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Infanzia: Cesvi, per i maltrattamenti è ancora allarme al Sud

martedì 14 maggio 2019

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   (ANSA) - ROMA, 14 MAG - Continua a rimanere forte il divario
tra il nord e il sud dell'Italia per il rischio di
maltrattamento all'infanzia. E' ancora allarme nel Mezzogiorno,
dove la Campania rimane fissa in ultima posizione, preceduta da
Sicilia, Calabria e Puglia. Male anche quest'anno Abruzzo e
Lazio. Migliora invece il Molise, mentre si riconferma al primo
posto come regione più virtuosa l'Emilia Romagna, seguita dal
Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Toscana. E'
quanto emerge dalla seconda edizione dell'Indice regionale sul
maltrattamento all'infanzia in Italia realizzata dal Cesvi che
quest'anno, nella seconda edizione del rapporto, ha messo in
evidenza la "strettissima" la correlazione tra il maltrattamento
ai danni dei minori e la povertà economica, emozionale
relazionale ed educativa.
  La povertà materiale - secondo lo studio - non determina in
modo diretto forme di maltrattamento infantile, ma costituisce
un fattore di rischio a elevata criticità anche come povertà
emozionale, relazionale ed educativa. Il maltrattamento sui
bambini è la conseguenza ultima, estrema e spesso drammatica, di
una situazione di disagio che coinvolge le figure genitoriali e
il contesto familiare, ambientale e sociale nel quale i
bambini/e crescono. Anche per la povertà si registrano
"rilevanti" differenze nel territorio: sono 1 milione e 208 mila
i minori che - secondo i dati Istat del 2017 - vivono in una
situazione di povertà assoluta in Italia, al sesto posto tra i
Paesi con le peggiori performance in Europa, con il 32,8% di
bambini/e a rischio di povertà o esclusione sociale.(segue)

     DE
14-MAG-19 11:28 NNN


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   (ANSA) - ROMA, 14 MAG - Anche in questo caso la situazione
peggiore si riscontra al Sud, con il 44% della popolazione a
rischio di povertà ed esclusione sociale. Sono infatti Napoli,
Palermo e Catania le città che presentano una maggiore
vulnerabilità a livello sociale e materiale.
  L'Indice regionale sul maltrattamento all'infanzia in Italia è
il risultato dell'aggregazione di 64 indicatori relativi ai
fattori di rischio e ai servizi offerti sul territorio, che
individuano aree critiche e best practice nelle diverse regioni
italiane.
  "Ô stato dimostrato che il maltrattamento - spiega Daniele
Barbone, amministratore delegato di Cesvi - avviene
trasversalmente in tutte le classi sociali; tuttavia la
condizione economica della famiglia può avere un effetto diretto
sul maltrattamento e la trascuratezza, ad esempio per la
mancanza di denaro necessario per rispondere ai bisogni di base
dei minori, o un effetto indiretto, aumentando la situazione di
stress dei genitori. Inoltre povertà materiale e povertà
educativa sono strettamente correlate: nelle famiglie in cui si
fatica ad arrivare a fine mese è difficile, per esempio,
riuscire a partecipare ad attività culturali e ricreative".
  L'Ad di Cesvi sottolinea che attraverso questo Indice
regionale si sollecita una legge-quadro nazionale sul
maltrattamento all'infanzia e la predisposizione di un adeguato
sistema informativo.(ANSA).

     DE
14-MAG-19 11:30 NNN