PROTEZIONE CIVILE: DALLE REGIONI UN PACCHETTO DI PROPOSTE PER LA SOSTENIBILITA’ DELLA RETE DI OLTRE 287 MILA VOLONTARI TERRITORIALI

domenica 25 ottobre 2026


 

Sessant’anni dopo l’alluvione del 1966 e gli “Angeli del fango” di Firenze, cinquanta dopo il terremoto del Friuli che con Giuseppe Zamberletti trasformò la generosità spontanea in un corpo operativo organizzato, il Volontariato di protezione civile è tutt’oggi la colonna portante della risposta alle emergenze in Italia. All’Italia delle Regioni, a Firenze, la Commissione Protezione Civile della Conferenza delle Regioni si è confrontata con Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento della Protezione civile, per condividere le politiche utili a valorizzare il Volontariato e le Protezioni civili regionali.

La ricognizione della Commissione conta circa 287.000 volontari territoriali, che si aggiungono agli 85.000 delle organizzazioni nazionali: una rete che dai terremoti alla pandemia (oltre 4,1 milioni di giornate/volontario) fino alle alluvioni di Romagna e Toscana ha dimostrato una straordinaria capacità di adattamento, ma che oggi affronta criticità demografiche, organizzative e normative. Gli under 35 sono meno del 20% della forza attiva in molte organizzazioni, l’iper-frequenza delle emergenze climatiche espone i volontari al burnout, le piccole associazioni del Terzo settore sono sottoposte a notevoli gravami burocratici, l’esposizione giudiziaria scoraggia chi assume ruoli di coordinamento.

Le Regioni e le Province autonome propongono dunque nuovi modelli di partecipazione e percorsi per i giovani, dal Servizio civile alla scuola dell’infanzia, ma anche una semplificazione amministrativa che supporti le attività. Tra le azioni auspicate figurano, ad esempio, la possibilità di offrire visite d’idoneità gratuite e rapide nelle ASL, rimborsi automatizzati e crediti d’imposta per le imprese che consentono ai dipendenti giornate libere per svolgere il servizio di volontariato, supporto psicologico per la tutela dal burnout e meccanismi di rotazione per chi è in servizio delle Colonne mobili.

Il documento presentato a Firenze affronta anche il nodo della norma “salva-volontari e sindaci”, che per le Regioni dovrebbe essere completato con lo scudo penale per colpa lieve, e propone l’adozione di una direttiva da definire con il Dipartimento nazionale sul raccordo tra Sistemi regionali e volontariato spontaneo.

“Le Regioni sono una delle colonne portanti del Servizio Nazionale della Protezione Civile – dichiara Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento della Protezione civile - e il nostro lavoro congiunto è la rappresentazione plastica di quanto sia importante la sinergia tra i vari livelli dello Stato. Nei prossimi mesi, insieme, dialogheremo per riconoscere al volontariato un ruolo sempre più centrale. Un impegno che ha ancora più valore se preso qui a Firenze, dove sessant’anni fa tanti giovani accorsero per supportare la comunità, evidenziando la necessità di dotare il Paese di un sistema coordinato di protezione civile”.

“Il volontariato organizzato di Protezione civile è un pilastro della sicurezza del Paese e una straordinaria espressione di responsabilità verso le comunità – dichiara Giulia Zanotelli, Coordinatrice della Commissione e Assessore della Provincia autonoma di Trento -. Continuiamo a lavorare per favorire il ricambio generazionale, anche attraverso il coinvolgimento delle scuole e le iniziative di sensibilizzazione. Alle parole di riconoscimento dobbiamo far seguire scelte precise: meno burocrazia, maggiori tutele per chi opera nelle emergenze, strumenti adeguati per sostenere le Associazioni e le Federazioni. È una responsabilità politica che dobbiamo assumerci fino in fondo. Il volontariato va riconosciuto anche con l’obiettivo di coinvolgere i movimenti spontanei. Non è un’opzione, ma una priorità per garantire il futuro del sistema di protezione civile e favorire la sicurezza dei cittadini”