[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
Al liceo Prati presentati i dati sul nuovo anno scolastico: gli iscritti sono 77.645 L’ASSESSORE MOLINARI: “IL SISTEMA DELLA SCUOLA È CENTRALE PER IL FUTURO DEL TRENTINO” Colasanto (Comitato provinciale di valutazione) annuncia: “La percentuale dei ragazzi trentini che non conclude il percorso scolastico è scesa dal 14 al 10%”

martedì 9 settembre 2003


(c.m.) – Nelle aule ci sono già i 15.657 iscritti alle scuole materne, divisi in 746 sezioni. Nei prossimi giorni ci entreranno anche i 26.644 iscritti alle scuole elementari a carattere statale e non (l’anno scorso erano 24.338), suddivisi in 1.491 classi di 242 plessi, mentre alle scuole medie sono attesi 14.878 studenti (710 le classi, l’anno scorso erano 14.338 in 697 classi) e alle scuole secondarie di secondo grado, a carattere statale e paritario, gli iscritti sono 19.301 per 1.002 classi (nell’anno scolastico 2002 - 2003 erano 18.762 in 975 classi). Infine la formazione professionale di base nei centri provinciali e convenzionati con 3.165 iscritti in 173 classi (lo scorso anno 3.245 in 172 classi). Sono questi i numeri dell’anno scolastico 2003 – 2004 che sta per iniziare: il totale degli iscritti è di 77.645 contro i 75.963 dell’anno scorso e i 74.824 dell’anno scolastico 2001 – 2002. I dati sono stati forniti quest’oggi da Claudio Molinari, assessore all’istruzione, formazione professionale e cultura della Provincia autonoma di Trento, durante un incontro con la stampa che si è tenuto presso la Biblioteca del Liceo classico “Giovanni Prati” di Trento. Tutti i dati sull’anno scolastico e formativo 2003-2004 sono disponibili sul sito www.vivoscuola.it. Accanto alle cifre, anche alcune importanti considerazioni di Michele Colasanto, membro del Comitato provinciale di valutazione del sistema scolastico e formativo. A partire da un primo dato: è sensibilmente diminuita – dal 14 al 10% - la percentuale di ragazzi trentini che abbandona il percorso scolastico prima di aver conseguito il diploma o la qualifica professionale. “Sappiamo bene – ha detto l’assessore Claudio Molinari – che la scuola in Trentino fa i suoi conti, tutti i giorni, alle otto del mattino, quando si entra nelle classi. E’ dall’impegno di tutti che trova conferma il nostro impegno. Perché il sistema della scuola è ; uno dei pilastri sui quali si gioca la vera partita per il Trentino del domani. Valorizzare l’autonomia delle istituzioni scolastiche: questo il cammino che abbiamo cercato di percorrere in questi anni, con la consapevolezza che tutte le risorse finanziarie messe in campo in questo settore sono un investimento”. L’assessore Molinari ha ancora una volta ribadito che il protocollo d’ ;intesa siglato con il Ministero “non è una clava per sradicare il sistema, come qualcuno pensa, ma uno strumento propositivo per sperimentare modelli della scuola in Trentino. Ed in questa direzione va, ad esempio, il grande investimento sulla formazione professionale così come si conferma la felice intuizione di garantire la copertura del territorio per quanto riguarda la presenza delle strutture scolastiche”. L’assessore Molinari ha poi annunciato che il 15 settembre, giorno dell’apertura dell’anno scolastico, sarà a Tesero, dove il sistema della formazione professionale inaugura un nuovo corso sul legno e poi alle scuole Bronzetti – Segantini di Trento dove “ci sarà l’occasione per un ragionamento più puntuale riguardo alle politiche scolastiche in ambito urbano”. All’incontro con la stampa, oltre a Molinari e Colasanto (che ha ricordato gli obiettivi del sistema scolastico trentino: successo formativo, qualità e spesa per l’istruzione) erano presenti anche Claudio Chiasera, dirigente generale del Dipartimento Istruzione, formazione professionale e cultura, Fabio Marcantoni, sovrintendente scolastico provinciale; Dino Leonesi, dirigente Servizio istruzione e Assistenza scolastica; Roberto Sandri, dirigente del Servizio addestramento e formazione professionale e Luisa Pedrini, dirigente del Servizio Scuole Materne. L’assessore Molinari ha poi fornito notizie ed informazioni ulteriori su alcuni aspetti che toccano da vicino la vita della scuola in Trentino. Eccoli di seguito. SOSTEGNO E PRECARI La richiesta dei circa 40 aspiranti supplenti a tempo determinato che hanno conseguito dopo il 17 maggio 2003 il titolo di specializzazione all’ attività didattica di sostegno, non ha potuto trovare riscontro positivo, non per mancata volontà politica o per prevenuto atteggiamento negativo dell’assessore competente, ma per precisi vincoli normativi e conseguenti scelte assunte collegialmente dalla giunta provinciale. In particolare Molinari ha precisato che modifiche al decreto dirigenziale di data 17 aprile 2003 (recepito dalla Provincia autonoma di Trento il 28 aprile 2003) che prevedano la eventuale accettazione con riserva di detti candidati nella graduatoria del personale specializzato per il sostegno, sono impugnabili da parte di coloro che, inseriti a pieno titolo avendo conseguito l’ abilitazione e la relativa specializzazione per il sostegno entro il 17 maggio 2003, potrebbero vedersi superati per eventuali immissioni in ruolo o supplenza. Infatti il MIUR, volutamente, in occasione della suddetta riapertura delle graduatorie ha escluso la possibilità di veder riconosciuta un’ammissione con riserva per titoli conseguiti dopo la chiusura del bando. Al fine di favorire comunque, nelle prossime immissioni in ruolo, l'assunzione in ruolo di detto personale, in accordo anche con le Organizzazioni sindacali di settore, è stata concordata una percentuale di immissioni in ruolo per l'anno scolastico 2003/2004 pari al 60% dei posti vacanti e disponibili al termine delle operazioni di mobilità, percentuale minore rispetto a quella dell'a.s. 2002/2003 individuata nella percentuale del 100%. La seguente tabella chiarisce la distribuzione dei posti vacanti e disponibili nelle aree specifiche della scuola secondaria. TIPO POSTI VACANTI A.S. 2003/2004 POSTI ASSEGNA- BILI SU PERCEN- TUALE 60 % A.S. 2003/2004 DOCENTI INSERITI IN GRADUATORIA PERMANENTE DEFINITIVA SPECIALIZ- ZATI SSIS LUGLIO 2003 DOCENTI NOMI- NATI A TEMPO DETERMINATO A.S. 2003/2004 Medie n. 80 n. 48 n. 39 n. 28 n. 27 Area scientifica n. 9 n. 5 n. 3 n. 5 n. 1 Area umanistica - - n. 52 n. 5 n. 8 Area tecnica n. 6 n. 3 n. 17 n. 4 n. 8 Area psicomot. - - n. 43 n. 1 - I candidati che hanno ottenuto il suddetto titolo di specializzazione entro il 21 luglio 2003 hanno comunque avuto la possibilità di usufruire tempestivamente di detta specializzazione chiedendo l’inserimento nelle graduatorie di circolo e di istituto. In relazione a tale collocazione tutti gli aspiranti interessati potranno acquisire, nell'ambito delle graduatorie d'istituto dell’anno scolastico 2003/2004, contratti di supplenza, assegnati dai Dirigenti scolastici, sia per scorrimento della graduatoria d'istituto in cui sono inclusi sia mediante scorrimento delle graduatorie delle istituzioni scolastiche viciniori. In tal senso l'ampia disponibilità di posti sul sostegno è tutelata da specifiche normative provinciali, più favorevoli rispetto a quelle in vigore sul restante territorio nazionale. La riduzione percentuale prevista tiene comunque conto delle esigenze di chi si è specializzato sul sostegno in luglio, nei limiti concordati coi sindacati e in base alla normativa vigente. Pertanto per i docenti interessati, il l’eventuale danno lamentato consiste nel rinviare di un anno l’immissione in ruolo, senza entrare nel merito di quella che potrebbe sembrare una diatriba fra soggetti comunque titolari di un diritto al posto di sostegno, di una sorta di “guerra tra poveri”, che vedrebbe comunque favoriti alcuni a scapito di altri. Ma questo non ha nulla a che vedere con l’assegnazione del sostegno ai disabili inseriti nelle classi della scuola trentina, che viene comunque garantito in tutte le forme consentite dalla legge ed in base alla disponibilità dei docenti consultati. L’INTEGRAZIONE AL PROTOCOLLO D’INTESA SULLA SCUOLA In seguito agli incontri intercorsi fra i responsabili all’istruzione e formazione professionale della Provincia autonoma e il ministro Moratti, per aggiornare ed integrare i contenuti del Protocollo d’intesa siglato nel giugno 2002 fra il ministro e il presidente Dellai, la Giunta ha dato in agosto il via libera ad un conchiuso, che garantisce l’avvio della sperimentazione nelle scuole del Trentino con il nuovo anno scolastico. Ricapitoliamo in breve i termini del problema: nel marzo 2003 è entrata in vigore la legge delega 53 che, nel riordinare la scuola italiana, ha posto al Trentino due problemi. In primo luogo si poneva il dubbio che le sperimentazioni previste dal protocollo d’intesa – tutte programmate per il settembre 2003 – fossero decadute, essendo prossima l’ emanazione dei primi decreti delegati. In secondo luogo si creava un vuoto normativo sul versante obbligo scolastico, e per noi anche nella formazione professionale, disciplinati dalla legge 9 del 1999 espressamente abrogata però dalla 53. In un incontro risolutore con il ministro Moratti si è raggiunto l’ accordo sulla tutela della specificità trentina. In particolare è stato specificato che il protocollo siglato nel 2002 fra il Ministero e la Provincia autonoma di Trento, conserva la sua efficacia fino a scadenza dei progetti da esso prodotti, con l’applicazione graduale dei decreti delegati previsti dalla legge 53 del 2003. In secondo luogo, il sistema della formazione professionale provinciale, date le sue caratteristiche di eccellenza, continua a consentire l’assolvimento del diritto-dovere di istruzione nonostante l’abrogazione della legge 9 del 1999 sull’obbligo scolastico. Ed ancora: i crediti formativi conseguiti nel sistema della formazione professionale trentino restano validi sull’intero territorio nazionale, in attesa dei provvedimenti nazionali che disciplineranno la materia. Punto quarto: l’orientamento nazionale di introdurre la lingua inglese nelle scuole elementari è per noi attenuato a tutela della lingua tedesca consentendo alle scuole che lo desiderano di insegnare due lingue straniere; la prima dalla prima elementare, la seconda dalla terza elementare. Una delle due dovrà essere il tedesco. Infine si aderisce alla richiesta ministeriale di sospendere la sperimentazione mai avviata sulla terza prova dell’esame di Stato e di adeguare formalmente il tempo scuola annuale (890 ore obbligatorie +99 facoltative) al decreto in fase di approvazione. Quest’ultimo fatto non pone per noi problemi dal momento che le sperimentazioni proposte erano tutte entro quei limiti. Circa lo strumento per rendere esplicito tale accordo, si è scelto di integrare il protocollo esistente, che assorbe quindi anche i contenuti del protocollo-tipo che la Conferenza Stato-Regioni stava predisponendo per garantire l’assorbimento del “diritto-dovere di istruzione per 12 anni” anche nella formazione professionale in percorsi validati dal Ministero e coincidenti con i percorsi già consolidati da anni in Trentino.Il protocollo è stato siglato il 29 luglio scorso dalla sottosegretaria Aprea garantendo così l’avvio dell’anno scolastico in Trentino senza ulteriori dubbi o scosse e pur in presenza, a livello nazionale, delle note gravi incertezze sul procedere della riforma. SCUOLE PARITARIE E DIRITTO ALLO STUDIO Con deliberazione n. 1951 dell’11 agosto 2003 è stato approvato il nuovo testo del regolamento attuativo della legge provinciale 9 novembre 1990 n. 29 in materia di scuole a carattere non statale. Una delle principali modifiche apportate al regolamento riguarda i criteri di ammissione all’assegno di studio per la retta scolastica. Per l’ accesso a tale beneficio, vincolato alla condizione economica familiare dello studente, sarà ora valutato non solo il reddito ma anche il patrimonio complessivo della famiglia, con riferimento alle componenti mobiliari e immobiliari. Tetti di reddito e patrimonio, detrazioni e franchigie saranno fissati annualmente con delibera della Giunta provinciale. Il regolamento, sulla base della vigente normativa, ha esteso la concessione degli assegni di studio agli alunni che frequentano le scuole steineriane istituite in provincia di Trento, precedentemente esclusi dal beneficio. Inoltre, le stesse scuole steineriane sono ammesse ai contributi in conto gestione al pari delle altre scuole non statali della Provincia. E’ stata inoltre ridefinita l’interpretazione da attribuire al requisito di legge che vincola l’accesso ai contributi in conto gestione all’esercizio, da parte delle scuole non statali, di almeno cinque anni di attività nella provincia. Tale periodo minimo è ora riferito alla gestione scolastica nel suo complesso e non ai singoli gradi di scuola, in modo da favorire i gestori che intendono ampliare l’ offerta formativa con l’istituzione di nuovi corsi. PROTOCOLLO, ASSISTENZA E COLLABORAZIONE CON LE SCUOLE Il protocollo d’intesa MIUR-PAT ha consentito alle istituzioni scolastiche, già nel corso del primo anno dedicato alla progettazione, di avvicinare e studiare i diversi ambiti di applicazione (tempo scuola, ricerca curricolare, modelli organizzativi del lavoro dei docenti) con iniziative autonome, con il supporto dell’IPRASE o con il contributo di chiarificazione offerto dall’amministrazione. Per l’anno scolastico imminente, il supporto offerto dovrà essere più specifico e mirato rispetto alle scelte operate dalle scuole sperimentali che si sono candidate a praticare alcuni degli indirizzi proposti dalla Giunta nello scorso ottobre. In tal senso la Giunta provinciale ha dato mandato all’IPRASE di esercitare un’azione di assistenza alle scuole che sperimenteranno nell’ambito degli indirizzi del protocollo, approvando il progetto Formazione di sistema per lo sviluppo del modello di istruzione trentino (delibera GP n. 1154/2003). Già in questi giorni l’IPRASE ha avviato una vasta azione informativa e formativa collaborando con oltre venti istituti comprensivi. Ad una prima fase che sta coinvolgendo tutti i docenti delle scuole interessate, l’azione dell’istituto supporterà gruppi di lavoro che hanno proposto di essere assistiti in attività di elaborazione riguardanti i diversi aspetti della sperimentazione (la ricerca curricolare, la personalizzazione, il portfolio, ..). Le richieste delle scuole all’IPRASE stanno aumentando anche in questi giorni e, pur lasciando alle istituzioni scolastiche autonome la facoltà di ricorrere all’istituto, la dimensione pervasiva dell’azione di supporto si configura come una garanzia che le scuole non saranno isolate nell’applicazione degli indirizzi sperimentali. In parallelo, anche nelle scuole che non hanno aderito sino ad ora alla sperimentazione è cresciuto comprensibilmente l’interesse a conoscere gli ambiti di prossima applicazione della legge delega, il probabile contenuto delle indicazioni nazionali ed i tempi di emanazione dei decreti delegati. Tale interesse è confermato anche dalle richieste pervenute all’IPRASE. Sui grandi temi dell’innovazione, sono previsti dal progetto IPRASE alcuni momenti di riflessione e di sensibilizzazione (aperti a gli insegnanti e ai dirigenti) che interesseranno i grandi temi delle riforme (anticipo e conseguenze sul primo anno delle scuola primaria, personalizzazione, portfolio, sistema del ciclo secondario, alternanza scuola-lavoro). Tali iniziative, che impegneranno una giornata o due pomeriggi consecutivi, saranno previste nel corso del prossimo anno scolastico, interessando i periodi compresi: tra ottobre e novembre 2003; tra febbraio e marzo 2004. LINGUA STRANIERA: FORMAZIONE DI SISTEMA PER GLI INSEGNANTI E’ in corso di elaborazione un progetto IPRASE al quale collaborano tutte le istituzioni trentine Dal maggio scorso è attiva una commissione tecnica interistituzionale costituita dall’IPRASE allo scopo di condividere un progetto di formazione che coinvolgerà tutti i docenti di lingua straniera che operano in provincia di Trento, dalla scuola dell’infanzia, nei tre gradi dell’ istruzione e nella formazione professionale. L’iniziativa prende le mosse dall’incarico assegnato all’IPRASE di provvedere alla elaborazione di un progetto complessivo pluriennale che sia in grado di assicurare ai docenti un sistema di opportunità di sviluppo professionale capace di migliorare e qualificare l’offerta formativa. La commissione, alla quale partecipano esperti dell’università, dirigenti e docenti delle scuole e di tutti i servizi dell’amministrazione scolastica, vaglierà nei prossimi giorni una prima bozza di progetto che sarà approntato ai primi di ottobre. Considerate la rilevanza e la complessità dell’azione, che intercetta i bisogni di incremento generalizzato delle competenze linguistiche, delle competenze didattiche-metodologiche e di aumento delle opportunità di scambi e soggiorni studio all’estero, si sta pensando di inserire questa azione all’interno di un piano quinquennale che potrebbe rientrare nei programmi del Fondo sociale europeo.