Conferenza Regioni
e Province Autonome
Doc. Approvato - Montagna: Odg su riduzione fondi

giovedì 15 dicembre 2005


 

ORDINE DEL GIORNO

 

 

Ricordato come la Giornata Internazionale della Montagna, istituita dall’ONU a tre anni dall’Anno Internazionale delle montagne 2002, rappresenti un appuntamento simbolico per ricordare e attualizzare l’impegno a proteggere e valorizzare l’ambiente d’alta quota;

 

Segnalato che, a fronte dei festeggiamenti che coinvolgono le più importanti istituzioni italiane, questo appuntamento deve essere anche l’occasione per affrontare le questioni di maggior rilievo per la montagna italiana, soprattutto per quelle zone in cui lo sviluppo economico è difficile e il rischio di spopolamento si avverte con particolare gravità.

 

Le Regioni e le Province autonome, intendono esprimere tutto il proprio disagio e la propria preoccupazione nei confronti della situazione in cui versa il Fondo nazionale per la Montagna, la cui stessa esistenza è messa in pericolo dall’esiguità di previsioni di finanziamento per l’anno 2006.

 

La progressiva riduzione della dotazione finanziaria del Fondo, che ha condotto al suo dimezzamento per il 2005 e, se la legge finanziaria dello Stato di prossima approvazione non disporrà altrimenti, ad un’ulteriore consistente diminuzione per il 2006, è un segnale di inaccettabile disattenzione da parte del Governo nei confronti della montagna italiana, dal momento che esso rappresenta la sola risorsa statale di parte capitale a disposizione delle Comunità montane per la realizzazione di interventi di investimento e di sviluppo per i territori montani, risultando perciò assolutamente essenziale a tali fini.

 

Lo scarso rifinanziamento del Fondo comporta, di fatto, l’inoperatività della legge 31 gennaio 1994, n. 97, che, in adempimento dell’articolo 44 della Costituzione, ha istituito il Fondo nazionale per la montagna.

 

Al Governo va ricordato che la legge n. 97 del 1994 ha previsto inoltre che le Regioni e Province autonome provvedano all’istituzione di fondi regionali e provinciali per la montagna volti al co-finanziamento degli interventi in zona di montagna. L’insufficiente dotazione del Fondo nazionale per la montagna farebbe di conseguenza ricadere sulle Regioni e Province autonome l’integralità dell’onere per il finanziamento degli interventi realizzati dalle Comunità montane.

 

La scomparsa di fatto del Fondo rappresenterebbe la cancellazione di una qualsiasi prospettiva per la realizzazione di concrete politiche per la montagna in Italia, oltre a mettere in pericolo la sussistenza stessa di quegli enti, come le Comunità montane, a cui è affidata la realizzazione di interventi vitali per le aree montane.

Le Regioni e le Province autonome fanno dunque appello al senso di responsabilità che il Governo deve garantire nei confronti delle popolazioni della montagna italiana affinché il Fondo Nazionale per la Montagna recuperi la sua iniziale dotazione finanziaria, consentendo la realizzazione di quegli interventi che altrimenti non potrebbero in alcun modo essere portati a compimento e che rivestono un’importanza essenziale per le aree di montagna.

 

Le Regioni e le Province autonome ribadiscono infine la speranza che una rinnovata "legge montagna" consenta in futuro azioni migliori a favore della montagna italiana in un contesto europeo più sensibile ai problemi della montagna.

 

Le Regioni e le Province autonome esprimono in conclusione un giudizio negativo nei confronti della politica per la montagna del Governo, così come espressa nel corso dell’intera legislatura, con mancate realizzazioni e continue minacce nei confronti degli enti locali della montagna.

 

 

 

 

Roma, 15 dicembre 2005