[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
LA STRATEGICITÀ DEL CORRIDOIO DEL BRENNERO Gli interventi del ministro Lunardi e del presidente Dellai all’ inaugurazione del nuovo scalo merci di Roncafort

lunedì 8 settembre 2003


(g.p.) – “Stiamo inaugurando un vero e proprio simbolo: l’ esempio concreto di quanto può produrre una sana programmazione federalista”. Sono le parole del ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Pietro Lunardi, intervenuto questa mattina a Roncafort a concludere la cerimonia di inaugurazione del nuovo scalo ferroviario merci del Trentino. Il ministro insomma ha confermato quanto già espresso nei precedenti interventi dal sindaco del capoluogo, Alberto Pacher e dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai che hanno parlato di felice cooperazione fra diverse realtà istituzionali per realizzare un’ opera non solo importante dal punto di vista quantitativo (lo scalo è inserito in un’area interportuale di 135 mila metri quadrati) ma soprattutto per le funzioni strategiche che andrà ad assolvere. Pacher non a caso ha parlato di riqualificazione urbana (l’area del vecchio scalo Filzi, che sorge in una zona che tra l’altro ospitava attività produttive, potrà finalmente essere restituita alla città in forma di parco), di riorganizzazione logistica e di risposta ambientale all’emergenza traffico (la scommessa è portare sempre più merci sulla rotaia a discapito del trasporto su gomma). Dellai – che ha posto l’accento sulle lacune infrastrutturali che il Trentino si è trovato a dover colmare ed alle quali il nuovo scalo offre già una forte risposta – ha approfittato della presenza del ministro per esporre un ragionamento complessivo sul futuro del corridoio del Brennero, sul ruolo dell’autonomia (e delle sue emanazioni, a cominciare dall’A22, per il cui rinnovo della concessione Dellai ha auspicato un rapido pronunciamento) e sui rapporti stessi con il ministero. “ Ringraziamo il ministro – ha detto Dellai – per l’attenzione che ci ha riservato sia in sede di nomina del commissario straordinario delle grandi opere (che terrà conto delle prerogative dell’autonomia speciale), sia per l’attivazione di uno specifico gruppo di lavoro per lo studio del tracciato della nuova linea ferroviaria del Brennero per il trasporto delle merci. Ma colgo anche l’occasione – ha aggiunto Dellai – per ricordare al ministro la nostra proposta di istituire un’ ;apposita autorità del Brennero per la gestione ottimale non solo del tema dei trasporti, ma anche delle infrastrutturazioni telematiche”. Ampia la disponibilità del ministro su queste proposte che confluiranno in un’intesa generale quadro che sarà firmata dopo le elezioni. Lunardi ha più volte ricordato la strategicità del Brennero, parte integrante di quel corridoio 1 che si interfaccia con i cosiddetti corridoi euroasiatici (5 e 8). “Oggi apriamo – ha detto Lunardi - una strada fondamentale per scongiurare il rischio di un vero e proprio collasso del sistema dei valichi alpini che nel 2015 saranno travolti dal passaggio di 18 milioni di tonnellate di merci. Ecco perché ritengo importante istituire un tavolo di lavoro permanente al quale dovrebbero partecipare anche la Provincia di Bolzano e la Regione Veneto”. Gli obiettivi sono definiti: realizzare il tunnel di base del Brennero (entro il 2015 appunto), potenziare l’alta capacità da Berlino a Napoli superando i colli di bottiglia (in primis la valle dell’Inn ove sono peraltro iniziati i lavori di ammodernamento), trasferire una quota sempre più marcata del traffico merci dalla gomma alla rotaia. “In questo – ha assicurato Lunardi – chiediamo l’aiuto delle comunità locali con le quali si continuerà a lavorare con onestà intellettuale e lealtà. Ne è un esempio il lavoro che stiamo svolgendo per individuare il miglior tracciato della nuova ferrovia del Brennero il cui passaggio non può rovinare un territorio così bello e produttivo come la Valle dell’Adige”. “L’importante – ha ammonito il ministro in conclusione – è però intervenire, anche perché è vero che il Trentino ha saputo crescere e costruirsi una propria solidità, anche economica, grazie all’attività di molte micro-imprese, grazie al turismo, all’agricoltura di qualità e, non ultimo, grazie alla gestione attenta del territorio, ma è altrettanto vero che questi equilibri possono degenerare nella paralisi se non si pone rimedio a quelle strozzature dovute a dinamiche macroeconomiche i cui riflessi si riverberano inevitabilmente anche qui”. Fotoservizio Bernardinatti, filmato Sirio