Federalismo fiscale: eppur si muove

giovedì 14 giugno 2007


Federalismo fiscale: eppur si muove

(regioni.it) Federalismo fiscale in Parlamento e nel prossimo Consiglio dei ministri. L'Aula della Camera discutera' infatti il prossimo 25 giugno una mozione sul federalismo fiscale. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio accogliendo la proposta del presidente dei deputati dell'Ulivo Dario Franceschini.

Inoltre la riforma del bicameralismo potrebbe essere discussa dal Consiglio dei ministri di questa settimana. Lo ha reso noto il ministro per le riforme e i rapporti con il parlamento Vannino Chiti che proporra' ''al Governo di impegnarsi formalmente su questo obiettivo, visto che nella stessa seduta si dovrebbe finalmente giungere ad approvare la legge di delega per l'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione sul federalismo fiscale''. Chiti ha ribadito che ''il federalismo fiscale e' un potente volano per rilanciare e consolidare lo sviluppo dei nostri territori, ma che sarebbe monco senza un sistema della autonomie completo e un modello parlamentare in grado di governarlo ai massimi livelli istituzioni e nel migliore dei modi''.

E’ stato anche approvato un progetto di legge al Parlamento per l'attuazione del federalismo fiscale approvato a maggioranza dalla Commissione Bilancio della Regione Lombardia: trattenere l'80% dell'Iva, il 15% dell'Irpef statale e l'intero gettito delle accise sulla benzina, dell'imposta sui tabacchi e quella sui giochi. E’ previsto inoltre che gli enti locali al fine di aumentarne il grado di autonomia tributaria abbiano la possibilita' di tassare autonomamente i redditi fondiari.

Mentre il ministroper gli Affari Regionali e le Autonomie Locali, Linda Lanzillotta, sostiene che è deicisiva “una prontaattuazione del federalismo fiscale, che non puo' prescindereda un'intesa forte fra tutti i livelli istituzionali e che sidovra' basare su un principio di sostenibilita' della spesache scongiuri il pericolo di trasformare il federalismo in unfattore di aumento della pressione fiscale''.

Per il presidente del Veneto, Giancarlo Galan, è ormai insopportabile il danno economico che “il Veneto subisce non solo per la mancanza del federalismo fiscale, ma anche per i mancati e comunque insufficienti trasferimenti statali. Per essere chiari, qui paghiamo molte piu' tasse di quanto riceviamo in cambio dallo Stato”.

Per fornire le risposte attese soprattutto al Nord in tal senso, il presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, ribadisce: maggiore autonomia, poter disporre di ''forti dosi di autogoverno'' per creare ''rapidita' ed efficienza'' ed avere a disposizione ''nostre risorse. Vogliamo governare - spiega - sul modello catalano, andando a trattare con il governo da pari a pari''.

Tutto questo fa dire al presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, che ''dopo la sconfitta, alcuni esponenti del centrosinistra mi sembra stiano disperatamente cercando di porre un argine.  E i temi che il presidente Bresso ha affrontato sono quelli sostenuti da anni dal centrodestra''.

E il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, intanto di preoccupa del prossimo Dpef:  ''dobbiamo spingere perche' il decreto di programmazione economica che sara' presentato dal governo a fine mese, cambi la quantita' e la qualita' degli investimenti nel Mezzogiorno''. Bassolino ha parlato anche della definizione di un modello di federalismo fiscale, giudicando il confronto in corso difficile e aspro: ''le regioni del Sud si battono per un federalismo capace di assicurare a tutti indipendentemente da dove si vive, pari livelli di prestazioni di servizi pubblici essenziali. Il compromesso raggiunto in sede di conferenza delle regioni, che pure penalizza il Mezzogiorno sotto qualche aspetto, e' pero' da difendere e da valorizzare. E' un passo in avanti importante - conclude Bassolino - e vi sono le condizioni per concludere un accordo con il governo e dare al Paese questa importante riforma''.

 

( giuseppe schifini /13.06.07)

 

 N. 949 - 13 Giugno 2007