Federalismo fiscale: confronto in "zona Cesarini"

lunedì 25 giugno 2007


Federalismo fiscale: confronto in "zona Cesarini"

(regioni.it) Dall’Abruzzo il monito del Presidente della Repubblica ha raggiunto il 21 giugno il tavolo del confronto governo-regioni-enti locali sul testo della futura delega sul federalismo fiscale che, proprio Napolitano ha definito “un'esigenza fondamentale”, anzi “direi che oramai e' un obbligo". Il capo dello Stato ha esortato: "questo disegno di legge non puo' tardare a essere approvato dal governo; ma mi auguro soprattutto che abbia un rapido corso in Parlamento". Per Napolitano, "il federalismo fiscale e' una conquista verso cui si tende da molto tempo", ma al tempo stesso "e' una realizzazioneche richiede grande attenzione e grande equilibrio. Non e' un'espressione retorica quella del federalismo cooperativo e solidale - avverte il Quirinale- gli elementi di perequazione e i criteri di  solidarieta', che devono caratterizzare il provvedimento del federalismo fiscale, debbono rappresentare un impegno comune di tutte le Regioni".

Il confronto fra enti locali, regioni e Governo, pur consentendo qualche schiarita (come ad esempio quella relativa al superamento del criterio della spesa storica che deve riguardare tutti i livelli istituzionali) e pur registrando una comune voglia a non sottrarsi all’impegnativa sfida sul federalismo fiscale, ha comunque segnato il passo. Al di là della legittimità delle posizioni in campo in molti avevano sperato che l’intesa raggiunta nella Conferenza delle Regioni avrebbe potuto rappresentare il viatico ideale. Non solo perché si è trattato di un’intesa unanime e bipartisan, ma soprattutto perché ha permesso si superare quello che è, almeno sul piano teorico, il principale ostacolo sulla strada del federalismo fiscale: la differenza strutturale sociale ed economica di un’Italia divisa in due, con zone e Regioni caratterizzate da una diversa capacità fiscale. E i documenti della Conferenza delle Regioni avevano trovato il più alto riconoscimento proprio nelle stesse parole del Presidente della Repubblica (Cfr. regioni.it n. 850) che li aveva definiti un “qualificato contributo”.

Il confronto del 21 giugno lascia ancora degli spazi, qualcuno ha parlato di “zona Cesarini”, nei quali se prevarrà la voglia di disegnare un impianto sostenibile potrebbero comunque essere trovate le soluzioni più idonee per far approdare la delega in parlamento.

Intanto alcuni presidenti di regione non nascondono il proprio stato d’animo. E se per Luciano Caveri (Valle d’Aosta) serve una legge delega sul federalismo fiscale che tenga conto del lavoro portato avanti dalle Regioni in contraddittorio da ormai 5 mesi con lo stesso Governo nazionale, Roberto Formigoni (Lombardia) si dice “molto deluso, preoccupato e pessimista''. “Sono deluso - ha detto Formigoni conversando con l'Ansa - perché il testo del governo e' al di sotto di ogni minima aspettativa. E' un testo pasticciato con articoli in contraddizione l'uno con l'altro e cio' mi fa dubitare che il governo voglia effettivamente risolvere il problema del federalismo fiscale''. Secondo il presidente lombardo ''il testo e l'atteggiamento del governo va in senso contrario rispetto all'appello del Presidente della Repubblica''.

Formigoni ha ricordato che in questi anni ''sono state le Regioni a fare il lavoro piu' difficile''. ''Sono state le Regioni - ha spiegato - a risolvere il nodo fondamentale che e' quello del rapporto Nord-Sud''. Quindi ha sottolineato una delle principali proposte avanzate dalle Regioni al governo: ''Abbiamo dato un'indicazione fondamentale che e' quella  di farsi finanziare ogni anno in base all'efficienza, ovvero in base ai costi e ai benefici e non in base alla spesa storica''. Formigoni ha assicurato che le Regioni andranno comunque avanti: ''Abbiamo discusso a lungo e avanzato cinque emendamenti che giudichiamo irrinunciabili. Ora il governo ha tempo 24-48 ore per una risposta. Lunedi' ci incontreremo nuovamente ma io non nascondo il mio pessimismo ed e' chiaro che se non saranno accolte le nostre richieste ci alzeremo e ce ne andremo''. Secondo il presidente della Lombardia il mancato accordo sul federalismo fiscale segnerebbe ''il fallimento del governo che sarebbe integralmente responsabile''.

Il Veneto rivendica un ruolo attivo e dialettico nel confronto in corso:''Se non fosse stato per un'argomentata e seria opposizione del Veneto, e mi pare anche della Lombardia, un brutto disegno di legge governativo avrebbe fatto passi in avanti per noi inaccettabili'', ha affermato il presidente del Veneto, Giancarlo Galan,''E' grazie all'assessore Isi Coppola - osserva Galan - se il  Veneto continua a tenere alta la bandiera del federalismo fiscale all'interno della Conferenza delle Regioni, una bandiera che mi auguro di non dover abbassare di fronte a sciagurate scelte governative''. ''Ma se fossimo costretti ad abbandonare il tavolo del confronto e della discussione - conclude -, molto presto sarebbero altre le bandiere che saremmo pronti ad innalzare''.

Più fiducioso il Ministro Linda Lanzillotta: ''Noi abbiamo una costituzione che da' i principi e il quadro di riferimento. Si tratta di trovare un sistema efficiente che nello stesso tempo rispetti l'autonomia di tutti i livelli istituzionali e degli enti locali. Stiamo lavorando per trovare questo equilibrio. Sono fiduciosa e credo che in questo ambito ci occuperemo anche del federalismo differenziato che sta tanto a cuore alla Lombardia”. Un cauto ottimismo sembra mostrarlo anche il vicepremier Francesco Rutelli: "Sul federalismo fiscale si sta  lavorando. Penso che una proposta per il federalismo fiscale sia  matura e necessaria. Nel nostro ordinamento -ha precisato Rutelli- e' fondamentale il ruolo delle regioni. E' sbagliato negare il ruolo delle autonomie. L'accordo si fa con le regioni ma non solo -ha concluso- ci vuole un accordo con tutto il sistema delle autonomie”.

Le prossime ore diranno se ci sono e quali sono gli spazi per far muovere i primi passi del federalismo fiscale in questa legislatura.

 (sm/22.06.07)

 

 N. 956 - 22 Giugno 2007