Marchio Biologico Italiano, Regioni: intesa su condizioni e modalità di attribuzione

giovedì 5 febbraio 2026


Roma, 5 febbraio 2026 (comunicato stampa) Valorizzare i prodotti biologici ottenuti da materie prime coltivate o allevate in Italia. Con questo obiettivo, la Conferenza delle Regioni ha espresso oggi l’Intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni sul decreto che definisce le condizioni e le modalità di attribuzione e di utilizzo del Marchio Biologico Italiano.
 
Nel corso della seduta, le Regioni hanno chiesto al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato al monitoraggio dell’utilizzo del marchio e alla definizione di iniziative di divulgazione, con particolare attenzione ad alcuni mercati target, come quelli del Nord Europa.
 
Istituito nel 2022 come marchio nazionale aggiuntivo rispetto al logo biologico dell’Unione europea, è finalizzato a rafforzare la riconoscibilità e la competitività dei prodotti biologici italiani, in coerenza con il Piano d’azione nazionale per la produzione biologica 2024–2026.
 
Il suo utilizzo è volontario e può essere richiesto dagli operatori biologici con sede legale e produttiva nel territorio dell’Unione europea, a condizione che sia in corso di validità la certificazione biologica, attestante la conformità alla normativa europea e nazionale.