
Sanità: Regioni, approvate le nuove tariffe per la riabilitazione
giovedì 2 aprile 2026
Roma, 2 aprile 2026 (comunicato stampa) Con il parere favorevole espresso dalla Conferenza delle Regioni, sono state aggiornate le tariffe massime di riferimento per la remunerazione delle prestazioni di riabilitazione ospedaliera e di lungodegenza post-acuzie.
Si segna così un incremento medio del 14,7% rispetto al valore totale delle categorie, per un impatto finanziario complessivo di quasi 350 milioni di euro, che vanno a beneficio delle strutture pubbliche per oltre 105 milioni di euro e per il privato accreditato di altri 245 milioni circa.
Il parere favorevole espresso in Conferenza Stato-Regioni rappresenta un punto di svolta dopo 14 anni di attesa, come spiega Massimo Fabi, Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome: "La riabilitazione è un investimento sul futuro delle persone: l'adeguamento delle tariffe arriva dopo un'attesa troppo lunga, ma finalmente viene riconosciuto il lavoro di migliaia di professionisti del settore che rappresentano una parte sempre più rilevante all'interno del sistema della cura e dell'assistenza ai cittadini”.
Le risorse a disposizione sono previste a partire dal 2026 e sono state individuate nella legge di bilancio 2025. Resta l’impegno, sottolineato in sede di Conferenza Stato-Regioni, a elevare conseguentemente il limite regionale di spesa in maniera adeguata nel primo veicolo normativo utile.
Tra le principali classi di categorie diagnostiche maggiori (MDC) interessate dall’aggiornamento rientrano quelle legate alle malattie e disturbi della pelle, quelle insorgenti nel periodo neonatale, i disturbi mieloproliferativi e le neoplasie scarsamente differenziate, le malattie infettive e parassitarie, le degenze connesse a problematiche relative all’abuso di alcol/farmaci, a disturbi mentali organici indotti o a infezioni da HIV.
“Si tratta del risultato di un lavoro condiviso e costruttivo – ha concluso Fabi – che tiene conto della crescente complessità delle cure e della necessità di rafforzare la risposta alle cronicità”.
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