[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
Covid-19 e sostegno al settore dello spettacolo, disponibili 548.500 euro per il 2021

venerdì 26 marzo 2021


 

548.500 euro sono le risorse riservate dalla Giunta provinciale, per il 2021, al fondo straordinario a sostegno del settore dello spettacolo, messo in difficoltà a causa della pandemia, come altri settori del sistema economico trentino, dal blocco prolungato di molte attività e dal calo della domanda di molti beni e servizi. Il provvedimento con cui sono state prenotate le risorse, proposto dall’assessore alla Cultura Mirko Bisesti, stabilisce anche criteri e modalità per la concessione dei contributi. Quest’anno – novità rispetto a quanto previsto per il 2020 - potranno beneficiarne anche i lavoratori con contratto intermittente o con lavoro discontinuo. Le domande vanno presentate dal 30 marzo al 22 aprile 2021. L’istruttoria è competenza del Servizio Attività culturali della Provincia autonoma di Trento.

Il provvedimento rientra tra le misure introdotte dalla Provincia a favore degli operatori economici, per contenere gli effetti negativi causati dall’emergenza sanitaria e per la promozione della ripresa economica del Trentino.

L’intervento economico, a fondo perduto, è stabilito come segue:

a) per singoli soggetti che operano quali professionisti nell’ambito dello spettacolo in regime di ditta individuale, partita IVA o quali lavoratori con contratto di lavoro intermittente o qualsiasi altra forma di contratto di lavoro discontinuo: 1.500 euro;

b) per gli operatori economici, anche costituiti in associazione:

- 1.500 euro, da 0 fino a 44 giornate contributive nell’anno 2019;

- 2.000 euro da 45 fino a 200 giornate contributive nell’anno 2019;

- 3.500 euro da 201 fino a 400 giornate contributive nell’anno 2019;

- 5.000 per più di 400 giornate contributive nell’anno 2019;

c) per i soggetti che gestiscono sale cinematografiche: l’importo corrispondente ai mancati incassi fino ad un massimo di contributo di 20.000 euro per i soggetti che gestiscono fino a tre sale, e di 35.000 euro per i soggetti che gestiscono più di tre sale o che hanno più sale situate in comuni diversi.

(lr)

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