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n. 3675 - giovedì 5 settembre 2019

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I commenti dei Presidenti di Regione sul nuovo Governo

(Regioni.it 3675 - 05/09/2019) In alcuni casi positiva o entusiastica, in altri prudente e attendista, in altri ancora palesemente critica o negativa: l'accoglienza riservata dai Presidenti delle Regioni al nuovo Governo di Giuseppe Conte ha diverse sfaccettature e le dichiarazioni hanno accenti e sfumature differenti.
il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, nella sua pagina Facebook, fa gli "Auguri al presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed a tutti i nuovi ministri del suo Governo". "Auguri speciali" sono riservati ai tre pugliesi Conte, Boccia e Bellanova che fanno parte  del nuovo Governo!" e in particolare "un abbraccio pieno di orgoglio per Francesco Boccia, nuovo ministro degli Affari regionali, compagno di lotta per la Puglia e per l'Italia sin dal 2004. Un ringraziamento a Barbara Lezzi per il lavoro svolto sin qui".  
Il presidente della Regione Veneto  Luca Zaia guarda i fatti: "non  cerco la rissa, ma non faccio sconti, come non ne ho mai fatti a  nessuno. Il tema dell'autonomia regionale differenziata resta per me  la priorità, nel rispetto del voto dei cittadini veneti. Su questo,  attendo al varco il nuovo ministro, che conosco soltanto di vista: non è mio stile esprimere giudizi sulle persone senza verificare le loro  azioni, non cambia nulla che sia meridionale o del Pd". In ogni caso per zaia la strada è obbligata: "O ci danno l'autonomia, o modificano la Costituzione:  non c'è altra soluzione", dichiara Zaia.  "Boccia è il nostro nuovo  interlocutore, gli porteremo subito i progetti fin qui istruiti e poi  saranno gli atti concreti a dire se sarà un buon percorso oppure no:  oramai, le abbiamo tentate tutte...".       Osserva Zaia: "Con il governo Lega-M5s non abbiamo portato a casa  nulla, nel senso che abbiamo fatto tutto il lavoro preparatorio ma non siamo arrivati a nessuna conclusione. Ora Boccia si trova davanti un  lavoro pressoché concluso, vedremo se farà come al gioco dell'oca  iniziando tutto daccapo: avremo modo di capirlo molto presto. La nostra posizione è chiara. Si parte  dal presupposto che cinque Regioni su venti - Sicilia, Sardegna,  Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Val d'Aosta - sono già  autonome per Costituzione e dieci hanno chiesto l'autonomia, dal  Veneto alla Lombardia, dall'Emilia alla Liguria, dal Piemonte alla  Toscana, dunque all'appello ne mancano meno di cinque, considerando  anche che nel Lazio c'è la situazione 'speciale' di Roma Capitale. Chi non vuole l'autonomia differenziata è una ristretta minoranza".  
"Noi chiediamo 23 materie,  come anche la Lombardia e finiamola con questa manfrina per cui  sarebbero troppe - chiarisce il presidente del Veneto -  L'autonomia non è stata concessa neanche a chi chiedeva 15 o 12  materie... Non è che chiederne di meno abbia prodotto un risultato",  osserva. "E non c'entra nulla con la garanzia della coesione  nazionale, che non è messa in discussione ed è garantita dalla  Costituzione", conclude.
Sarcasticosu Facebook  il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga: "Pd - Movimento 5 stelle: più poltrone per tutti. Ecco chi non era a caccia di poltrone... Il governo Renzi-Di Maio-Boldrini per la sicurezza aumenta la compagine di governo di 3 ministri e arrivano a 21!" 
Le "premesse" del governo giallorosso "non sono le più positive per quanto riguarda la Regione che amministro e le proposte che stavamo portando avanti, sia per quanto riguarda l'Autonomia sia per le tante questioni che abbiamo sollecitato che si riferiscono al Nord",  ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in diretta su Tgcom24.  "Se il Nord come tutti dicono è la locomotiva del Paese, ha bisogno di carbone per andare. Purtroppo non si stanno facendo politiche che vadano nella direzione di far superare al Nord le difficoltà che in questo momento sta affrontando. Siamo molto preoccupati, perché vediamo un governo che non ha minimamente preso in considerazione questi problemi", ha aggiuntto Fontana. "Di questo governo fanno parte molte persone che si sono schierate in quella sorta di guerra 'Nord contro Sud' che è la cosa più deleteria che si potesse innescare. Vedremo con attenzione quello che succederà nel concreto, con qualche preoccupazione che è condivisa con altri amministratori locali".
"Si puo' fare una riforma reale per cercare di migliorare l'organizzazione di questo paese, che risponda alle due parole 'efficienza' e 'responsabilità'', o si puo' fare una riforma finta come questo paese è abituato a fare, di quelle che vanno bene a tutti e che non cambiano niente: in quel caso non andrebbe bene a me", ha spiegato Fontana. La riforma avviata dalla lombardia è "assolutamente rispettosa della costituzione", tant'è che "sul nostro testo - ha precisato- nessuno ha mai potuto intervenire definendo un passaggio anticostituzionale".
Quanto al giundizio più generale il Presidente della Lombardia ha detto di  non conoscere "ancora la declinazione del programma del nuovo Governo, che per il momento ha avuto una presentazione molto vaga. Mi preoccupa il fatto che il nuovo esecutivo sia formato da tre forze politiche che hanno idee abbastanza confuse e, soprattutto, non abbiano mai avuto un punto di convergenza".  "Mi auguro che vengano esaminati i tanti problemi che abbiamo proposto e che continueremo a proporre, quali l'autonomia, le infrastrutture e soprattutto il sostegno alle imprese. Occorrono azioni concrete che consentano alla nostra Regione di raggiungere obiettivi più alti, in modo che tutto il Paese possa trarne beneficio", ha concluso.
Per il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti "Al di là della maggioranza politica totalmente disomogenea che lo sostiene, alcune cose sono abbastanza significative: in particolare la scelta del ministro degli Interni dopo l'èra Salvini, con l'arrivo di un prefetto che è sempre stato molto favorevole all'accoglienza diffusa dei migranti. Penso che" Lamorgese "segni una discontinuità preoccupante. I 5 stelle al dicastero degli Esteri qualche preoccupazione dopo il Venezuela la danno - ha detto ancora Toti - mentre il nuovo ministro dell'Istruzione lo ricordo solo per la tassa sulle merendine a scuola. Non mi pare un buon giorno, tutte le perplessità che c'erano prima non le hanno cancellate.  Possiamo contare sulla punta di una mano gli italiani che avrebbero fatto peggio di Toninelli al Mit. Vedremo cosa farà il Pd che ha ospitato per anni il peggior ambientalismo del Paese e oggi si erge a paladino delle infrastrutture dopo averle bloccate a Genova in un decennio di inconcludenti dibattiti". 
Con una una nota, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio ha detto di aver "fatto gli auguri al neo Ministro della Salute, Roberto Speranza, del quale conosco la sensibilità e la visione meridionalista. Chiederò subito un incontro immediato con l'auspicio che venga abrogato il decreto 'disastro sanità in Calabria'. Chiederò anche - ha aggiunto - che siano assunti provvedimenti urgenti in direzione dello sblocco immediato delle assunzioni di medici ed infermieri e siano attuati gli investimenti necessari a dare alla Calabria un sistema sanitario degno di una condizione civile". Oliverio ha anche detto di condividere la "civile protesta" che sta attuando nella sede della Regione il sindaco di Cetraro (Cosenza), Angelo Aita, che chiede di revocare la sospensione del punto nascite nell'ospedale della cittadina dell'Alto Tirreno cosentino e che venga nominato il primario di ginecologia ed ostetricia dello stesso nosocomio. "Il sindaco di Cetraro, con la sua protesta - ha detto ancora Oliverio - dà voce alla condizione di intollerabile sofferenza del servizio sanitario. Dieci anni di #Commissariamento imposti da Roma e pagati amaramente dai calabresi. Un Decreto presentato come la salvezza per la sanità calabrese sta producendo disastri, con la chiusura e l'ulteriore depotenziamento dei servizi".
Il Presidente del Piemonte Alberto Cirio, ospite di 'Speciale Tg4', ha ricordato che "Le imprese del Piemonte ci chiedono certezza di prospettive: se uno vuole creare una impresa in Piemonte vuole sapere se la Tav si fa o no, se l'Asti-Cuneo viene completata o no. Vengo dalla terra di Einaudi, e Einaudi insegnava che lo Stato deve fare poche cose, tra cui dare chiarezza di prospettive".
Cirio ha poi sottolineato che "Chiedendo l'autonomia dei nostri territori non facciamo altro che chiedere l'attuazione di quella Costituzione che oggi permette a un governo che non ha vinto le elezioni di insediarsi. Se va bene per loro, per fare un governo senza il voto popolare, allora sulla base di quella stessa Costituzione possiamo rivendicare la sacrosanta autonomia dei nostri territori". Oggi mi trovo per una serie di incontri a Verbania", ha aggiunto, ma per andare a Locarno "c'è un'unica strada che ogni giorno migliaia di frontalieri italiani percorrono per andare a lavorare in Svizzera. Su questa strada sono avvenute delle frane e dobbiamo intervenire con urgenza, ma l'urgenza la deve decidere Roma. E l'Anas, da Roma, ha deciso che questo intervento non è una urgenza nazionale".   Anche per questi motivi il Piemonte deve avere "l'autonomia di considerare se un'opera è urgente e necessaria per il territorio, i suoi cittadini e le sue aziende. Questo non ha nulla a che fare con la volontà di essere solidali o con l'unità nazionale. E' solo un principio di sacrosanto buonsenso che mi auguro nessun governo voglia ridiscutere. Oggi abbiamo paura per le molte  incertezze e  per un governo che nasce con il solo cemento che lega  coloro che perderebbero il posto se domani si andasse a votare, posto  che hanno ottenuto, in maniera anche un po' fortunosa, negli ultimi  anni", ha aggiunto. "Io pero'- ha ribadito - sono il governatore del Piemonte, ho un ruolo istituzionale e lo rispetto fino in fondo. Mi porrò nel modo più  corretto perché il mio obiettivo è tutelare il Piemonte: certo è che  le paure e i timori, di fronte a queste prime indicazioni, ci sono e  ci dicono che dobbiamo lavorare con ancora più forza".
Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, haichiarato che "Ci sono importanti novità dentro questo governo, a cominciare da Roberto Gualtieri all'Economia che conosco e stimo per la sua competenza e il suo impegno in Europa.  Anche il cambiamento alle Infrastrutture è una buona notizia: la delega affidata a Paola De Micheli può rappresentare un cambio di passo sulle tante questioni aperte in Toscana. Il Partito Democratico  esprime inoltre altri nomi di rilievo come Enzo Amendola agli Affari europei, Peppe Provenzano al Sud, Francesco Boccia agli Affari regionali, Teresa Bellanova all'Agricoltura. Positivo anche il rientro di Dario Franceschini perché con lui in Toscana abbiamo lavorato bene.Infine, saluto volentieri la nomina alla Salute di Roberto Speranza che è stato eletto proprio nella nostra Regione per Liberi e Uguali.  Ora è tempo che il governo si metta al lavoro".
Il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, ha inviato i propri auguri di buon lavoro al nuovo esecutivoi. "L’Italia ha bisogno di stabilità – ha sottolineato Kompatscher – e di un governo solido in grado di affrontare, anche attraverso la cooperazione con i partner europei, le delicate e importanti sfide che attendono il paese: dal lavoro all’immigrazione, dalla crescita alla sostenibilità". Sanità, concessione A22, autonomia Per quanto riguarda i settori che più da vicino riguardano la realtà altoatesina, il Presidente si augura un “una particolare attenzione per la sanità e una rapida soluzione della vicenda legata alla concessione autostradale per A22”. Kompatscher ha concluso augurandosi di poter incontrare al più presto il nuovo Ministro agli affari regionali, Francesco Boccia, “per dialogare in maniera costruttiva sulla tutela e lo sviluppo dell’autonomia”.
Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, nel congratularsi con i ministri Luciana Lamorgese e Roberto Speranza per l’alto incarico ricevuto ha formulato i migliori auguri di un buon lavoro e di una proficua collaborazione nel comune interesse delle popolazioni amministrate.
Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, “Nel giorno dell’insediamento del nuovo Governo" ha voluto augurare buon lavoro al Presidente Conte e ai suoi ministri. Sono certo che l’esecutivo avrà tra le priorità l'accelerazione ormai improcrastinabile della ricostruzione post-sisma”. E' vitale “un cambio di passo per la ricostruzione dei nostri territori. Devono essere necessariamente accolti gli emendamenti che avevamo proposto due mesi fa per semplificare e velocizzare le procedure”. “Sono cinque – sottolinea il presidente - gli ambiti in cui occorre intervenire urgentemente".
In primo luogo il personale.  In secondo luogo la semplificazione delle procedure per l’edilizia privata e produttiva. Il terzo ambito di intervento è quello della tutela dei lavoratori mentre ilquarto ambito riguarda le opere pubbliche.privo dei requisiti previsti dalle linee guida Anac. Il quinto e ultimo ambito di intervento è relativo allo sviluppo". Un evento straordinario come il terremoto – ribadisce Ceriscioli - ha bisogno di strumenti straordinari. Lo chiediamo da più di due anni, lo abbiamo chiesto ai due precedenti governi. Lo chiedono le decine di migliaia di marchigiani che hanno bisogno di risposte immediate. Per questo sono certo che il nuovo governo ci sosterrà con le misure necessarie”.
Infine per  il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.“Al di là delle riserve politiche verso il nuovo governo, sento da presidente della Regione di formulare gli auguri di buon lavoro a Nunzia Catalfo e Giuseppe Provenzano che, con Alfonso Bonafede, portano a tre le presenze siciliane nella compagine governativa. In particolare, i dicasteri del Lavoro e delle Politiche sociali e quello del Sud rappresentano due leve fondamentali per far ripartire il Mezzogiorno, fin qui escluso dall’agenda dei governi precedenti. Con l’auspicio che il loro impegno sia utile ad affrontare e risolvere i tanti nodi che riguardano la nostra terra e che, da tempo, sono all’attenzione di Palazzo Chigi. Ribadiamo la nostra disponibilità a un sereno e costruttivo confronto istituzionale nell’interesse esclusivo dei siciliani”.

 



( red / 05.09.19 )
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