
Regioni: Porti, via libera alla riforma a maggioranza. Richiesti emendamenti
giovedì 23 luglio 2026
Roma, 23 luglio 2026 (comunicato stampa) Dopo una lunga interlocuzione con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, la Conferenza delle Regioni ha espresso un parere positivo a maggioranza sul decreto che rivoluziona la governance della portualità italiana, con il voto contrario espresso dalle Regioni Campania, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e Sardegna.
Fulcro della riforma è la costituzione della Porti d’Italia S.p.A., unico soggetto nazionale deputato allo sviluppo e alla promozione della Rete italiana della portualità, alla quale sono attribuite le competenze sugli investimenti strategici di rilevanza internazionale e nazionale sulle aree del demanio marittimo ricomprese nelle circoscrizioni delle Autorità di Sistema Portuale (AdSP).
La preoccupazione più volte manifestata dalle Regioni è che la riforma imponga una centralizzazione della governance portuale a danno dell’autonomia delle Autorità di sistema, con un insufficiente coinvolgimento dei territori nella destinazione delle risorse.
Il parere positivo in Conferenza Unificata si presenta quindi condizionato all’accoglimento di una serie di emendamenti discussi e condivisi nelle varie occasioni di incontro con il Viceministro Edoardo Rixi e i tecnici del Ministero. Le richieste regionali afferiscono alla gestione della manutenzione straordinaria, da lasciare in capo alle Autorità portuali, alla ricognizione dei fabbisogni, e in particolare riguardano la composizione degli organi di vigilanza e gestione.
A tali emendamenti già condivisi con il Mit si aggiunge anche la richiesta di considerare il ruolo delle Regioni cosiddette Retroportuali, vale a dire quelle prive di sbocchi sul mare, che chiedono di ottenere una rappresentatività all’interno del Comitato di gestione.
Di oggi anche l’approvazione del decreto che rifinanzia il "Fondo per le infrastrutture portuali", che è destinato alle opere infrastrutturali nei porti di rilevanza nazionale. Con l’intesa tra Stato e Regioni è stato così approvato il programma di interventi sino al 2035 per un importo complessivo di oltre 357 milioni di euro. Le opere beneficiarie sono 14, di cui 4 afferenti al porto di Ancona, 3 al porto di Ortona, 2 al porto di Venezia e un intervento rispettivamente per Gioia Tauro, Napoli, Pesaro, Trieste Noghere e Tremestieri.
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