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Bioeconomia, in Italia vale 330 miliardi l'anno,+15% nel 2030

martedì 14 maggio 2019

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   (ANSA) - ROMA, 14 MAG - Per la Bioeconomia la parola
d'ordine è 'interconnessione' tra i principali attori pubblici e
privati del settore e l'obiettivo è rendere ancora più
efficiente e sostenibile un settore che in Italia vale 330
miliardi l'anno e per il quale si prevede nel 2030 un aumento
del fatturato pari al 15%. E' questa la strategia nazionale del
settore, presentata oggi a Roma e aggiornata per volontà della
Presidenza del Consiglio tramite il tavolo di coordinamento
nazionale avviato nell'ambito del Comitato Nazionale per la
Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita.
   L'interconnessione pubblico-privato, è emerso dall'incontro,
deve riguardare ogni ambito della Bioeconomia: dalle acque
reflue come risorsa al biometano, fino nuovi sistemi di
packaging e alla digitalizzazione tesa a migliorare l'efficienza
produttiva e la qualità dei prodotti.
   "E' un passo importante per la nostra bioeconomia, oggi terza
in Europa dopo Germania e Francia, con circa 330 miliardi di
euro di fatturato annuo e 2 milioni di posti di lavoro", ha
rilevato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,
Giancarlo Giorgetti. Si tratta, ha aggiunto, di un "adeguamento
necessario alla strategia europea, con un coordinamento" che
affianca "ministeri e regioni in questo percorso insieme a
cluster privati e pubblici".
   Avviata nel 2016 e approvata nel 2017, la strategia è stata
concordata con la Commissione Europea e predisposta dai
Referenti dei ministeri di Ambiente, Agricoltura, Istruzione e
Sviluppo Economico, dalla Conferenza delle Regioni e delle
Province autonome, dall'Agenzia per la coesione territoriale e
da alcuni Cluster tecnologici nazionali. Il suo adeguamento è
relativo anche al nuovo programma quadro della ricerca europea
Horizon Europe 2021-2027. (ANSA).

     YRK-BG
14-MAG-19 15:29 NNN


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   (ANSA) - ROMA, 14 MAG - Il nostro Paese è inoltre secondo in
Europa in termini di ricerca e innovazione e spesso il primo per
ricchezza in biodiversità e di prodotti innovativi e di qualità
immessi sul mercato, "tuttavia, la Bioeconomia italiana ha
sofferto di una carenza di coordinazione tra istituzioni e fra
gli attori del pubblico e privato che operano nel settore", ha
rilevato il presidente del Comitato Nazionale per la
Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita, Andrea
Lenzi. "Il nostro compito - ha aggiunto - è interconnettere il
meglio della parte scientifica e della politica del nostro
Paese, convogliando le forze per la bioeconomia che ha un
impatto su Pil, occupazione, salute e ambiente fondamentale per
l'Italia e per l'Europa, per cui oggi abbiamo fatto un grande
passo avanti ed un ulteriore messa in competizione delle
politiche italiane a livello europeo".
   Per Fabio Fava della task force nazionale sulla Bioeconomia,
"la strategia  punta così ad interconnettere e aumentare la
produttività dei settori che compongono la Bioeconomia", come
agricoltura, allevamento, foreste, pesca e acquacoltura.
   Per Giovanni De Santi, direttore per lo sviluppo sostenibile
della Commissione Europea, "la nuova strategia italiana è
ambiziosa e ci piace molto, ma dobbiamo iniziare insieme e
aiutare gli altri Paesi, magari fornendo un modello". "La Ue -
ha detto ancora - non parteciperà solo economicamente, ma in
tema di governace, di approccio e innovazione: in Europa oggi 9
paesi hanno adottato la strategia nazionale sulla Bioeconomia,
un settore per cui la sostenibilità e' il mantra, senza non c'e'
futuro". (ANSA).

     YRK-BG
14-MAG-19 15:39 NNN