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n. 3679 - giovedì 12 settembre 2019

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Elezioni regionali: le novità del dibattito politico

(Regioni.it 3679 - 12/09/2019) In Umbria si voterà il 27 ottobre, mentre ancora non è ancora definita la data delle prossime elezioni regionali che interesseranno Emilia-Romagna e Calabria. Tra due settimane al massimo - ha preanunciato però il Presidente della Regione Emilia-Romagna - "indicheremo la data" delle elezioni. "Visto che non si è andati a elezioni anticipate- ha spiegato Stefano Bonaccini - è venuta a cadere l'ipotesi di possibile election day, mi pare che fine novembre o fine gennaio, avendo in mezzo Natale, sono le due vere opzioni in campo. Nel giro di pochi giorni, al massimo due settimane, lo comunicheremo". La decisione sulla data delle elezioni regionali in Emilia-Romagna, afferma Bonaccini, è legata "all'approvazione del bilancio. L'altra volta, non potendolo approvare, andammo in esercizio provvisorio per diversi mesi. A me piacerebbe comunque che chiunque vinca possa trovare la possibilita' dal giorno dopo di fare il presidente immediatamente e in pieni poteri".
Il Presidenta della Calabria Mario Oliverio, rivolgendosi ai consiglieri regionali ha detto "Non ho ancora deciso la data, perché c'è anche il problema di correlarsi possibilmente con altre regioni, ma assumo il messaggio che avete lanciato di votare il prima possibile dentro quella forchetta di sessanta giorni tra il 24 novembre e il 26 gennaio. E' la volonta' del Consiglio che io non potrei tradire, sia pure con un atto di mia competenza".
Intanto il dibattito politico si arricchisce di alcune novità: la definizione  e la presentazione di un nuovo soggetto politico nell'area del centro destra, promsso dal Presidente della Liguria, Giovanni Toti, e lo scenario di possibili alleanze territoriali fra Pd e 5 stelle lanciata con un'intervista ala "Repubblica" da Dario Franceschini e sostanzialmente apprezzata dal segretario del Pd e Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
"Se lavoreremo bene, potremo presentarci insieme gia' alle regionali. E' difficile, ma dobbiamo provarci. Per battere questa destra, ne vale la pena". E' questo l'orizzonte che il neoministro dei Beni artistici, culturali e del turismo, Dario Franceschini, descrive nell'intervista a La Repubblica. "L'idea di Franceschini - ha detto il segretario del Pd e presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti - e' corretta. Bisogna rispettare le realtà locali, ma se governiamo su un programma chiaro l'Italia, perché non provare anche nelle Regioni ad aprire un processo per rinnovare e cambiare? Ho sempre creduto nella necessità di aprire con coraggio una nuova stagione e questo può essere un capitolo importante: cambiare e migliorare la vita delle persone".
Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, a margine della presentazione della 83esima Fiera del Levante, in vista dell'arrivo del premier Conte a Bari, ha sottolineato che  "Da molti anni avevamo compreso qui in Puglia, perché evidentemente la posizione geografica ci aiuta, che il destino del fronte progressista italiano era quello di ricostruirsi attraverso un'alleanza tra i centrosinistra e il Movimento 5 Stelle. Mi auguro che questo processo metta da parte gli spigoli di carattere e che costruisca un'armoniosa visione del futuro. L'Italia o è così, si costruisce così o diventera' un Paese post fascista, post autoritario, modello Ungheria. Sinceramente io in un Paese così non vorrei vivere, quindi bisogna mettercela tutta per far funzionare questo Governo e per consentire alle forze migliori del Paese di essere unite in una visione europea, internazionale.
L'ipotesi è però "smorzata" dal Movimento 5 stelle: Il tema delle alleanze alle regionali - sottolineano fonti del M5s - non è all'ordine del giorno. Dunque non c'è in ballo alcuna possibile alleanza con il Pd in vista delle prossime elezioni Regionali. Le priorità per il MoVimento sono altre, ci sono temi importanti da affrontare e provvedimenti da realizzare in tempi celeri a favore dei cittadini. Una cosa è certa: le dinamiche interne tra forze politiche non interessano agli italiani e non servono a far crescere il Paese. Rimaniamo concentrati sulle cose concrete come il taglio dei parlamentari e l'abbassamento delle tasse.

Giovanni Toti durante una conferenza stampa a Montecitorio, presentando il gruppo che ha aderito alla neonata formazione politica "Cambiamo" ha spiegaro che  "Questa è la prima componente di Cambiamo ma stanno nascendo anche gruppi in varie regioni, Lazio, Liguria, Lombardia, nei prossimi giorni daremo notizie anche da lì, Veneto Sardegna, Calabria, anche nei principali Comuni d'Italia, consiglieri di tutti i livelli decidono di aderire al nostro sforzo per cambiare approccio alla politica" e "la settimana prossima" dovrebbe nascere anche il gruppo al Senato. Naturalmente "Costituire i gruppi parlamentari non è il nostro primo obiettivo - ha spiegato - ci rivolgiamo a chi, e sono molti milioni, ahimè, anche se tuttora si fa finta non accorgersene, elettori, militanti di base, che in questi anni non hanno trovato collocazione nel centrodestra disertando le urne o scegliendo altri partiti. Non siamo neppure registrati all'elenco dei partiti, lo faremo nelle prossime ore una volta completato lo Statuto definitivo, perciò direi ai sondaggisti di lasciarci lavorare per qualche settimana perchè l'entusiasmo è veramente tanto. La nostra collocazione politica è il centrodestra, alternativa a questo governo, a fianco degli amici con cui governiamo in tante regioni in Italia ma autonomi sia per contenuti sia per organizzazione e militanza"", ha precisato Toti."Sull'europeismo vogliamo finirla di fare i sovranisti che digrignano i denti contro quelli che vanno in ginocchio a Bruxelles e troviamo una posizione". E poia ancora "Non sono fan del proporzionale, sarebbe un ritorno al passato, penso che gli italiani vogliano una legge elettorale che garantisca governabilita' e che permetta di scegliere da chi essere governati".




( red / 12.09.19 )
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