ENERGIA. LE REGIONI CHIEDONO UNA GOVERNANCE STABILE PER L’IDROELETTRICO

lunedì 26 ottobre 2026


 

La posizione della Commissione Energia della Conferenza delle Regioni al Festival “L’Italia delle Regioni” in corso a Firenze

 

Firenze, 26 ottobre 20236 (nota stampa) L’obiettivo non è scegliere tra acqua ed energia, ma rendere l’idroelettrico sempre più efficiente, innovativo e compatibile con la disponibilità della risorsa. Dalla fase di produzione fino a quella della gestione e trasmissione, passando per un regime di concessioni che tenga conto dei vincoli ambientali, occorre avvalersi di una governance stabile della risorsa idrica.

Questa, in sintesi, la posizione presentata oggi all’Italia delle Regioni, a Firenze, dalla Commissione Energia. I delegati regionali hanno incontrato Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica; Fabrizio Iaccarino, Responsabile Affari Istituzionali Italia di Enel Italia S.p.A.; Simone Nisi, Vicepresidente esecutivo Institutional and Regulatory Affairs di Edison S.p.A.; Federico Testa, Presidente di Magis Energia S.p.A. e Giorgio Boneschi, Direttore generale Elettricità Futura.

Di fronte a siccità e fenomeni meteorologici estremi sempre più frequenti e alla competizione tra i diversi usi dell’acqua, le Regioni chiedono di superare una visione settoriale dell’idroelettrico: invasi e infrastrutture idrauliche vanno gestiti come sistemi multifunzionali, capaci di tenere insieme produzione rinnovabile, approvvigionamento potabile, agricoltura, difesa dalle piene e tutela degli ecosistemi. 

Tra le proposte: una sede stabile di confronto tecnico-istituzionale che superi la frammentazione delle competenze, concessioni dinamiche con una “clausola climatica” e soglie idrologiche predefinite, un sistema informativo interoperabile per bacino idrografico, linee guida nazionali per le valutazioni ambientali e il monitoraggio effettivo del deflusso ecologico, procedure più rapide per revamping e repowering degli impianti esistenti, benefici concreti per le comunità che ospitano le infrastrutture e una quota dei canoni destinata stabilmente alla sicurezza idrica. 

Il principio è semplice: prima di utilizzare nuova acqua occorre utilizzare meglio quella già disponibile.

“La politica dell'idroelettrico deve evolvere da una logica centrata esclusivamente sulla produzione energetica a una visione integrata della risorsa idrica – dichiara Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica dell’Italia -.

La disponibilità d'acqua, la sicurezza degli approvvigionamenti, la tutela degli ecosistemi, la resilienza climatica e la produzione di energia rinnovabile devono essere considerate componenti di un unico sistema. L'obiettivo non è scegliere tra acqua ed energia, ma rendere l'energia idroelettrica sempre più efficiente, innovativa e compatibile con la disponibilità della risorsa. Solo attraverso una programmazione integrata sarà possibile garantire contemporaneamente sviluppo delle rinnovabili, sicurezza idrica e tutela del territorio nel lungo periodo.”.

“Il punto centrale è passare da una gestione dell’acqua che risponde alle singole esigenze a una capacità di programmazione che sappia anticiparle e conciliarle - dichiara Rosanna Laconi, assessora della Difesa dell’Ambiente della Regione Sardegna e Coordinatrice della Commissione Ambiente. Questo richiede una governance integrata e un maggiore coordinamento tra istituzioni, gestori e territori, decisioni fondate su dati condivisi e investimenti che valorizzino le infrastrutture esistenti come sistemi multifunzionali. Dobbiamo soprattutto superare la logica dell’emergenza e costruire una gestione capace di adattarsi nel tempo alle condizioni climatiche e alla disponibilità della risorsa. L’acqua è un bene strategico e il valore che genera deve tradursi anche in benefici concreti per le comunità e in investimenti per la sua conservazione. È questa la prospettiva che può rendere lo sviluppo dell’idroelettrico parte di una più ampia strategia di sicurezza idrica e di tutela del territorio”.