  nelle  seguenti              materie:                    a) politica  estera  e  rapporti internazionali dello              Stato;  rapporti  dello Stato con l'Unione europea; diritto              di  asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non              appartenenti all'Unione europea;                    b) immigrazione;                    c) rapporti   tra  la  Repubblica  e  le  confessioni              religiose;                    d) difesa  e  Forze  armate;  sicurezza  dello Stato;              armi, munizioni ed esplosivi;                    e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari;              tutela   della   concorrenza;  sistema  valutario;  sistema              tributario  e  contabile  dello  Stato;  perequazione delle              risorse finanziarie;                    i) organi  dello  Stato  e relative leggi elettorali;              referendum statali; elezione del Parlamento europeo;                    g) ordinamento  e organizzazione amministrativa dello              Stato e degli enti pubblici nazionali;                    h) ordine  pubblico  e sicurezza, ad esclusione della              polizia amministrativa locale;                    i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;                    l) giurisdizione  e  norme  processuali;  ordinamento              civile e penale; giustizia amministrativa;                    m) determinazione   dei   livelli   essenziali  delle              prestazioni  concernenti  i  diritti  civili  e sociali che              devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;                    n) nonne generali sull'istruzione;                    o) previdenza sociale;                    p) legislazione   elettorale,  organi  di  governo  e              funzioni   fondamentali   di   Comuni,  Province  e  Citta'              metropolitane;                    q) dogane,   protezione   dei   confini  nazionali  e              profilassi internazionale;                    r) pesi,   misure   e   determinazione   del   tempo;              coordinamento informativo statistico e informatico dei dati              dell'amministrazione  statale,  regionale  e  locale; opere              dell'ingegno;                    s) tutela  dell'ambiente,  dell'ecosistema e dei beni              culturali.                  Sono   materie   di   legislazione  concorrente  quelle              relative  a: rapporti internazionali e con l'Unione europea              delle  Regioni;  commercio con l'estero; tutela e sicurezza              del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni              scolastiche  e  con  esclusione  della  istruzione  e della              formazione  professionale; professioni; ricerca scientifica              e  tecnologica  e  sostegno  all'innovazione  per i settori              produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento              sportivo;  protezione civile; governo del territorio; porti              e   aeroporti   civili;  grandi  reti  di  trasporto  e  di              navigazione;  ordinamento  della comunicazione; produzione,              trasporto    e    distribuzione   nazionale   dell'energia;              previdenza  complementare e integrativa; armonizzazione dei              bilanci  pubblici  e coordinamento della finanza pubblica e              del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e              ambientali  e  promozione  e  organizzazione  di  attivita'              culturali;  casse  di  risparmio,  casse rurali, aziende di              credito  a carattere regionale; enti di credito fondiario e              agrario   a   carattere   regionale.   Nelle   materie   di              legislazione  concorrente  spetta  alle Regioni la potesta'              legislativa,  salvo  che per la determinazione dei principi              fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.                  Spetta   alle   Regioni   la  potesta'  legislativa  in              riferimento  ad  ogni  materia  non espressamente riservata              alla legislazione dello Stato.                  Le  Regioni  e  le  Province  autonome  di  Trento e di              Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle              decisioni  dirette  alla  formazione  degli  atti normativi              comunitari  e  provvedono  all'attuazione  e all'esecuzione              degli  accordi  internazionali  e  degli  atti  dell'Unione              europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da              legge dello Stato, che disciplina le modalita' di esercizio              del potere sostitutivo in caso di inadempienza.                  La  potesta'  regolamentare  spetta  allo  Stato  nelle              materie   di  legislazione  esclusiva,  salva  delega  alle              Regioni.  La  potesta' regolamentare spetta alle Regioni in              ogni  altra  materia.  I  Comuni,  le  Province e le Citta'              metropolitane  hanno  potesta' regolamentare in ordine alla              disciplina  dell'organizzazione  e  dello svolgimento delle              funzioni loro attribuite.                  Le   leggi   regionali   rimuovono  ogni  ostacolo  che              impedisce la piena parita' degli uomini e delle donne nella              vita  sociale,  culturale  ed  economica  e  promuovono  la              parita'   di  accesso  tra  donne  e  uomini  alle  cariche              elettive.                  La legge regionale ratifica le intese della Regione con              altre  Regioni  per  il  migliore  esercizio  delle proprie              funzioni, anche con individuazione di organi comuni.                  Nelle   materie  di  sua  competenza  la  Regione  puo'              concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali              interni   ad   altro   Stato,  nei  casi  e  con  le  forme              disciplinati da leggi dello Stato.».                  «Art.  118 - Le funzioni amministrative sono attribuite              ai  Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario,              siano conferite a Province, Citta' metropolitane, Regioni e              Stato,   sulla   base   dei   principi  di  sussidiarieta',              differenziazione ed adeguatezza.                  I  Comuni,  le  Province e le Citta' metropolitane sono              titolari  di  funzioni  amministrative  proprie e di quelle              conferite   con  legge  statale  o  regionale,  secondo  le              rispettive competenze.                  La  legge statale disciplina forme di coordinamento fra              Stato  e  Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h)              del  secondo  comma dell'articolo 117, e disciplina inoltre              forme  di intesa e coordinamento nella materia della tutela              dei beni culturali.                  Stato, Regioni, Citta' metropolitane, Province e Comuni              favoriscono  l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e              associati,  per  lo  svolgimento  di attivita' di interesse              generale, sulla base del principio di sussidiarieta'.».                  -  Il testo dell'art. 14 della legge 23 agosto 1988, n.              400,  recante  la  «Disciplina  dell'attivita' di Governo e              ordinamento  della  Presidenza del Consiglio dei Ministri»,              pubblicata   nel   Supplemento   ordinario   alla  Gazzetta              Ufficiale n. 214 del 12 settembre 1988, e' il seguente:                  «Art.   14.  (Decreti  legislativi).  -  1.  I  decreti              legislativi  adottati  dal  Governo  ai  sensi dell'art. 76              della   Costituzione  sono  emanati  dal  Presidente  della              Repubblica  con la denominazione di «decreto legislativo» e              con   l'indicazione,   nel   preambolo,   della   legge  di              delegazione, della deliberazione del Consiglio dei Ministri              e degli altri adempimenti del procedimento prescritti dalla              legge di delegazione.                  2.  L'emanazione  del decreto legislativo deve avvenire              entro  il  termine  fissato  dalla legge di delegazione; il              testo  del  decreto  legislativo  adottato  dal  Governo e'              trasmesso   al   Presidente   della   Repubblica,   per  la              emanazione, almeno venti giorni prima della scadenza.                  3.  Se  la  delega  legislativa  si  riferisce  ad  una              pluralita'  di  oggetti  distinti  suscettibili di separata              disciplina,  il Governo puo' esercitarla mediante piu' atti              successivi  per  uno  o  piu'  degli  oggetti  predetti. In              relazione  al  termine  finale  stabilito  dalla  legge  di              delegazione,  il  Governo  informa periodicamente le Camere              sui  criteri  che  segue nell'organizzazione dell'esercizio              della delega.                  4.  In  ogni  caso,  qualora  il  termine  previsto per              l'esercizio  della  delega ecceda i due anni, il Governo e'              tenuto a richiedere il parere delle Camere sugli schemi dei              decreti  delegati.  Il parere e' espresso dalle Commissioni              permanenti  delle  due  Camere competenti per materia entro              sessanta  giorni,  indicando  specificamente  le  eventuali              disposizioni  non  ritenute  corrispondenti  alle direttive              della  legge  di delegazione. Il Governo, nei trenta giorni              successivi,  esaminato  il  parere, ritrasmette, con le sue              osservazioni  e  con  eventuali modificazioni, i testi alle              Commissioni  per  il  parere  definitivo  che  deve  essere              espresso entro trenta giorni».                  - Il  decreto  legislativo  20 ottobre  1998,  n.  368,              recante   «Istituzione  del  Ministero  per  i  beni  e  le              attivita'  culturali,  a  norma  dell'art.  11  della legge              15 marzo   1997,  n.  59»,  e'  pubblicato  nella  Gazzetta              Ufficiale n. 250 del 26 ottobre 1998.                  - Il   decreto  legislativo  22 gennaio  2004,  n.  42,              recante «Codice dei beni culturali e del paesaggio ai sensi              dell'art.  10  della  legge  6 luglio  2002,  n.  137»,  e'              pubblicato   nel   Supplemento   ordinario   alla  Gazzetta              Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2004.                  -  Il testo dell'art. 10, comma 4, legge 6 luglio 2002,              n.  137, recante «Delega per la riforma dell'organizzazione              del  Governo e della Presidenza del Consiglio dei Ministri,              nonche'   di  enti  pubblici»,  pubblicata  nella  Gazzetta              Ufficiale   n.  158  dell'8 luglio  2002,  come  modificato              dall'art.  1-bis del decreto-legge 18 febbraio 2003, n. 24,              pubblicato  nella  Gazzetta Ufficiale n. 40 del 18 febbraio              2003 e convertito, con modificazioni, nella legge 17 aprile              2003,  n. 82, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 92 del              19 aprile 2003, e dall'art. 1 della legge 23 febbraio 2006,              n.  51,  pubblicata nel Supplemento ordinario alla Gazzetta              Ufficiale n. 49 del 28 febbraio 2006, e' il seguente:                  «4.  Disposizioni correttive ed integrative dei decreti              legislativi  di cui al comma 1 possono essere adottate, nel              rispetto degli stessi principi e criteri direttivi e con le              medesime  procedure  di  cui  al  presente  articolo, entro              quattro anni dalla data della loro entrata in vigore».                  -   Il   testo  dell'art.  8  del  decreto  legislativo              28 agosto 1997, n. 281, recante «Definizione ed ampliamento              delle   attribuzioni  della  Conferenza  permanente  per  i              rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di              Trento  e  Bolzano  ed  unificazione,  per  le materie ed i              compiti di interesse comune delle regioni, delle province e              dei  comuni,  con  la  Conferenza Stato-citta' ed autonomie              locali»,  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale n. 202 del              30 agosto 1997, e' il seguente:                  «Art.  8 (Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e              Conferenza  unificata).  - 1. La Conferenza Stato-citta' ed              autonomie  locali  e' unificata per le materie ed i compiti              di  interesse  comune  delle  regioni,  delle province, dei              comuni   e  delle  comunita'  montane,  con  la  Conferenza              Stato-regioni.                  2.  La  Conferenza  Stato-citta' ed autonomie locali e'              presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per              sua  delega,  dal  Ministro dell'interno o dal Ministro per              gli  affari  regionali; ne fanno parte altresi' il Ministro              del tesoro e del bilancio e della programmazione economica,              il Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici,              il  Ministro della sanita', il presidente dell'Associazione              nazionale   dei  comuni  d'Italia  -  ANCI,  il  presidente              dell'Unione  province  d'Italia  -  UPI  ed  il  presidente              dell'Unione  nazionale  comuni, comunita' ed enti montani -              UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati              dall'ANCI e sei presidenti di provincia designati dall'UPI.              Dei   quattordici   sindaci   designati   dall'ANCI  cinque              rappresentano  le  citta'  individuate  dall'art.  17 della              legge  8 giugno  1990, n. 142. Alle riunioni possono essere              invitati  altri  membri del Governo, nonche' rappresentanti              di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici.                  3.  La  Conferenza  Stato-citta' ed autonomie locali e'              convocata  almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i casi              il  presidente ne ravvisi la necessita' o qualora ne faccia              richiesta il presidente dell'ANCI, dell'UPI o dell'UNCEM.                  4.  La  Conferenza  unificata  di  cui  al  comma 1  e'              convocata  dal  Presidente  del  Consiglio dei Ministri. Le              sedute  sono  presiedute  dal  Presidente del Consiglio dei              Ministri  o,  su  sua  delega,  dal Ministro per gli affari              regionali  o,  se  tale  incarico  non  e'  conferito,  dal              Ministro dell'interno.».                  Nota all'art. 1:                  - Si  riporta  il testo degli articoli 5 e 6 del citato              decreto  legislativo  n.  42  del 2004, come modificato dal              presente decreto:                  «Art.  5 (Cooperazione delle regioni e degli altri enti              pubblici  territoriali  in materia di tutela del patrimonio              culturale).  -  1.  Le regioni, nonche' i comuni, le citta'              metropolitane  e  le province, di seguito denominati «altri              enti  pubblici  territoriali»,  cooperano  con il Ministero              nell'esercizio  delle  funzioni  di tutela in conformita' a              quanto  disposto  dal  Titolo  I  della  Parte  seconda del              presente codice.                  2.  Le  funzioni di tutela previste dal presente codice              che  abbiano  ad  oggetto manoscritti, autografi, carteggi,              incunaboli,  raccolte  librarie,  nonche'  libri,  stampe e              incisioni,  non  appartenenti  allo  Stato, sono esercitate              dalle regioni. Qualora l'interesse culturale delle predette              cose sia stato riconosciuto con provvedimento ministeriale,              l'esercizio  delle  potesta' previste dall'art. 128 compete              al Ministero.                  3.  Sulla  base di specifici accordi od intese e previo              parere  della  Conferenza  permanente per i rapporti tra lo              Stato,  le  regioni  e  le  province  autonome  di Trento e              Bolzano,  di seguito denominata «Conferenza Stato-regioni»,              le  regioni  possono  esercitare  le  funzioni di tutela su              carte geografiche, spartiti musicali, fotografie, pellicole              o  altro  materiale  audiovisivo,  con  relativi negativi e              matrici, non appartenenti allo Stato.                  4.  Nelle  forme  previste dal comma 3 e sulla base dei              principi di differenziazione ed adeguatezza, possono essere              individuate  ulteriori forme di coordinamento in materia di              tutela con le regioni che ne facciano richiesta.                  5.   Gli   accordi   o   le  intese  possono  prevedere              particolari  forme  di  cooperazione  con  gli  altri  enti              pubblici territoriali.                  6.  Le  funzioni  amministrative  di  tutela  dei  beni              paesaggistici  sono  esercitate dallo Stato e dalle regioni              secondo  le  disposizioni  di  cui  alla  Parte  terza  del              presente  codice,  in  modo  che  sia  sempre assicurato un              livello  di  governo  unitario  ed  adeguato  alle  diverse              finalita' perseguite.                  7. Relativamente alle funzioni esercitate dalle regioni              ai sensi dei commi 2, 3, 4, 5 e 6, il Ministero esercita le              potesta'   di   indirizzo   e  di  vigilanza  e  il  potere              sostitutivo in caso di perdurante inerzia o inadempienza.».                  «Art. 6 (Valorizzazione del patrimonio culturale). - 1.              La  valorizzazione consiste nell'esercizio delle funzioni e              nella  disciplina  delle  attivita' dirette a promuovere la              conoscenza  del  patrimonio  culturale  e  ad assicurare le              migliori  condizioni  di utilizzazione e fruizione pubblica              del   patrimonio  stesso,  anche  da  parte  delle  persone              diversamente abili, al fine di promuovere lo sviluppo della              cultura.  Essa comprende anche la promozione ed il sostegno              degli interventi di conservazione del patrimonio culturale.              In  riferimento  al  paesaggio, la valorizzazione comprende              altresi'  la  riqualificazione  degli immobili e delle aree              sottoposti  a  tutela  compromessi  o  degradati, ovvero la              realizzazione  di  nuovi  valori  paesaggistici coerenti ed              integrati.                  2.  La  valorizzazione  e' attuata in forme compatibili              con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze.                  3. La Repubblica favorisce e sostiene la partecipazione              dei   soggetti   privati,   singoli   o   associati,   alla              valorizzazione del patrimonio culturale.».