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Regioni.it

n. 4490 - lunedì 3 aprile 2023

Sommario
- Lavoro: Istat, pandemia e occupazione locale
- A Trento il Festival dell'Economia: il futuro del futuro
- Dolore per la scomparsa di Mario De Donatis
- Fotovoltaico: Sicilia sospende rilascio delle autorizzazioni
- Gazzetta Ufficiale: la rassegna di marzo
- Webinar formazione europea: strategia europea per assistenza

+T -T
Lavoro: Istat, pandemia e occupazione locale

(Regioni.it 4490 - 03/04/2023) “Occupati e disoccupati nei sistemi locali del lavoro – anno 2021”, è il titolo di un’indagine prodotta dall’Istat con le serie storiche delle stime dei principali aggregati del mercato del lavoro.
Sono 610 i Sistemi locali identificati sul territorio nazionale (SLL), esaminando gli ultimi due anni e l’impatto, a livello locale, dell’emergenza sanitaria da COVID-19 sul mercato del lavoro.
“La prima misura del divario territoriale nel mercato del lavoro italiano – spiega l’Istat - è senz’altro quella riferita al differente tasso di occupazione che caratterizza il Centro-Nord rispetto al Mezzogiorno: nel Centro-Nord è occupato il 48,8% dei residenti con almeno 15 anni di età; nel Mezzogiorno la quota scende al 34,4%. Differenze molto marcate si osservano anche per il tasso di disoccupazione: nel Centro-Nord il 6,7% della forza lavoro è in cerca di occupazione contro il 16,4% del Mezzogiorno”.
I Sistemi Locali del Lavoro sono aggregazioni di comuni, definite non sulla base dei i confini amministrativi bensì tenendo conto dei flussi di pendolarismo al loro interno.
Nell’anno 2021, ordinando i SLL per valori crescenti del tasso di occupazione e dividendoli in quattro gruppi, il quarto con i valori più elevati è composto da 86 SLL del Nord-est, 50 del Nord-ovest e 15 del Centro; non è presente alcun SLL del Mezzogiorno.
“Lo svantaggio del Mezzogiorno - rileva l'Istat - appare evidente anche considerando il tasso di disoccupazione: il quarto della distribuzione caratterizzato dai valori più elevati (compresi tra il 14,2% e 34,2%) è composto esclusivamente da SLL di Campania, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna; in particolare, rientrano in questa categoria 37 SLL (su 43 totali) della Calabria, oltre i tre quarti di quelli siciliani e più della metà di quelli campani e pugliesi”.
Se i SLL vengono ordinati per valori crescenti del tasso di disoccupazione, il quarto con i livelli più bassi include 96 SLL nel Nord-est, 43 nel Nord-ovest, 13 nel Centro e solo due nel Mezzogiorno.
La dinamica osservata tra il 2019 e il 2020 mostra una generalizzata diminuzione dell’occupazione (una variazione negativa si registra in 608 SLL su 610) mentre nel 2021 si registra una diffusa ripresa dell’occupazione (in 510 SLL su 610) che, tuttavia, non è stata sufficiente a colmare le perdite dell’anno precedente. Rispetto al 2019, nel 2021 l’occupazione risulta infatti ancora in calo nel 38,1% dei SLL del Centro, nel 24,4% dei SLL del Nord-est e nell’11,3% del Nord-ovest, mentre nel Mezzogiorno il 93,2% dei SLL ha registrato una dinamica positiva.
La riattivazione del mercato del lavoro nel 2021 si lega anche al diffuso aumento della disoccupazione, osservato in 348 SLL (il 65% del totale). Tra il 2019 e il 2020, infatti, ben 521 SLL avevano registrato una variazione negativa della disoccupazione per effetto delle restrizioni imposte dalla pandemia che hanno limitato la ricerca attiva di lavoro.
Nel 2021 solamente 42 SLL (la maggior parte nel Mezzogiorno) sono ritornati ai livelli di occupazione pre-pandemia: 16 del Made in Italy (di cui 11 dell’Agro-alimentare), tre della Manifattura pesante, sei dell’Industria non manifatturiera e 17 senza specializzazione.
Le differenze territoriali diventano ancor più evidenti se si guarda alla distribuzione delle variazioni tra il 2020 e il 2021: il 45,4% dei SLL del Nord-est e il 41,9% di quelli del Centro si collocano nel primo quarto della distribuzione, quello con la performance peggiore (con variazioni del tasso negative o solo leggermente positive comprese tra -1,8 e +0,2 punti).
Solo il 9% dei SLL del Mezzogiorno si trova in questa condizione. La ripresa del 2021 segna anche differenze tra le diverse zone del Centro-Nord: gli andamenti peggiori si registrano nei SLL del Nord-est e del versante tirrenico mentre andamenti migliori caratterizzano i SLL dell’Emilia Romagna e del versante adriatico e ionico.
"Tra i SLL con un aumento della disoccupazione, particolarmente marcato è quello registrato in alcuni sistemi locali della Lombardia, della Valle d’Aosta e della fascia tirrenica di Toscana, Lazio e Campania. Considerando che la disoccupazione si lega, oltre che alla congiuntura economica, anche alla percezione della situazione e alle aspettative soggettive (che spingono ad attivarsi), l’area lombarda in particolare sembra aver reagito con un certo ritardo al rallentamento dell’emergenza sanitaria, mostrando importanti segnali di miglioramento solo a partire dal 2021".

https://www.istat.it/it/archivio/282974



( gs / 03.04.23 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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