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n. 3679 - giovedì 12 settembre 2019

Sommario

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Istat: crescita occupazione soprattutto al Nord

Interventi di Zingaretti e Bonaccini

(Regioni.it 3679 - 12/09/2019) L’Istat rileva che “dopo il rallentamento nell’ultimo periodo, si arresta la crescita degli occupati a tempo pieno mentre prosegue l’aumento del tempo parziale; l’incidenza del part time involontario è stimata al 64,8% dei lavoratori a tempo parziale (+1,2 punti).
Alla crescita dell’occupazione soprattutto nel Nord e più lievemente nel Centro (+0,7% e +0,1%, rispettivamente) si contrappone, per il terzo trimestre consecutivo, il calo nel Mezzogiorno (-0,3%)”.
Sono i dati sul mercato del lavoro del secondo trimestre 2019: il tasso di disoccupazione scende al 9,9% (-0,4 punti).
Nel secondo trimestre il numero degli occupati cresce di 130 mila unità (+0,6%) rispetto al trimestre precedente, con l'aumento dei dipendenti permanenti (+97 mila, +0,7%) e quello 'meno intenso' dei dipendenti a termine (+16 mila, +0,5%) e degli indipendenti (+17 mila, +0,3%).
La crescita sul territorio è più accentuata nel Mezzogiorno (+1,1%) rispetto al Nord e al Centro (+0,4% e +0,3%, rispettivamente).
Il tasso di occupazione si porta al 59,1% (+0,3 punti); la crescita riguarda sia gli uomini (+0,4 punti) sia le donne (+0,3 punti) ed è maggiore nel Mezzogiorno (+0,5 punti) in confronto al Nord (+0,2 punti) e al Centro (+0,3 punti).
L’aumento congiunturale del numero di occupati è il risultato della crescita più sostenuta dei dipendenti permanenti (+97 mila, +0,7%) e di quella meno intensa dei dipendenti a termine (+16 mila, +0,5%) e degli indipendenti (+17 mila, +0,3%).
Nel confronto tendenziale, per il nono trimestre consecutivo si riduce il numero di disoccupati (-260 mila in un anno, -9,3%), coinvolgendo entrambi i generi, le diverse aree territoriali e tutte le classi di età. Dopo due trimestri di calo, torna ad aumentare il numero di inattivi di 15-64 anni (+63 mila in un anno, +0,5%).
Il tasso di disoccupazione è in diminuzione sia rispetto al trimestre precedente sia in confronto a un anno prima; tale andamento si associa alla stabilità congiunturale e alla crescita tendenziale del tasso di inattività delle persone con 15-64 anni.
"Nel Lazio – sottolinea il presidente Nicola Zingaretti - è record storico di occupati, 2 milioni 419 mila, il dato trimestrale più alto di sempre. Gli ultimi dati Istat diffusi oggi sul lavoro, relativi al secondo trimestre 2019, sono un'ottima notizia per il nostro territorio, con un calo di 55 mila persone in cerca di lavoro in un anno e si sommano a quelli sull'export di ieri che vedono il Lazio prima regione in Italia per la crescita delle esportazioni. Sono due indicatori di come la nostra regione stia affrontando con coraggio e determinazione le difficili sfide del mercato globale, caratterizzate da realtà economiche sempre più interconnesse e competitive. Sappiamo che c'è ancora molto da fare in Italia e nel Lazio per risolvere le tante criticità ancora presenti nel mercato del lavoro, ma gli ottimi dati di oggi sono un incentivo a continuare la strada intrapresa con le nostre politiche regionali messe in campo in questi anni, anche su internazionalizzazione, formazione e lavoro, per raggiungere nuovi importanti obiettivi".
Anche il presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, evidenzia i buoni risultati della propria regione, che vede "crescere il numero degli occupati, arrivati a 2,57 milioni" con un incremento "dell'1,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso", sono numeri "unici in Italia: quanto fatto in regione insieme a tutte le parti sociali nel Patto per il lavoro, dai sindacati alle imprese, dagli enti locali alle università, dai professionisti alle associazioni del No profit, si conferma una efficace politica industriale, fatta di condivisione, investimenti pubblici e scelte in grado di guardare anche al futuro".
Si evidenzia come il tasso di disoccupazione in Emilia-Romagna si attesti al "4,8% e, nella media degli ultimi 12 mesi" risulta "sceso al 5,5% rispetto al 9% di inizio legislatura, nel 2015".
Per Bonaccini, "naturalmente non possiamo sottovalutare nemmeno qui la congiuntura, le situazioni di crisi aziendali aperte, il fatto che permangono problemi di precarietà e sottoccupazione. E’ quindi indispensabile che il nuovo Governo punti come noi su lavoro, investimenti e formazione. I risultati raggiunti in Emilia-Romagna ci confortano ma ci spronano ancora di più a concentrare gli sforzi sull'occupazione giovanile e sulle aree più svantaggiate”.

 







( gs / 12.09.19 )
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