
AGRICOLTURA. LA PAC 2028-2034 MANTENGA IDENTITÀ E RICONOSCIBILITÀ E VALORIZZI IL RUOLO PROGRAMMATORIO DELLE REGIONI
martedì 27 ottobre 2026
AGRICOLTURA. LA PAC 2028-2034 MANTENGA IDENTITÀ E RICONOSCIBILITÀ E VALORIZZI IL RUOLO PROGRAMMATORIO DELLE REGIONI
La posizione della Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni al Festival “L’Italia delle Regioni” in corso a Firenze
Firenze, 27 ottobre 2026 (nota stampa) Con una filiera agroalimentare che pesa circa il 15% del PIL, le scelte sulla PAC 2028-2034 incideranno sulla sicurezza alimentare e sull’autonomia strategica dell’Europa. Lo affermano le Regioni e le Province autonome nel documento della Commissione Politiche agricole presentato oggi a Firenze al Festival L’Italia delle Regioni. Di fronte al Fondo unico e al Piano di partenariato nazionale, chiedono che il Titolo V resti attuale, con capitoli regionali nel Piano nazionale e con la conferma delle Autorità di gestione e degli Organismi pagatori regionali. Indicano poi le priorità: sostegno al reddito, innovazione e dati come servizio alle imprese, strumenti per clima e risorse idriche, giovani agricoltori (gli under 40 sono scesi al 7,7% nel 2023), reciprocità negli scambi. Una sezione del documento è dedicata a pesca e acquacoltura. “Il futuro della PAC e della PCP non deve essere costruito a partire dai territori. Deve essere costruito con i territori.”
Il messaggio è stato condiviso con Massimiliano Giansanti, Presidente Confagricoltura, e Cristiano Fini, Presidente CIA - Agricoltori italiani, Letizia Cesani Presidente Coldiretti Toscana e Tommaso Battista, Presidente Confederazione Produttori agricoli – Copagri, presenti alla riunione della Commissione.
“Il reperimento da parte del Governo di un miliardo di euro in più rispetto alla precedente programmazione rappresenta un segnale importante per il futuro dell’agricoltura, della pesca e dell’agroalimentare - dichiara Dario Bond Coordinatore della Commissione e Assessore Regione del Veneto. È fondamentale che a questo risultato seguano scelte capaci di dare risposte concrete alle imprese e di accompagnare le trasformazioni che interessano il settore. La nuova PAC dovrà riconoscere pienamente il ruolo delle Regioni, che sono un riferimento essenziale per tradurre gli obiettivi europei in interventi adeguati alle caratteristiche e alle esigenze dei territori. Come Commissione Politiche agricole, il nostro impegno è contribuire a questo confronto con una posizione condivisa, affinché la programmazione futura mantenga strumenti efficaci e valorizzi le competenze regionali, nell’interesse dell’agricoltura italiana.”
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