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Porti: verso un altro blitz ?

venerdì 13 gennaio 2006

Porti: verso un altro blitz ?

 

(regioni.it) E’ sicuramente positivo che sia stato corretto il decreto omnibus sulla Pubblica Amministrazione con l’abbandono dell’elenco dei porti di rilevanza nazionale e internazionale e il ripristino della intesa Stato-Regioni-Enti locali per la designazione delle Autorità portuali”, lo ha dichiarato Vasco Errani (cfr regioni.it n.650) , Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, tornando a ribadire nei toni quanto aveva già avuto modo di dichiarare.

“Se fosse tutto vero – ha detto il Presidente della Toscana, Claudio Martini -  sarà soprattutto la conferma che si e' riusciti ad evitare un ulteriore strappo alla Costituzione e che si e' ristabilito il doveroso rispetto di ruoli e poteri delle Regioni. Per ora mi limito a dire che se la novita' sara' confermata dai fatti, sara' per me motivo di grande soddisfazione. Ma soprattutto sara' la conferma che si e' riusciti ad evitare un ulteriore strappo alla Costituzione e che si e' ristabilito il doveroso rispetto di ruoli e poteri delle Regioni''. Più netta la posizione del Presidente della Puglia, Vendola: "E' uno schiaffo in faccia al centrodestra. L'arroganza non paga'".''Una buona notizia per il porto di Ancona e la crescita delle Marche'', l’aveva invece definita  il Presidente delle Marche Gian Marco Spacca.

Ma già ulteriori nuvole minacciano di tornare a non rendere sereno il clima fra esecutivo, regioni e enti locali. Tanto che il Presidente della Conferenza delle Regioni, Errani, deve subito avvertire: “Qualora però ci si trovasse di fronte alla riproposizione di un emendamento, magari agganciato ad un altro decreto, che non solo ripristina l’elenco dei porti di rilevanza nazionale e internazionale, ma riserva la designazione e la scelta dei presidenti delle Autorità portuali esclusivamente al Ministro delle Insfrastrutture e dei Trasporti, sarebbe un fatto grave. Chi presentasse questo emendamento se ne dovrebbe assumere tutta la responsabilità. Al di là della opportunità istituzionale (sono ancora “freschi”i rilievi del Quirinale, nda), di tornare a riproporre scelte unilaterali sui porti, voglio sottolineare comunque la netta contrarietà delle Regioni rispetto ad una scelta che lede profondamente il principio di leale collaborazione istituzionale. E’ auspicabile – ha concluso Vasco Errani - che questa impostazione sia definitivamente abbandonata, anche in relazione alle diverse sentenze della Corte Costituzionale, e si lavori nell’interesse dei cittadini, del Paese e delle Autonomie soprattutto in campi così strategici come sono i servizi portuali per la rete infrastrutturale italiana”.

Ancora più duro l'Anci. E’ ''indecente'' che il governo abbia riproposto l'emendamento che riserva al ministro delle Infrastrutture la nomina delle Autorita' portuali dei 12 maggiori porti italiani, emendamento ''bocciato'' dal Presidente della Repubblica. Così si è espresso Alessandro Cosimi, sindaco di  Livorno e presidente del Gruppo di coordinamento ANCI delle città sedi di Autorità portuale. “E' indecente - ha affermato Cosimi - la riproposizione di un emendamento all'interno del decreto legge 205/05  sull'Universita', che ricalca e peggiora quelli gia' presentati in sede di Finanziaria e al decreto legge in materia di organizzazione e funzionamento della pubblica Amministrazione, rispetto alle nomine dei presidenti delle Autorita' Portuali nei dodici scali 'classificati' di rilevanza nazionale''. Ricordando che solo ieri il Presidente della Repubblica ha ritenuto di stralciare l'emendamento in questione, perche' in contrasto con l'articolo 117 della Costituzione, Cosimi sottolinea che ''ancora una volta, con un blitz che non ha nulla a che vedere con il normale svolgimento dell'attività legislativa del Parlamento, si cerca di superare tutta la

legislazione concorrente, cancellando il ruolo delle città, delle province e delle regioni, in controtendenza con tutto cio' che accade nella normativa europea''.

Inoltre, ha detto Cosimi ''e' incredibile apprendere che un argomento come la competitivita' dei porti, venga inserito all'interno di un decreto legge sull'Universita'. Tutto cio' da' il segno dell'importanza che si e' riservata a questo settore nella legislatura che si va a chiudere. Inoltre questo atto costituisce un forte elemento di mortificazione del federalismo che ci aspettavamo fosse una delle linee guida di questo Governo”.

(sm/12.01.2006)

 

N. 651 - 12 Gennaio 2006