[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
Asili nido aziendali: innovazione nei buoni di servizio aziendali per favorire la permanenza delle donne nel mondo del lavoro

venerdì 12 maggio 2017


Decisione della Giunta su proposta del presidente Ugo Rossi

Novità in arrivo sul fronte dei nidi aziendali, con una nuova normativa riguardante l'utilizzo dei buoni di servizio pensata in particolare per favorire le mamme lavoratrici del settore privato, quelle che più difficilmente riescono a conciliare le esigenze della maternità con quelle del lavoro. La Giunta provinciale, su proposta del presidente Ugo Rossi, ha approvato stamani una delibera contenente le nuove modalità e i termini di erogazione dei buoni di servizio che possono essere utilizzati per accedere ai servizi di cura e custodia dei bambini nella fascia d'età compresa fra i 3 mesi e i 3 anni. Due le principali novità rispetto al regime attuale, riassumibili in un principio: la conciliazione lavoro/famiglia verrà attuata favorendo la prossimità del nido alla sede di lavoro (fino ad un massimo di 2 chilometri dal nido). Ciò si traduce in due disposizioni normative: i nidi aziendali potranno essere realizzati solo nelle aree industriali; i lavoratori delle aziende che realizzeranno un nido aziendale non saranno più obbligati a presentare domanda al Comune di residenza ma potranno accedere direttamente alla struttura interna al posto di lavoro. Con quest'ultima novità, in particolare, viene meno il criterio di subalternità al servizio pubblico precedentemente vigente (si poteva ricorrere ad una struttura privata solo se quella pubblica - ovvero quella del nido di residenza - non soddisfaceva le esigenze dell'utenza. In prima battuta, se l'interessata/o lavorava a Trento ma risiedeva a Cles era obbligata/o a rivolgersi in prima al nido comunale di Cles). La sperimentazione sarà attuata dall'Agenzia provinciale per la famiglia in collaborazione con il Servizio Europa e durerà fino a dicembre 2019. Pressoché invariati gli altri criteri di utilizzo dei buoni. Il richiedente dovrà contribuire per una percentuale pari a almeno il 15% del valore del buono e per un importo massimo orario di 5,50 euro. In termini di monte ore lavorative, il massimale settimanale riconosciuto sarà pari a 40 ore. L'accesso ai Bsa sarà condizionato anche dal possesso di requisiti economici stabiliti sulla base dell'Icef (0,35294). Lo strumento dei Buoni di servizio è cofinanziato dal Fondo sociale europeo. L'intento è naturalmente favorire l'accesso o la permanenza delle donne nel mondo del lavoro, un'esigenza particolarmente sentita anche in Trentino, dove i tassi di occupazione femminile si mantengono comunque su livelli più bassi rispetto a quelli maschili.

Vediamo di ricapitolare i criteri generali per l'utilizzo dei buoni di servizio, fatte salve le novità prima descritte.

DESTINATARI BUONO DI SERVIZIO AZIENDALI

Sono destinatari dei Bsa le lavoratrici con uno o più figli di età fino ai 3 anni con rapporto di lavoro subordinato (anche nelle forme “atipiche”) o che prestino attività professionale/imprenditoriale all’interno dell’azienda o del gruppo di aziende promotrici dell’asilo nido aziendale, i lavoratori appartenenti a nuclei familiari monoparentali, ma anche le lavoratrici in fase di assunzione o di rientro nell’attività lavorativa dopo un congedo per maternità o dopo periodi di non lavoro connessi ad attività di cura in ambito familiare. Fra gli altri requisiti, la residenza in provincia di Trento ed il non beneficio di altre sovvenzioni economiche o azioni di supporto dirette e/o indirette erogate allo stesso titolo da altri enti pubblici.

Infine, la condizione economica, dovrà essere al di sotto della soglia limite (0,35294) stabilita sulla base dell’indicatore Icef. Ad esempio: per due componenti il nucleo familiare il reddito familiare massimo netto pesato dovrà essere non superiore a 27.706 euro. Per un nucleo di 4 persone il reddito massimo sarà di 43.412 euro. Per sei persone di 56.471 e così via.

VALORE DEL BUONO

Il valore di ogni buoni può andare da un minimo di 900 euro a un massimo di 1500. Per i servizi di conciliazione richiesti per minori in affido, all’affidatario richiedente sarà riconosciuto un valore nominale massimo del buono di 900 Euro, esentando pertanto il richiedente dalla presentazione del calcolo dell’indicatore Icef.

SOGGETTI EROGATORI E CARATTERISTICA DELLA STRUTTURA

Vasta e variegata la tipologia di soggetti abilitati all’erogazione dei servizi di educazione cura e custodia acquisibili mediante buoni. In sintesi:

- le Istituzioni pubbliche presenti sul territorio provinciale finalizzate all’erogazione di servizi nel settore della prima infanzia;

- gli organismi privati che operano in regime di convenzione o di appalto di pubblico servizio con Enti locali provinciali nel settore della prima infanzia;

- gli organismi iscritti all’albo provinciale  in base alla legge 12 del marzo 2002 n.4;

- gli organismi operanti in forma privata ed autonoma sul territorio provinciale nel settore dell’infanzia, regolarmente iscritti alla  Camera di Commercio, le cooperative sociali, le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus), regolarmente iscritte ai rispettivi registri ed operanti sul territorio provinciale nell’ambito dell’educazione e dell’animazione (culturale, ricreativa, sportiva) in favore di minori.

Ovviamente tutte queste realtà dovranno essere in possesso di specifici requisiti, fra cui l'adeguatezza delle risorse professionali impiegate nel servizio (personale in possesso della qualifica di educatore nei nidi d’infanzia o nei servizi integrativi, di operatore educativo di nido famigliare – servizio tagesmutter e quant'altro). 

Il servizio dovrà essere erogato in strutture idonee dal punto di vista igienico-sanitario, strutturale e della sicurezza (abitabilità, conformità degli impianti, destinazione ad uso esclusivo del nido aziendale) e collocata in un contesto ambientale che garantisca la salute e il benessere fisico dei bambini e del personale, perciò lontano da ogni sorgente di rumori, fumi, esalazioni, passaggio di camion. Dovrà essere inoltre separata dagli ambienti di lavoro dell’azienda, con un accesso autonomo, essere dotata di cucina bagni, zone che consentano il riposo. 

TERMINI E MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE 

I Bsa sono erogati dalla Provincia attraverso gli sportelli della struttura multifunzionale territoriale dell’Ufficio Fondo sociale europeo. La domanda di assegnazione può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno dall'interessato a mezzo posta (inviata a Sportello Ad Personam del Servizio Europa Via Pranzelores, 69 – 38121 TRENTO (TN)), fax (0461 390707) o mediante strumenti telematici (posta elettronica all’indirizzo di posta elettronica certificata serv.europa@pec.provincia.tn.it), o anche consegnata a mano presso gli Sportelli territoriali della Struttura multifunzionale territoriale dell’Ufficio Fondo sociale europeo (indirizzi all’indirizzo http://www.fse.provincia.tn.it/contatti). I soggetti richiedenti possono acquisire un numero massimo di cinque buoni nell’arco di ogni anno solare. Non è possibile richiedere un altro Buono se non si sono utilizzati i già concessi per almeno il 70% del loro valore. In caso di effettiva necessità è possibile richiedere un unico buono cumulativo per l’anno solare dell’importo massimo equivalente alla somma dei 5 buoni.