[Comunicato stampa Giunta regionale Emilia - Romagna]
Chiusura E45. Le Regioni Emilia-Romagna, Umbria e Toscana chiedono al Governo il rispetto degli impegni presi: ammortizzatori sociali e misure di sostegno all'economia. Posti di lavoro a rischio nei territori attraversati dall'arteria. Lettera del presidente della Conferenza delle Regioni al presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri del Lavoro, dello Sviluppo economico, dei Trasporti e dell'Economia

giovedì 28 marzo 2019


A 70 giorni dal sequestro del viadotto Puleto nessuna risposta sullo stato di emergenza nazionale. Le tre Regioni scrivono al premier Conte per chiedere il rispetto degli impegni presi. Intanto la Regione Emilia-Romagna raddoppia i fondi per imprese e lavoratori, studenti e famiglie. Rischio ripercussioni anche per il comparto turistico. E oggi a Cesena un nuovo summit con gli enti locali e le parti sociali

Bologna – Le Regioni Emilia-Romagna, Umbria e Toscana hanno scritto al presidente del Consiglio dei Ministri e ai ministri dello Sviluppo economico, dei Trasporti e dell’Economia per chiedere il rispetto degli impegni, annunciati più volte dal Governo, di far fronte ai gravi disagi per le imprese, i lavoratori e i cittadini innescati dal sequestro del viadotto Puleto, e la conseguente chiusura della E45.

In ballo, con migliaia di posti di lavoro, ci sono intere famiglie che rischiano di veder sfumare l’unica fonte di reddito. E, con l’avvicinarsi della stagione estiva, anche il comparto del turismo potrebbe subire un duro contraccolpo aumentando una crisi in grado di mettere in ginocchio interi territori interessati dal passaggio dell’arteria che collega Romagna e Toscana fino al centro Italia. 

A 70 giorni dalla chiusura della E45, le tre Regioni e gli Enti locali coinvolti insistono, nella lettera al Governo, su tre punti in particolare: l’assenza di risposta sulla richiesta congiunta di stato di emergenza nazionale, il nulla di fatto dopo l’impegno preso dal ministero del Lavoro - il 5 marzo scorso - di utilizzare gli ammortizzatori sociali a sostegno delle aziende e dei lavoratori dipendenti e autonomi, il non accoglimento della richiesta di incontro da parte dei sindaci con il ministro dello Sviluppo economico.

Da qui la richiesta di un incontro urgente a Roma per valutare insieme la situazione e per concordare gli interventi urgenti da adottare.

Le Regioni e gli enti locali coinvolti, si legge sempre nella lettera, hanno fatto la propria parte assumendo “prime misure di risposta ai bisogni del territorio che in alcun modo possono però ritenersi sufficienti e soddisfacenti”.

E mentre a Cesena si è tenuto oggi un nuovo summit tra Regione, Enti locali e parti sociali, è di queste ore l’annuncio del raddoppio dei fondi da parte della Regione Emilia-Romagna, che sarà formalmente adottato nella seduta di Giunta del 1^ aprile, da 250 a 500mila euro. Si tratta di risorse immediatamente disponibili per imprese e lavoratori, studenti e famiglie dei Comuni dell'Unione Valle Savio e dei Comuni di Roncofreddo, Sogliano al Rubicone e Sant'Agata Feltria.

Anche in questo caso, elemento qualificante dell'intervento, particolarmente apprezzato da imprese e sindacati, sarà la velocità e la semplicità: spetterà infatti all'Unione e ai Comuni provvedere direttamente alla gestione delle domande e all'erogazione dei contributi economici, rendendo particolarmente efficace la misura decisa dalla Regione. E accanto alle risorse previste dallo stato di crisi regionale, la Regione aveva già deciso di mettere a disposizione anche un altro strumento previsto dalla legge di bilancio: il contributo, in termini di ristoro di Irap, previsto per tutte le imprese dei comuni montani, è stato esteso a tutte quelle direttamente colpite nella zona, che potranno godere automaticamente di questo beneficio sull’Irap già pagata nel 2018.  /BB