
Il fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità - 8 giugno 2026
lunedì 8 giugno 2026
08/06/2026 Roma
Sezione Centrale di Controllo sulla Gestione delle Amministrazioni dello Stato
La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti ha approvato, con Delibera n. 48/2026/G, la relazione sul Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, con riferimento all’assistenza e al sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli.
In coerenza con la precedente analisi del 2016, il documento ne analizza la gestione, affidata al Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri e finalizzata al finanziamento dei centri antiviolenza, delle case rifugio e degli interventi di prevenzione e contrasto della violenza sulle donne.
Per il periodo 2017-2025 gli stanziamenti sono stati pari a 401,6 milioni di euro, oltre a 56,2 milioni di euro di contributo regionale, per un totale di 457,8 milioni di risorse nazionali, interamente spese e rendicontate per l’attuazione delle politiche in questione.
L’esame ha riguardato, inoltre, i sistemi regionali di monitoraggio, il funzionamento delle reti territoriali, l’operatività delle strutture di accoglienza e gli strumenti di prevenzione, assistenza e rilevazione della violenza di genere.
Le risorse, incrementate rispetto al passato, hanno consentito il rafforzamento delle politiche di contrasto al fenomeno, lo sviluppo di strumenti di coordinamento istituzionale e l’ampliamento della rete dei centri antiviolenza e delle case rifugio, pur con alcune criticità nella distribuzione territoriale dei servizi.
Il sistema - si legge nel documento - ha visto, rispetto al 2016, un’evoluzione sotto il profilo normativo, programmatorio e finanziario, anche in linea con gli impegni assunti a livello internazionale, nonché con gli obiettivi della Convenzione di Istanbul e dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Molto più diffusa risulta, in particolare, la rete dei centri di accoglienza, sebbene con livelli quantitativi ancora inferiori agli standard europei e differenze tra i territori per qualità e tipologia delle misure di supporto fornite.
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