[Comunicato stampa Giunta regionale Emilia - Romagna]
Transizione energetica. Protocollo di intesa Regione-RSE: subito al lavoro su individuazione aree idonee per impianti a fonti rinnovabili e lo sviluppo delle Comunità energetiche e autoconsumo collettivo. Colla: "Passo avanti importante verso gli obiettivi di sostenibilità, per strutturare un settore più che mai strategico"

mercoledì 27 aprile 2022


 

Siglato un accordo con la società controllata dal Gestore dei servizi energetici, interamente partecipata dal ministero dell’Economia, per affrontare anche i temi della produzione di idrogeno verde, Smart Grids e infrastrutture per la mobilità elettrica. Delfanti (Rse): "Il nostro know-how a disposizione delle Istituzioni"

Bologna - Si inizia già quest’anno con l’individuazione di aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili e il sostegno alle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) e l’autoconsumo collettivo. Per poi proseguire con interventi per la produzione di idrogeno verde, pianificazione energetica regionale, Smart Grids (reti per l’energia elettrica) e infrastrutture per la mobilità elettrica.

Sono le tematiche su cui collaboreranno Regione Emilia-Romagna e Rse - Ricerca sistema energetico, società controllata dal socio unico Gestore dei servizi energetici (Gse Spa), interamente partecipata dal ministero dell'Economia e delle Finanze, con l'incarico di promozione e sviluppo delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica.

A questo scopo Regione e Rse hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa in materia di pianificazione energetica regionale.

Si avvia così una collaborazione finalizzata ad accrescere i rispettivi patrimoni informativi e di competenze, allo scopo di agevolare la definizione di politiche per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti a livello europeo, nazionale e regionale in materia di transizione energetica e sviluppo sostenibile e supportare l'aggiornamento, l'attuazione e il monitoraggio del Piano Energetico Regionale e dei Piani triennali di attuazione della Regione Emilia-Romagna.

“Comunità energetiche e aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili sono due temi estremamente importanti che quest’anno impegneranno la Regione, che dovrà da un lato dare attuazione alla legge sulle Comunità energetiche rinnovabili e l’autoconsumo collettivo, approvata in Giunta e ora all’esame dell’Assemblea legislativa, e dall’altro individuare aree idonee per l’installazione degli impianti per le rinnovabili. Con quest’accordo- afferma l’assessore regionale allo Sviluppo, lavoro e Green economy, Vincenzo Colla- l'Emilia-Romagna fa un passo in avanti verso lo sviluppo sostenibile e l'obiettivo di raggiungere la decarbonizzazione entro il 2050. Per affrontare le grandi sfide in campo ambientale dobbiamo investire su innovazione, ricerca e conoscenza, in coerenza con il Patto per il Lavoro e il Clima, e mettendo soprattutto in campo risorse per la ricerca, la programmazione e la definizione di sistemi più intelligenti e flessibili, anche attraverso la partecipazione attiva dei territori”.

“Il protocollo d’intesa tra Rse e Regione è una collaborazione che si rinnova. La presenza strutturale di Rse sul territorio, con i laboratori della nostra sede di Piacenza che già svolgono attività di ricerca nel campo dell’innovazione energetica e la nostra partecipazione attiva, in qualità di soci, al Clust-ER Greentech Energia e Sviluppo sostenibile, rendono questo accordo ancora più significativo”, sottolinea l’amministratore delegato Rse, Maurizio Delfanti. “Gli ambiti della collaborazione vedono Rse impegnata da tempo e rappresentano temi su cui il nostro Paese deve fare un deciso passo avanti, per arrivare pronto al 2030 e poi agli obiettivi al 2050”.

Il Protocollo
Sei le aree tematiche di interesse su cui si focalizza l’intesa, e precisamente: le aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili, le Comunità energetiche, l’Idrogeno verde, la pianificazione energetica regionale, le Smart Grids e le infrastrutture per la mobilità elettrica.
La collaborazione avrà una durata di tre anni ed è prevista la costituzione di un Comitato di coordinamento che proporrà le attività da svolgere annualmente: una parte sarà svolta senza oneri a carico dell’ente, mentre sarà possibile individuare eventuali attività da svolgere a titolo oneroso da inserire in opportune Convenzioni operative che saranno oggetto di specifica approvazione.
Per il primo anno la collaborazione svilupperà le tematiche relative alle Comunità energetiche ed alle aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili.