AMBIENTE. REGOLE STABILI, IMPIANTI REALIZZATI E MERCATI DI SBOCCO: L’ECONOMIA CIRCOLARE VA GOVERNATA E ATTUATA, NON SOLO PIANIFICATA

domenica 25 ottobre 2026


 

La posizione della Commissione Ambiente della Conferenza delle Regioni al Festival “L’Italia delle Regioni” in corso a Firenze

 

Firenze, 25 ottobre 2026 (nota stampa) L’economia circolare non può restare un’enunciazione di principio: serve passare all’attuazione. È il messaggio del documento presentato oggi al tavolo dei coordinatori della Commissione Ambiente, riuniti in occasione del Festival L’Italia delle Regioni a Firenze, condiviso con Chicco Testa, Presidente Assoambiente e Carlo Lusi Consigliere Generale Confindustria Cisambiente. A venticinque anni dalla riforma del Titolo V, il ruolo delle Regioni nel ciclo dei rifiuti si è esteso dalla programmazione e dall’autorizzazione all’integrazione tra politiche ambientali, industriali e territoriali. Su questa esperienza si fondano le richieste al Governo: regole comuni sull’End of Waste, risorse e tempi certi per l’autosufficienza impiantistica, un procedimento nazionale unitario per i sottoprodotti e un sostegno concreto ai mercati delle materie prime seconde, a partire dalla plastica riciclata. Processi che le Regioni possono accompagnare mettendo a disposizione il patrimonio maturato nei territori, in un quadro di leale collaborazione istituzionale.

“Sono quattro le priorità – dichiara Rosanna Laconi, assessora della Difesa dell’Ambiente della Regione Sardegna e Coordinatrice della Commissione Ambiente – su cui si fondano le richieste al Governo: la definizione di regole comuni e stabili sull’End of Waste, per stabilire quando un rifiuto cessa di essere tale e può essere reimmesso nei cicli produttivi; la disponibilità di risorse e tempi certi per raggiungere l’autosufficienza impiantistica; l’introduzione di un procedimento nazionale unitario per il riconoscimento dei sottoprodotti; il sostegno concreto ai mercati delle materie prime seconde, con particolare attenzione alla plastica riciclata. Dobbiamo passare dalla pianificazione all’attuazione, attraverso norme coerenti, investimenti e una governance capace di accompagnare l’intero ciclo dei materiali, fino al loro reinserimento nei processi produttivi”.

L’altro punto all’ordine del giorno della Commissione riguarda un parere che l’organismo di coordinamento deve rilasciare sul decreto-legge sulla qualità dell’aria, che recepisce le direttive europee.

“Sono indicazioni piuttosto stringenti – sottolinea la titolare dell’ambiente della Regione Sardegna – per arrivare ad un abbattimento delle emissioni entro il 2050. Un provvedimento molto importante per il quale le Regioni hanno e stanno presentando emendamenti importanti, con l’auspicio che vengano accolti dal Ministero”.