>>>ANSA/ Piemonte: Tar; Giunta non cade. Chiamparino, continuo

giovedì 9 luglio 2015



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Respinti 75% ricorsi, 'inammissibili' per 3 liste su 4
(ANSA) - TORINO, 9 LUG - La giunta regionale del Piemonte non
cadrà per mano dei giudici. Il Tar ha respinto al 75% il ricorso
elettorale presentato dalla 'pasionaria' leghista Patrizia
Borgarello, che aveva sollevato dei problemi legati alla
raccolta delle firme. La parte restante, che verrà discussa in
autunno, toccherà soltanto in parte l'esecutivo guidato da
Sergio Chiamparino. E in nessun caso, almeno secondo una prima
lettura, si arriverà a cancellare per intero l'esito del voto
del 2014. "Continuo a esercitare il mandato che ho ricevuto
dagli elettori", sono state le prime parole del presidente dopo
la pubblicazione del dispositivo della sentenza. "Prendere altre
decisioni - ha aggiunto - sarebbe un tradimento nei confronti
dei piemontesi".
I giudici amministrativi hanno dichiarato "inammissibile" il
ricorso con la sola eccezione di alcune parti legate alla lista
provinciale di Torino "Chiamparino per il Piemonte - Monviso".
Si tratta della formazione che ha espresso Mauro Laus,
presidente del consiglio regionale, e l'assessore al lavoro
Gianna Pentenero.
Se l'autrice del ricorso vorrà proseguire la partita dovrà
presentare una querela di falso attivando un procedimento
davanti al tribunale civile. E il Tar tornerà a riunirsi il 29
ottobre. In caso di accoglimento si andrà verso una
redistribuzione dei seggi senza gravi conseguenze (secondo i
primi conteggi) per la maggioranza. "Noi - commenta l'avvocato
della Borgarello, Alberto Alessandro Caretta - riteniamo che la
nostra impostazione sia corretta. I vizi di forma e di contenuto
ci sono. Adesso aspettiamo le motivazioni della sentenza".
Tre delle quattro liste coinvolte hanno superato la
cosiddetta "prova di resistenza" invocata dalla squadra legale
del centrosinistra, capitanata dal professor Vittorio Barosio.
In sostanza, la quantità di firme contestata nel ricorso non è
bastata per annullare le liste perché il Pd ne aveva raccolte
parecchie di più. Proprio per questo Caretta ha insistito per un
approfondimento istruttorio. Inutilmente.
Resta aperto il nodo dell'inchiesta penale per falso. Finora
ci sono 13 indagati tra funzionari del Pd e esponenti politici
locali tra democratici e Sel. E' emerso che alla vigilia della
scadenza elettorale, in pieno caos-candidature, furono combinati
dei pasticci. "E' chiaro - commenta Chiamparino - che il Pd di
Torino segnala dei problemi che dovrà gestire in modo da
consentire di rispondere al mandato ricevuto".
Polemico l'ex governatore Roberto Cota (Lega), che nel
gennaio del 2014 fu costretto a lasciare dopo una sentenza
sfavorevole del Tar: il caso era quello delle candidature
irregolari della lista Pensionati per Cota. "Se sono il Pd e la
lista Chiamparino a fare le firme false, le elezioni non si
debbono rifare. Ma in questi anni a Torino ho visto di tutto e
non sono sorpreso". "Che schifo", rincara Matteo Salvini su
Facebook, mentre il M5S dice che Chiamparino dovrebbe comunque
dimettersi perché "non c'è piena chiarezza". (ANSA).

BRL
09-LUG-15 20:09 NNN