
MONTAGNA. LE STRATEGIE TERRITORIALI SIANO INTEGRATE NELLE POLITICHE NAZIONALI ED EUROPEE
domenica 25 ottobre 2026
La posizione della Commissione Politiche per la montagna della Conferenza delle Regioni al Festival “L’Italia delle Regioni” in corso a Firenze
Firenze, 25 ottobre 2026 (nota stampa) La montagna richiede un’attenzione sistemica e integrata con le strategie territoriali, dal livello locale a quello europeo. È la tesi del documento presentato oggi a Firenze dalla Commissione Affari istituzionali e generali - Politiche per la montagna, in occasione del Festival L’Italia delle Regioni. Dopo la legge 131/2025 e il DPCM attuativo, le Regioni sottolineano che montagna e aree interne, pur presentando caratteristiche differenti, spesso si sovrappongono, rendendo necessario un maggiore coordinamento delle rispettive strategie e delle risorse finanziarie. Evidenziano quindi l’esigenza di una “geografia delle politiche” interoperabile, di un raccordo chiaro tra Strategia per la montagna italiana, SNAI e strategie regionali e di una programmazione plurifondo fondata sull’addizionalità del Fondo FOSMIT. In merito al negoziato europeo 2028-2034, gli assessori regionali propongono il riconoscimento operativo delle aree montane ai sensi dell’art. 174 TFUE, insieme a una governance stabile, al rafforzamento della capacità amministrativa dei piccoli comuni e a un sistema unico di monitoraggio e valutazione.
Alla riunione hanno preso parte Claudio Risso, Vicepresidente Cnel, il Capo del Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie della Presidenza del Consiglio, Paola D'Avena, il Presidente Unioncamere Toscana, Massimo Guasconi, e il Professor Aldo Berlinguer dell’Università degli Studi di Cagliari.
“Con le sue diverse declinazioni, la montagna è una risorsa preziosa che le Regioni e le Province autonome, nella cornice della nuova legge 131/2025, vogliono e devono valorizzare al meglio, nell’interesse delle comunità che abitano le terre alte e dell’intero Paese. È un impegno che deve essere assicurato ai vari livelli: da quello locale, dove devono essere garantiti servizi e condizioni di vita attrattive, fino a quello europeo, dove la montagna deve diventare protagonista delle future sfide della programmazione 2028/34 – dichiara Leonardo Lotto, Coordinatore della Commissione Politiche per la Montagna della Conferenza delle Regioni e Assessore della Regione Valle d’Aosta -. Le Regioni e le Province autonome, grazie alla loro capacità di cerniera tra il territorio e i vari livelli istituzionali, giocano un ruolo essenziale e per questo saranno protagoniste nell’integrazione tra strategie nazionali, regionali ed europee riguardanti la montagna”.
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