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Regioni.it

n. 4242 - mercoledì 23 febbraio 2022

Sommario
- Draghi: il 31 marzo cesserà stato di emergenza e su PNRR massimo sostegno a Regioni e Comuni
- La tutela dell'ambiente nella Costituzione: pubblicata la Legge nella Gazzetta Ufficiale
- Caro carburanti: cresce la preoccupazione nelle Regioni
- Assunzione medici in emergenza pandemia: per la Corte Costituzionale legittime le norme del Veneto
- Unesco: è italiano il presidente dell'Organo degli esperti mondiali della Convenzione per il patrimonio culturale immateriale
- Chirurgia della mano: accordo sui percorsi della rete di emergenza-urgenza

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Caro carburanti: cresce la preoccupazione nelle Regioni

(Regioni.it 4242 - 23/02/2022) "Sulla questione del caro carburante occorrono interventi urgenti e risolutivi da parte del governo nazionale. Gli autotrasportatori, ma anche tanti automobilisti, vivono una situazione di disorientamento e sconforto. La Basilicata è uno snodo importante per il commercio con le regioni limitrofe e un blocco dei trasporti determinerebbe una crisi senza precedenti con riflessi molto negativi sulle aziende lucane". È quanto ha dichiarato il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.
"Penso in particolare a un'eccellenza della nostra regione, come la fragola del Metapontino, un prodotto soggetto a una rapida deperibilità", chiarisce Bardi, chiedendo al governo Draghi, insieme ai rappresentanti di categoria, di "intervenire con celerità e senso di responsabilità. Per facilitare una rapida soluzione facciamo quindi nostre le richieste già inoltrate al governo dai presidenti di altre Regioni: si lavori con celerità a provvedimenti legislativi per un taglio immediato dei costi dei trasporti autostradali, l'aumento del credito d'imposta sul carburante per l'autotrasporto e l'innalzamento del tetto massimo di ore guida giornaliere". Al tempo stesso il presidente invita gli autotrasportatori a "dimostrare senso di responsabilità nell'attuare forme di protesta sostenibili a tutela dei consumatori e dei cittadini".
In Valle d'Aosta se da una parte il morso del caro energia sta tenendo sotto scacco famiglie e imprese, dall'altra il decreto legge "Sostegni ter", che prevede il taglio degli extra-profitti derivanti dalla vendita di energia prodotta da fonti rinnovabili, rischia di avere gravi ricadute sull'ordinamento valdostano, facendo emergere alcuni profili di illegittimità che riguarderebbero sia la Costituzione che lo Statuto speciale della regione alpina. Sulle "ricadute dirette sul nostro ordinamento- ha dichiarato il presidente della Regione Valle d'Aosta, Erik Lavevaz, rispondendo ad un'interpellanza - il provvedimento potrebbe portare a potenziali gravi conseguenze sia di natura finanziaria sia sul valore patrimoniale della stessa Cva (azienda valdostana leader nella produzione e nella vendita di energia idroelettrica), i cui flussi finanziari sono percepiti in forma indiretta dalla Regione attraverso la distribuzione dei dividendi da Finaosta". Prosegue Lavevaz: "La Regione si vedrebbe sottrarre importanti risorse che potrebbero essere tra l'altro destinate proprio a mitigare l'impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia, in quanto il conguaglio previsto dall'articolo 16 sarebbe fuori gettito fiscale, escluso pertanto dal riparto fiscale regionale, con grave violazione di un principio cardine dell'autonomia statutaria". Il presidente ritorna poi sull'acquisizione, avvenuta vent'anni fa, delle centrali idroelettriche: "Con un'operazione finanziaria rilevantissima- speiga- garantita da un'emissione obbligazionaria", la Regione "si è fatta carico di un importante investimento, nella prospettiva che il ritorno economico generato ne consentisse l'ammortamento: il tentativo in atto con il decreto-legge Sostegni ter di recuperare gettito al di fuori del circuito fiscale ordinario, ancorché temporaneamente rischia di incidere indirettamente sull'assetto economico finanziario valdostano". Per questo, conclude, "è necessario l'impegno di tutte le forze politiche affinché in sede di conversione del decreto-legge questa previsione controproducente e dannosa venga stralciata. Da parte nostra, cercheremo di mettere in piedi un'azione con le altre Regioni italiane". Nella replica, il vicecapogruppo Aggravi precisa che "l'energia elettrica è un mercato semi-libero e dobbiamo stare attenti al nostro doppio ruolo: da una parte, quello di azionista arrabbiato nei confronti delle scelte del Governo, dall'altra, quello di ente istituzionale che si troverà ad essere regolatore delle concessioni". E aggiunge: "All'epoca si ebbe una lungimiranza nell'acquisto delle centrali e ne abbiamo beneficiato lungamente, ma oggi dobbiamo evolverci per difendere e sostenere la Cva, che dovrà fare degli investimenti notevoli per migliorare il proprio patrimonio di impianti".
Prima di tutto, ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci incontrando, al casello di San Gregorio dell'autostrada Catania-Messina, gli autotrasportatori  "Dobbiamo evitare una guerra tra poveri: l'autotrasporto per la merce è l'ultimo anello della filiera" e "il governo Draghi farebbe bene a darsi una morsa".  Il Presidente della Sicilia ha chiesto "la possibilità di "allentare la morsa ai caselli per evitare ulteriori danni e disagi", ma, ha osservato Musumeci, "mi dicono che il problema non è più soltanto siciliano, ma nazionale". Musumeci ha annunciato di avere "chiesto al ministro dei Trasporti un incontro in tempi assolutamente celeri". "Aspettiamo fino a domani - ha aggiunto - altrimenti con l'assessore regionale ai Trasporti, Marco Falcone, il presidente dell'Aias, Giuseppe Richichi, e una delegazione di autotrasportatori andremo a Roma e non ci muoveremo fino a quando non saremo ricevuti". 
"Ribadiamo l'urgenza di un intervento risolutivo del governo Draghi riguardo la vertenza degli autotrasportatori siciliani. La Regione rimane al loro fianco, sposando anche le istanze di tutta la filiera dei produttori e dei committenti, piegati dall'aumento dei prezzi e dai disagi dovuti ai blocchi che si stanno estendendo a tutto il Sud Italia". Così l'assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti della Regione Siciliana Marco Falcone, a margine del tavolo convocato al PalaRegione di Catania con le rappresentanze degli autotrasportatori siciliani in sciopero da due giorni. "Abbiamo riunito la categoria a Catania per approfondirne ancora le ragioni e per formulare un ulteriore appello per una scelta di responsabilità che possa mitigare la protesta - ha aggiunto - E vitale, per tutti, non gravare di ulteriori costi i cittadini, le famiglie, le imprese. Ben venga l'ipotesi, emersa nel corso delle nostre interlocuzioni con il viceministro Teresa Bellanova, su cui confidiamo il governo dia seguito, di un aiuto economico per gli autotrasportatori da inserire nel decreto Energia. Il governo Musumeci, per altro verso, conferma i dieci milioni di contributo che verranno erogati a imprese e lavoratori autonomi, a partire da aprile, per contenere le spese di attraversamento dello Stretto di Messina".

( red / 23.02.22 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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