
TPL. REGIONI: SUI FONDI TROPPE INCERTEZZE. A RISCHIO LA CONTINUITA’ DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE
domenica 25 ottobre 2026
La posizione della Commissione Imgt della Conferenza delle Regioni al Festival “L’Italia delle Regioni” in corso a Firenze.
Firenze, 25 ottobre 2026 (nota stampa) La mobilità è ormai un diritto, lavorativo, scolastico e sanitario, e garantisce coesione territoriale e sviluppo sostenibile: questo è il punto da cui sono partiti gli Assessori regionali nella stesura del documento presentato oggi all’Italia delle Regioni, a Firenze, in Commissione Infrastrutture, Mobilità e Governo del Territorio.
Al centro delle preoccupazioni regionali l’art. 33 del decreto sul Federalismo fiscale che dal 2027 sopprime il Fondo nazionale TPL e ne fiscalizza le risorse (5.259,6 milioni) con una compartecipazione IRPEF che andrà fissata da un decreto della Presidenza del Consiglio entro dicembre. Proprio in vista di questa deliberazione, le Regioni sottolineano che le risorse destinate al TPL sono insufficienti e inferiori alla dotazione 2026, che non vi è certezza sui fondi per il rinnovo del CCNL 2024-26, né sull’ammontare delle eccedenze fiscali che tornano allo Stato. Tutto questo, in un cambio di quadro arrivato a fine anno mentre si prepara la programmazione finanziaria dei bilanci 2027-2029.
Gli Assessori alla mobilità fanno presente che le Regioni già sostengono in modo significativo il settore con risorse proprie, dato che storicamente i Fondi nazionali e le entrate dei biglietti arrivano a coprire al massimo il 60% dei costi complessivi.
Per la fase transitoria chiedono un confronto con i due Ministri competenti per avere chiarimenti sulle modalità attuative, certezza di risorse non inferiori al 2026, misure contro il caro carburanti ed energia, un adeguamento strutturale all’inflazione e la conferma delle risorse per il CCNL 2024-26. “Per la fase a regime, dal 2030 – si legge nel documento - il TPL va qualificato come LEP anche per la parte corrente, con livelli adeguati di servizio definiti e costi standard aggiornati, perché l’offerta non dipenda dalla ricchezza del territorio ma dai fabbisogni effettivi di mobilità. Serve infine un finanziamento strutturale, su almeno dieci anni, per il rinnovo delle flotte, con ricadute positive sulla filiera industriale nazionale.”
"Il Festival delle Regioni non è una vetrina, è un banco di prova. A Firenze si misura quanto le Regioni sappiano fare sistema e parlare con una voce sola nel momento in cui si decide la programmazione europea 2028-2034. Le scelte sui territori devono restare in capo a chi i territori li governa ogni giorno – dichiara Mario Casillo, Coordinatore della Commissione e Assessore Regione Campania -. Lo vediamo, ad esempio, nei trasporti, dove la differenza tra una risorsa stanziata e un treno che arriva in orario la fanno le Regioni, con la loro conoscenza delle linee, dei pendolari, delle aree interne che rischiano l'isolamento. In Campania abbiamo dimostrato che i fondi europei, se guidati da chi conosce i bisogni, diventano binari rinnovati, stazioni più sicure, collegamenti che riavvicinano le comunità. Da qui ripartiamo, con l'obiettivo di costruire una programmazione che parli il linguaggio concreto dei servizi ai cittadini".
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