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Consulta: nomine porti; intesa con regione

martedì 11 ottobre 2005

Consulta: nomine porti; intesa con regione

 

(regioni.it) Per le nomine dei presidenti dei porti, o meglio delle autorità portuali, la Corte Costituzionale interviene e indica la strada dell’intesa istituzionale. E' il caso per l' iter di nomina dell' Autorita' portuale di Livorno.

   La Consulta ha infatti accolto un ricorso della Regione Friuli Venezia Giulia riguardante la Port Authority di Trieste e si e' pronunciata anche su quella parte del decreto 136 del 2004 che attribuisce al ministro, passati trenta giorni senza raggiungere l' intesa tra Governo ed enti locali, il potere di chiedere al presidente del Consiglio dei ministri di porre la questione all' attenzione dell' esecutivo e poi deliberare. La Consulta ha definito ''il meccanismo escogitato per superare la situazione di paralisi determinata dal mancato raggiungimento dell' intesa tale da svilire il potere di codeterminazione riconosciuto dalla legge alla Regione''.

Un appello alle forze economiche es ociali livornesi perche' facciano sentire adesso, con nettezzae forza, il loro impegno per il futuro del porto. E un appelloanche al governo perche' abbandoni la strada degli strappi e delle forzature e imbocchi finalmente quella del dialogo e della leale collaborazione. Questi i passaggi fondamentali diuna lettera aperta del presidente della Regione Toscana,Claudio Martini, sulla situazione del porto di Livorno.

    "Il senso della pronuncia della Corte - scrive Martini - e', ancora una volta, forte ed inequivoco: senza l'intesa con la Regione la procedura non e' legittima. E' quello che noisosteniamo da sempre, mentre il governo ha finora proceduto percolpi di mano". La sentenza della Consulta sottolinea inparticolare come la "codeterminazione" del Ministero e dellaRegione nelle procedure di nomina derivi, secondo la corretta interpretazione della legge statale del 1994, dal riconoscimento del ruolo dei porti nell'economia regionale elocale. Una valutazione che appare ancor piu' fondata alla luce della riforma del Titolo V della Costituzione, che ha inserito la materia dei porti tra quelle di legislazione concorrente.

Tutto questo avviene mentre "nelle commissioni parlamentari si sta discutendo l'assurda proposta governativa di nominare Bruno Lenzi, contro l'opinione della Regione e fuori da qualsiasi percorso d'intesa". "Dico percio' al governo: fermatevi e restituiamo valore legale alla procedura di nomina. E all eforze che hanno a cuore il futuro del porto - conclude Martini- dico e' adesso che bisogna farsi sentire. Questa sentenza della Corte riapre la possibilita' di una soluzione corretta,equa, rispettosa del ruolo di tutti".

(red/10.10.05)

 

N. 600 - 10 Ottobre 2005