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n. 3677 - martedì 10 settembre 2019

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Autonomia differenziata: tema di confronto e riflessione per le Regioni

(Regioni.it 3677 - 10/09/2019) Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha inviato al neo ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, la documentazione sulla richiesta di maggiore autonomia differenziata approvata il 9 agosto scorso dalla Giunta ed attualmente all'esame del Consiglio regionale.
"Non ho dubbi che saprà svolgere l'incarico ricevuto con equilibrio ed efficacia nell'interesse dei nostri territori - scrive Cirio al ministro Boccia -. Avendo apprezzato la sua intenzione di visitare le Regioni e incontrare i presidenti, mi permetto di raccogliere subito tale disponibilità invitandola in Piemonte non appena la sua agenda lo consentirà". Il documento del Piemonte chiede di avere dal Governo maggiore autonomia differenziata su tutte le 23 competenze previste dagli articoli 116 e 117 della Costituzione e maggiori poteri legislativi e amministrativi su gran parte delle 13 materie già indicate dalla precedente amministrazione.
Per il presidente del Veneto, Luca Zaia "L'unità d'Italia è prerequisito dell'autonomia. Parlare di coesione, di unità d'Italia, dei valori di sussidiarietà e solidarietà è il prerequisito, E' come andare a comprare un'auto e pretendere che ti garantiscano che ha quattro ruote".
"Passiamo questa fase - ha proseguito Zaia - e invito il Governo a fare quel salto di qualità che non ha mai fatto: presenti il progetto di autonomia che ritiene ideale, perché altrimenti questo dibattito si protrarrà per mesi. Ancora oggi discutiamo delle 23 materie del Veneto piuttosto che delle 15 dell'Emilia Romagna o delle 12 del Piemonte (che oggi Cirio ha portato a 23, ndr), ma nessuno ci sa dire in Italia quante materie vorrebbe il Governo, perché non esiste un progetto. Roma non ha mai scritto nulla". Ma se l’urgenza dell’autonomia non sarà compresa, aggiunge Zaia, "I cittadini ci andranno da soli in piazza, perché a Roma non hanno capito che il tema dell'Autonomia è cogente, è un tema pregnante". E "Se a Roma ancora non hanno capito - ha aggiunto - che qui si mangia pane e autonomia, lo capiranno direttamente dai cittadini".
"Sul cosiddetto tema dell'autonomia differenziata - ha detto il Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio - un ruolo fondamentale hanno svolto e svolgono i mezzi di informazione. I grandi giornali e i mezzi di comunicazione nazionale hanno spesso fatto da cassa di risonanza a quei poteri che hanno storicamente ostacolato e impedito la crescita e lo sviluppo del Mezzogiorno. E questo ha determinato nel Sud una sorta di rassegnazione ed un profondo senso di impotenza e frustrazione a livello politico e culturale. Spesso, troppo spesso - continua Oliverio - c'è stata anche una forte complicità di alcuni settori della classe dirigente meridionale rispetto a questi processi”.  E “Questa è la prima riflessione che dobbiamo fare con grande coraggio e verità, ma anche con una dose di forte autocritica, se vogliamo veramente voltare pagina".  Il Presidente della Regione si è quindi soffermato sul ruolo che deve svolgere una classe dirigente che abbia veramente a cuore l'unità e la centralità del Paese. "Oggi - ha rimarcato Oliverio- c'è urgente bisogno di classi dirigenti fortemente lungimiranti, che si lascino alle spalle una stagione in cui si è guardato allo sviluppo del Paese con una visione prettamente territoriale, attraverso cui il Sud è stato considerato, di volta in volta, o come un bacino di manodopera come è avvenuto negli anni del Dopoguerra, o semplicemente come un'area di consumo. Proprio su questa visione ha costruito le sue fortune il fenomeno leghista che oggi torna all'attacco travestendosi, in termini aggiornati ma non meno gravi, della cosiddetta "autonomia differenziata".
"In questa situazione anziché prendere una decisione definitiva si è rappresentata questa 'buona'
autonomia di Bonaccini contro la 'cattiva' autonomia di Fontana, il che è assolutamente una notizia falsa e infondata". Il Presidente della Lombardia. Attilio Fontana, lo afferma durante il proprio intervento radiofonico mattutino a 'Centro Città', su Radio 1. Fontana dunque respinge con forza l'idea che esistano autonomie di serie A e autonomie di serie B.
"La differenza tra l'autonomia di Bonaccini e la nostra - spiega Fontana- sono tre materie di importanza limitata (alimentazione, porti, aeroporti, energia)". L'unica differenza per il presidente lombardo "è quella sulla scuola", che è "l'unico punto su cui stiamo discutendo". Dopodiché "quello che noi chiediamo, ossia competenza su 20 delle 23 materie- aggiunge- è prevista dalla nostra Costituzione. Quindi o è sbagliata la Costituzione o non esistono buone e cattive autonomie", chiude
Fontana.
Il Presidente Stefano Bonaccini, a margine del forum Ambrosetti a Cernobbio l’8 settembre, aveva cercato di spiegare le opportunità legate alla proposta dell'Emilia-Romagna in materia di Autonomia: "può essere davvero il punto di equilibrio nella nuova compagine di governo per trovare una maggioranza che possa portarla avanti. Un'autonomia non può essere Nord contro Sud e ricchi contro poveri, ma credo che la concessione dell'autonomia differenziata sia un fatto importante"".
Il precedente governo, ha sottolineato, ""per un anno e mezzo ci ha detto che l'Autonomia era a portata di mano e non se ne è fatto assolutamente nulla, non abbiamo visto neanche l'ombra. Bisogna ripartire da alcuni punti fermi che sono quelli per cui le regioni hanno il diritto e dovere di poter discutere rispettando pedissequamente la Costituzione"". Il tema, ha proseguito Bonaccini, "è avere un interlocutore all'interno del governo che permetta alle regioni di avere un tavolo di trattative che faccia fare passi in avanti”.
"L'Emilia Romagna ha fatto una proposta diversa in alcuni punti - ha spiegato - ad esempio noi non chiediamo la regionalizzazione della scuola, a me di avere insegnanti dipendenti della regione non me ne può fregare di meno, a noi interessa decidere i fabbisogni del personale della scuola per evitare che continui, perché è un po' una vergogna nazionale che i nostri figli inizino l'anno scolastico e spesso per mesi non hanno davanti un insegnante che dovrebbe accompagnare fino alla fine dell'anni scolastico”.



( red / 10.09.19 )
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