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n. 3695 - venerdì 4 ottobre 2019

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Economia circolare: occorre una norma chiara su end of waste

(Regioni.it 3695 - 04/10/2019) Per l’economia circolare serve norma per regionalizzazione competenza. Lo sostiene l'assessore della regione Veneto all'ambiente Gianpaolo Bottacin. “Da oltre un anno il blocco delle autorizzazioni all''end of waste', ossia alla cessazione della qualifica del rifiuto, - spiega Bottacin - sta creando un grande caos al sistema e bloccando di fatto tutti i procedimenti in corso, oltre ad impedire la presentazione di nuove istanze. E’ quindi fondamentale un intervento normativo che attribuisca nuovamente alle Regioni la competenza di autorizzare la cessazione della qualifica di rifiuto 'caso per caso'”. “Secondo la normativa - prosegue Bottacin - le autorizzazioni alla cessazione della qualificadel rifiuto possono essere concesse dalle autorità competenti sulla base di vecchi criteri, che rendono impossibile autorizzare 'caso per caso' la cessazione della qualifica del rifiuto, impedendo pertanto lo sviluppo di nuove attività di riciclo. Questa situazione non solo ci fa fare un passo indietro di decenni, ma se dovesse restare in atto comporterà altresì gravissime ripercussioni in termini di tutela ambientale e, pure, per la ricerca e lo sviluppo economico. Per questo chiediamo un intervento legislativo immediato al Ministero dell'Ambiente guidato da Costa. La Commissione Ambiente ed Energia della Conferenza delle Regioni – aggiunge Bottacin - ha visto il voto unanime di tutte le Regioni in questa direzione. Se si vuole l'economia circolare, è necessario che il Governo agisca e lo faccia tempestivamente, su tutti gli aspetti che riguardano le politiche ambientali. Il Veneto ha chiesto l'autonomia proprio per garantire tempestività. Su questo e su tutto il resto, come per esempio i limiti sui Pfas”.
E’ quindi da riformare il testo unico sull’Ambiente nella parte riguardante il riciclo dei rifiuti cosiddetti «End of Waste», tipologia di scarti che poi diventano prodotti. Alle Regioni va riassegnata la delega di concedere le autorizzazioni alle aziende che svolgono questa attività «caso per caso», evidenzia l’assessore all’Ambiente, Matteo Marnati, della regione Piemonte. "A febbraio 2018 - spiega Marnati - il Consiglio di Stato, ha emesso una sentenza che stabilisce che i criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto cosiddetto caso per caso non possono più essere definiti dalle Regioni o da enti delegati, ma soltanto dallo Stato. Così facendo c’è il rischio di bloccare il processo di riciclo di alcuni rifiuti e di bloccare lo sviluppo dell’economia circolare e l’innovazione dei processo produttivi con grave danno all’ambiente e allo sviluppo economico della regione. È evidente – aggiunge Marnati - che il venire meno di filiere virtuose di riciclaggio comporta che consistenti flussi di rifiuti vengano indirizzati allo smaltimento in discarica, all’incenerimento o anche a gestioni illecite sfociate poi in emergenze come quelle dei roghi”.
Anche per l'assessore all'Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, per far salve le autorizzazioni esistenti per tutta la filiera dell'end of waste, serve una proposta di emendamento alla normativa nazionale vigente che reintroduca il 'caso per caso'. Inoltre, afferma Cattaneo, “occorre una norma chiara sull''end of waste', che non solo salvaguardi quello che c'e', ma permetta di rimettere in moto la filiera dell'economia circolare, anche per i rinnovi e le nuove autorizzazioni". "Per fare cio' – ribadisce Cattaneo - occorre reintrodurre le autorizzazioni caso per caso in capo alle Regioni e agli altri Enti competenti, Provincie e Citta' Metropolitane. Solo cosi' - rileva Cattaneo - si potra' evitare quello che purtroppo sta accadendo, ovvero il blocco dell'intera filiera del riciclo e del riuso, che tutti a parole dicono di voler sostenere. La posizione unitaria delle Regioni chiama Governo e Parlamento ad atti conseguenti”.
Nell'ambito del decreto sulle crisi aziendali è stato annunciato un emendamento sulla normativa sull'End of Waste", e il sottosegretario all’ambiente Roberto Morassut rileva che così “si sblocca un settore fondamentale dell'economia circolare, dando certezza alle imprese, autonomia alle regioni in un quadro di equilibrio nazionale e di controlli adeguati”.
Dunque il Governo riapre sul end of waste, fa sapere l'assessore della regione Emilia-Romagna, Paola Gazzolo, per “un passo in avanti che darà certezza normativa alle Regioni e prospettive ai lavoratori e alle imprese del riciclo”, in quanto "occorre procedere con urgenza per difendere i posti di lavoro e l'attività delle imprese impegnate sul fronte dell'economia circolare" Gazzolo commenta così l’annuncio del Sottosegretario sul ripristino del end of waste. Si tratta – spiega Gazzolo - di un impegno importante per le Regioni, che da tempo lo chiedono unitariamente. Rilevante anche per i lavoratori e le imprese del riciclo che attendono una norma chiara e affidabile per poter dare continuità al proprio ciclo produttivo delle imprese green. “Non a caso organizzazioni sindacali e associazioni imprenditoriali e di settore si sono espresse in queste ore a favore di una rapida conclusione della vicenda”. “In Emilia-Romagna il tema è particolarmente sentito – prosegue Gazzolo - e circa un terzo delle autorizzazioni rilasciate rischiano di scadere e di non essere rinnovate in assenza di un quadro legislativo che riconsegni una volta per tutte alle Regioni la facoltà di autorizzare la cessazione della qualifica di rifiuto, definendone i criteri caso per caso. Occorre procedere con urgenza per difendere i posti di lavoro e l’attività delle imprese impegnate sul fronte dell’economia circolare”.
Ma il presidente della Regione Lombardia ,Attilio Fontana, è critico in merito all'emendamento sull'End of waste proposto dalla maggioranza in Parlamento che sarà inserito nel decreto sulle crisi aziendali: “è incredibile venga aumentata la burocrazia nella filiera del trattamento e del riciclo dei rifiuti, penalizzando ancora una volta le Regioni più virtuose, come la Lombardia, che su questa materia hanno trovato soluzioni positive e vincenti", quindi Fontana evidenzia che invece di semplificare, “Roma rende sempre più difficile la vita delle nostre imprese”.



 



( gs / 04.10.19 )
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